di Raffaele Di Marcello
(articolo redatto con il supporto dell’Intelligenza Artificiale)
Riprende, in Senato, l’esame del Disegno di Legge sulla qualità dell’Architettura. Ma basta una norma per far sì che, nel nostro Paese, si torni ad una cultura del progetto, integrata con la “riscoperta” della pianificazione e dell’urbanistica? Grandi dimenticati, nel dibattito nazionale, gli uffici tecnici comunali, dove validi professionisti, architetti, ingegneri e geometri, devono governare le trasformazioni urbane con poche risorse, umane e finanziare, pochissimi mezzi e nessuna considerazione.
Ritorna all’interesse del Parlamento il Disegno di Legge sulla Qualità dell'Architettura (DDL 1112), con l’esame, il 5 agosto scorso, da parte della Commissione Cultura del Senato.
Il disegno di legge è stato fortemente voluto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, con il Manifesto votato al VIII Congresso nazionale (luglio 2018), dove la platea di 3 000 delegati (tra i quali anche il sottoscritto, allora presidente dell’Ordine APPC della provincia di Teramo) indicò fra le priorità «una legge organica sull’architettura» per allineare l’Italia al resto d’Europa.
“Oggi, nel nostro Paese – si legge nel manifesto - alla luce delle trasformazioni ambientali e sociali in atto, è necessaria la definizione di una Legge per l’Architettura, considerando l’architettura e il paesaggio come patrimonio comune, espressione della cultura, identità e storia collettiva cui riconoscere carattere di interesse pubblico primario. L’art. 9 della Costituzione Italiana - la Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio artistico della Nazione e promuove la cultura e la ricerca - legittima l’introduzione di una normativa sulla valorizzazione dell’architettura, per il suo innegabile e imprescindibile interesse pubblico”.
Successivamente sono state proposte dall’allora Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, le “Linee guida per la qualità dell’Architettura” che però, dopo il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e l’istituzione di un tavolo di lavoro, non sono state mai concretizzatge.
Qualcosa, però, si è mosso a livello europeo con la Dichiarazione di Davos, del 2018, sottoscritta dai Ministri europei della cultura e dai Capi delle delegazioni degli Stati firmatari della Convenzione culturale europea e degli Stati osservatori del Consiglio d’Europa, dai rappresentanti dell’UNESCO, dell’ICCROM, del Consiglio d’Europa, della Commissione europea, del Consiglio europeo degli architetti, del Consiglio europeo degli urbanisti, dell’ICOMOS International e di Europa Nostra, riuniti a Davos, in Svizzera, dal 20 al 22 gennaio 2018, dove ci si impegna :
-a integrare e promuovere le idee e i principi della cultura della costruzione di qualità presso tutte le parti coinvolte, inclusi gli altri membri di governo e il grande pubblico, in particolare i giovani, e a sottolinearne gli effetti benefici per la società in tutti i modi pertinenti e appropriati;
-ad attuare politiche migliori, ispirate a un concetto di cultura della costruzione fondato sui valori culturali e comprendenti la visione della cultura della costruzione di qualità come obiettivo politico fondamentale;
-a sostenere iniziative e misure che contribuiscano a e attuare la visione di una della costruzione di qualità;
-a invitare tutte le parti coinvolte, settore pubblico e di quello , a riconoscere gli effetti della cultura della costruzione qualità sul bene comune e assumersi le loro responsabilità sua attuazione, soprattutto per concerne i necessari investimenti rapporto con la cultura costruzione.
Il 13 dicembre 2021, inoltre, il Consiglio dell'Unione Europea ha adottato delle conclusioni che sottolineano l'importanza della cultura, dell'architettura di qualità e dell'ambiente costruito come elementi chiave per l'iniziativa "Nuovo Bauhaus europeo". Le conclusioni del Consiglio hanno incoraggiato gli Stati membri a sviluppare politiche nazionali per l'architettura, promuovendo l'uso sistematico di concorsi di progettazione e valorizzando l'architettura di qualità nel contesto del Nuovo Bauhaus europeo.
Il Consiglio UE riconosce, quindi, il ruolo cruciale dell'architettura nel plasmare il nostro ambiente di vita e nel raggiungere gli obiettivi di sostenibilità, bellezza e inclusione perseguiti dal Nuovo Bauhaus europeo.
Nello specifico, le conclusioni del Consiglio:
Sottolineano l'importanza dell'architettura di qualità:
L'architettura non è solo una questione estetica, ma influisce sulla qualità della vita, sull'ambiente e sulla coesione sociale.
Raccomandano politiche nazionali per l'architettura:
Gli Stati membri sono incoraggiati a sviluppare strategie e quadri normativi che promuovano l'eccellenza architettonica.
Promuovono l'uso di concorsi di progettazione:
I concorsi di progettazione sono visti come uno strumento efficace per selezionare progetti di alta qualità e stimolare la creatività nel campo dell'architettura.
Sostengono il Nuovo Bauhaus europeo:
L'iniziativa mira a rendere più sostenibili, belli e inclusivi gli ambienti in cui viviamo, e l'architettura svolge un ruolo centrale in questo processo.
Il progetto di legge, prendendo spunto dalle conclusioni di cui sopra, prevede:
Miglioramento della qualità del progetto:
Il DDL punta a garantire un approccio multidisciplinare e condiviso, coinvolgendo ingegneri e altri professionisti per assicurare efficienza, sicurezza e sostenibilità.
Tutela dell'opera e valorizzazione del territorio:
Si pone l'obiettivo di armonizzare l'inserimento delle opere nell'ambiente circostante, valorizzando il paesaggio urbano e promuovendo un'architettura di qualità.
Obbligo di concorsi per opere pubbliche:
Il DDL introduce l'obbligo di bandire concorsi di progettazione aperti, anche per giovani architetti, per tutte le opere pubbliche di rilevanza.
Creazione di commissioni tecniche qualificate:
Viene prevista l'istituzione di commissioni, con membri esterni all'amministrazione appaltante, per garantire la qualità dei progetti.
Sanzioni per inadempienze:
Le amministrazioni che non rispettano le procedure previste dal DDL, come l'obbligo di concorsi, saranno soggette a sanzioni pecuniarie.
Tutti elementi condivisibili, che dovrebbero coordinarsi con norme di settore esistenti (vedi Codice degli Appalti, Legge Urbanistica nazionale, Leggi urbanistiche regionali) o in itinere (ad esempio le normative sulla rigenerazione urbana), che, però, non tengono conto del ruolo degli uffici tecnici degli Enti più vicini al territorio, i Comuni, che spesso si trovano a gestire progetti e piani, che pur affidati a professionisti esterni alle amministrazioni, devono, comunque, essere “guidati” da chi, professionista pubblico, conosce bene il territorio e le sue esigenze.
Ma i tecnici pubblici, pur avendo, spesso, specifiche competenze, non reperibili altrove, e altissima professionalità, rimangono ignorati e non coinvolti nei processi decisionali che portano, poi, alla redazione di norme che, all’atto pratico, si rilevano estranee ai contesti operativi.
Bene, quindi, la qualità del costruito, dell’architettura, della pianificazione, ma si punti, in parallelo, se non prioritariamente, alla qualità delle strutture locali pubbliche deputate alla gestione dei processi che le norme vorrebbero indirizzare verso una qualità che, prima che normativa, dovrebbe essere culturale.
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