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3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta: una mobilità sostenibile che coinvolge istituzioni e territori

Pubblicato il 03/06/2026
3 giugno, Giornata Mondiale della Bicicletta: una mobilità sostenibile che coinvolge istituzioni e territori

di Raffaele Di Marcello

(articolo redatto con l'ausilio dell'Intelligenza Artificiale)

Il 3 giugno si celebra la Giornata Mondiale della Bicicletta, istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2018 per promuovere l'utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile, accessibile e rispettoso dell'ambiente.

La ricorrenza rappresenta un'occasione per riflettere sul ruolo che la mobilità ciclistica può svolgere nella costruzione di città più vivibili, nella riduzione delle emissioni climalteranti, nel miglioramento della qualità dell'aria e nella promozione di stili di vita sani. La bicicletta non è soltanto uno strumento per il tempo libero o per il turismo, ma una componente fondamentale delle politiche di mobilità sostenibile e della transizione ecologica.

La legge nazionale sulla mobilità ciclistica

In Italia il principale riferimento normativo è la Legge 11 gennaio 2018, n. 2, recante "Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica".

La legge riconosce la mobilità ciclistica come parte integrante del sistema nazionale dei trasporti e promuove l'uso della bicicletta sia per gli spostamenti quotidiani sia per finalità turistiche e ricreative.

Tra gli obiettivi principali della normativa figurano:

  • la promozione dell'uso della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile;
  • la riduzione dell'impatto ambientale derivante dal traffico veicolare;
  • il miglioramento della sicurezza stradale per i ciclisti;
  • l'integrazione tra bicicletta e trasporto pubblico;
  • la realizzazione della rete nazionale delle ciclovie turistiche e della rete Bicitalia;
  • il coordinamento delle politiche nazionali, regionali e locali in materia di ciclabilità.

La legge attribuisce inoltre un ruolo centrale agli enti territoriali nella pianificazione e nello sviluppo delle infrastrutture necessarie per favorire la mobilità attiva.

Il Piano Generale della Mobilità Ciclistica

In attuazione della Legge n. 2/2018 è stato approvato il Piano Generale della Mobilità Ciclistica (PGMC), documento strategico che definisce gli indirizzi per lo sviluppo della ciclabilità sul territorio nazionale.

Il Piano individua gli obiettivi prioritari per incrementare gli spostamenti in bicicletta, migliorare la sicurezza delle infrastrutture, favorire l'intermodalità con il trasporto pubblico e sostenere la realizzazione di reti ciclabili urbane, regionali e nazionali.

L'obiettivo è rendere la bicicletta una reale alternativa all'automobile negli spostamenti di breve e media percorrenza, contribuendo alla riduzione del traffico e delle emissioni e al miglioramento della qualità della vita nelle città.

Le Regioni e la mobilità ciclistica

Le Regioni svolgono un ruolo fondamentale nella programmazione delle reti ciclabili e nel coordinamento delle politiche territoriali per la mobilità sostenibile.

Già prima dell'approvazione della legge nazionale, numerose amministrazioni regionali avevano adottato specifiche norme per promuovere l'uso della bicicletta e sostenere la realizzazione di infrastrutture dedicate.

Il Piemonte è stato tra i primi enti regionali a intervenire in materia con la Legge Regionale n. 33 del 1990, che ha favorito la diffusione della mobilità ciclistica e la realizzazione di percorsi dedicati. La Regione ha successivamente adottato il proprio Piano Regionale della Mobilità Ciclistica per coordinare lo sviluppo della rete ciclabile piemontese.

La Lombardia ha sviluppato una pianificazione organica della ciclabilità attraverso il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, che individua la rete di interesse regionale e ne promuove l'integrazione con il trasporto pubblico, i percorsi urbani e gli itinerari turistici.

Il Veneto ha inserito la mobilità ciclistica tra gli obiettivi strategici della propria programmazione territoriale, adottando un Piano Regionale dedicato e valorizzando il ruolo della bicicletta sia negli spostamenti quotidiani sia nello sviluppo del turismo sostenibile.

L'Emilia-Romagna rappresenta una delle realtà più avanzate nel panorama nazionale grazie a una consolidata politica di sostegno alla mobilità attiva. La Regione promuove la realizzazione di reti ciclabili urbane ed extraurbane e sostiene la diffusione dei Biciplan comunali all'interno delle strategie regionali per la mobilità sostenibile.

La Toscana, con la Legge Regionale n. 13 del 2022, ha aggiornato la propria disciplina in materia di mobilità ciclistica, rafforzando gli strumenti di pianificazione regionale e promuovendo l'integrazione tra ciclabilità, trasporto pubblico e sviluppo territoriale.

La Puglia ha adottato una normativa specifica e nel 2023 ha approvato il proprio Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, finalizzato alla realizzazione di una rete regionale continua e sicura che colleghi aree urbane, territori rurali e percorsi turistici.

Anche il Friuli Venezia Giulia ha sviluppato politiche dedicate alla mobilità ciclistica, con particolare attenzione alla connessione tra il territorio regionale e le grandi reti cicloturistiche europee e transfrontaliere.

Le Province Autonome di Trento e Bolzano rappresentano un modello di riferimento a livello nazionale grazie alla presenza di una rete capillare di percorsi ciclabili integrati con il trasporto pubblico e con le principali destinazioni turistiche.

Anche l'Abruzzo dispone di una specifica disciplina in materia attraverso la Legge Regionale 25 marzo 2013, n. 8 "Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica", che promuove la realizzazione della rete ciclabile regionale, l'integrazione con il trasporto pubblico, la sicurezza della circolazione e la diffusione della mobilità sostenibile. La legge prevede inoltre il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica quale strumento di programmazione e coordinamento degli interventi sul territorio. L'Abruzzo riveste inoltre un ruolo strategico lungo la Ciclovia Adriatica, uno dei principali itinerari cicloturistici nazionali che attraversa l'intera costa regionale.

Il ruolo dei Comuni

I Comuni rappresentano il livello istituzionale più vicino ai cittadini e svolgono una funzione decisiva nello sviluppo concreto della mobilità ciclistica.

Sono infatti gli enti locali a programmare e realizzare gran parte delle infrastrutture che consentono l'utilizzo quotidiano della bicicletta, contribuendo a rendere più sicuri e accessibili gli spostamenti urbani.

Tra le principali competenze comunali figurano:

  • la realizzazione e manutenzione di piste ciclabili e percorsi ciclopedonali;
  • la creazione di corsie ciclabili e itinerari protetti;
  • l'istituzione di zone 30 e interventi di moderazione del traffico;
  • la realizzazione di parcheggi e rastrelliere per biciclette;
  • lo sviluppo di servizi di bike sharing;
  • il collegamento tra quartieri, scuole, impianti sportivi, stazioni ferroviarie e principali servizi pubblici;
  • la promozione di iniziative educative dedicate alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile.

La Legge n. 2/2018 prevede inoltre la predisposizione dei Biciplan, strumenti di pianificazione che consentono ai Comuni di progettare in modo organico la rete ciclabile urbana, integrandola con il trasporto pubblico e con le reti ciclabili regionali e nazionali.

Attraverso questi strumenti, le amministrazioni comunali possono contribuire in maniera significativa alla riduzione del traffico veicolare, alla tutela dell'ambiente e al miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Una sfida per il futuro

La Giornata Mondiale della Bicicletta richiama l'attenzione sull'importanza di investire in infrastrutture sicure, servizi efficienti e politiche pubbliche capaci di favorire una mobilità sempre più sostenibile.

Lo sviluppo della ciclabilità richiede una collaborazione costante tra Stato, Regioni e Comuni, chiamati a programmare e realizzare reti sempre più connesse e sicure.

La bicicletta rappresenta oggi non soltanto un mezzo di trasporto ecologico, ma uno strumento concreto per costruire città più vivibili, inclusive e attente al benessere delle persone, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale e di qualità urbana che caratterizzano le sfide del nostro tempo.

 

N.B. Gli articoli pubblicati su questo sito riflettono le opinioni personali degli autori e non rappresentano necessariamente il punto di vista dell'UNITEL - Unione Nazionale Italiana dei Tecnici degli Enti Locali. I contenuti sono a scopo puramente informativo e non costituiscono consulenza professionale. L'autore non si assume alcuna responsabilità per eventuali errori, omissioni o danni derivanti dall'uso delle informazioni contenute negli articoli.


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