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Rete Ecologica della Provincia di Teramo: esperienza di pianificazione strategica di area vasta delle risorse naturali come fattori per lo sviluppo sostenibile del territorio provinciale teramano

Pubblicato il 25/06/2025
Rete Ecologica della Provincia di Teramo: esperienza di pianificazione strategica di area vasta delle risorse naturali come fattori per lo sviluppo sostenibile del territorio provinciale teramano

di Arch. Giuliano Di Flavio

Nel suo percorso di pianificazione territoriale di area vasta, la Provincia di Teramo si è dapprima dotata del proprio strumento di programmazione, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P. anno 2001) e successivamente del Piano strategico provinciale per la sostenibilità ambientale e il contenimento del consumo di suolo (anno 2017). A questa prima fase, si è succeduta una seconda fase che si può definire di progettazione strategica, che ha portato all’approvazione nell’anno 2024 del Progetto Strategico denominato “Rete ecologica e paesaggio” con la redazione del progetto di Rete Ecologica della Provincia di Teramo (R.E.Te).

Le previsioni di questi due strumenti di pianificazione provinciale promuovono il mantenimento dell’integrità fisica del territorio unita alla valorizzazione delle risorse naturali e culturali come fattori strategici dello sviluppo territoriale per giungere alla promozione di un uso sostenibile del patrimonio ambientale. Parte di questi risultati può essere raggiunta attraverso politiche riconducibili alla visione classica della conservazione dei grandi sistemi naturali: prima della R.E.Te, la tutela ecosistemica nella Provincia di Teramo si esplicava attraverso il complesso delle aree protette (il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Territoriale Attrezzato Fiume Fiumetto, il Parco Territoriale Attrezzato Fiume Vomano, la Riserva Naturale di Castel Cerreto, la Riserva dei Calanchi di Atri, la Riserva Regionale del Borsacchio e l’Area Marina Protetta del Cerrano oltre ai Siti d’Importanza Comunitaria (SIC) del Fiume Tordino, del Fiume Mavone, del Fiume Vomano, dei Calanchi di Atri e di Torre del Cerrano).

Tuttavia, all’individuazione dei grandi sistemi naturali mancava una organicità di azione progettuale e di continuità spaziale/funzionale, oltre che una più minuta valorizzazione di tutto quel tessuto formato da patch e da frammenti residuali di territorio, da interstizi inedificati, da equipaggiamenti vegetazionali (siepi, filari o macchie) che assumono rilevanza per l'equilibrio dell'ecosistema, ancor di più negli attuali contesti antropizzati della dispersione urbana, dove anche una piccola area incolta può risultare di vitale importanza per ricostituire l’equilibrio ecologico locale.

Questo vulnus di organicità ha spinto gli amministratori provinciali a voler disegnare la rete ecologica provinciale nello spirito degli obiettivi dettati dalla Commissione Europea nel 2013, veicolata attraverso la definizione di infrastruttura verde quale “rete di aree naturali e seminaturali pianificata a livello strategico con altri elementi ambientali, progettata e gestita in maniera da fornire un ampio spettro di servizi ecosistemici.”

Le infrastrutture verdi, quali strumenti di costruzione della rete ecologica, rappresentano i dispositivi operativi attraverso cui mantenere le connessioni ecologiche nei contesti più fragili e compromessi, dove le modifiche indotte dagli interventi antropici per insediamenti o infrastrutture sono più evidenti e le trasformazioni del paesaggio sono più rapide ed impattanti. Nel disegno della R.E.Te, l’infrastruttura verde penetra l’intero territorio creando continuità, funzionalità ed eliminando o riducendo barriere fisiche, facendo in modo che la natura, con tutte le sue componenti, possa recuperare il ruolo di fornitore di risorse eco-sistemiche e la funzione di riequilibrio tra i sistemi naturali e antropici.

Le analisi svolte dal gruppo di progettazione incaricato hanno riguardato i valori naturali e i profili di vulnerabilità secondo gli indicatori di sensibilità ecologica, pressione antropica e fragilità (combinazione dell’indice di sensibilità ecologica e di pressione antropica) che hanno restituito il Valore Biologico inteso con l’accezione di pregio naturale di un ambito.

Quindi, si è passati ad analizzare i cosiddetti paesaggi della frammentazione, quale fenomeno che porta alla perdita di habitat e che risulta essere in forte espansione prevalentemente a causa dell’azione dell’uomo. Per tale analisi, si sono valutati gli indicatori di Densità di Infrastrutturazione (DI - rapporto tra la lunghezza delle infrastrutture presenti in un’unità territoriale e l’area di quest’ultima), di Indice di Frammentazione da Infrastrutture (IFI - parametro valutativo dell’impatto effettivo causato dalle infrastrutture), di Indice di densità di urbanizzazione (DU - misura la superficie urbanizzata per ogni kmq di area di riferimento), di Tasso di biopermeabilità (T Bop - misura l’incidenza percentuale su un’area delle superfici biopermeabili). Le 4 classi di paesaggi di frammentazione, derivate dalle analisi attivate, sono così classificate: A. Paesaggio a frammentazione trascurabile; B. Paesaggio a frammentazione bassa; C. Paesaggio a frammentazione elevata con dominante agricola; D. Paesaggio a frammentazione molto elevata con dominante insediativa e infrastrutturale.

Dall’integrazione dell’indagine dei paesaggi della frammentazione con l’indagine funzionale realizzata attraverso l’individuazione degli habitat e delle specie target, risulta lo schema di rete ecologica provinciale composto dei seguenti elementi: le Core Areas (paesaggi di tipo A) a frammentazione trascurabile, identificabili nel complesso appenninico che coincide quasi nella sua interezza con il Parco Gran Sasso Monti della Laga a cui si aggiungono le aree sottoposte a regimi di protezione speciale (Riserve e SIC); la Rete Ecologica Primaria, costituita dalle aree ad elevata naturalità che rivestono un ruolo di connessione ad ampia scala (fiumi, boschi, pascoli, vegetazione riparia), cui è riconosciuto un ruolo determinante nella formazione della rete ecologica; la Rete Ecologica Secondaria costituita dalla rete minore (frammenti naturali residui, sistema lacuale agricolo, piccolo reticolo idrografico) in grado di garantire la continuità ambientale nei contesti più antropizzati; le Buffer Zones quali ambiti funzionali all’interno delle matrici ambientali più deteriorate (paesaggi C e D), localizzate in punti strategici per la connettività della rete ecologica.

La R.E.Te introduce anche il concetto di compensazione ambientale che si fonda sul principio che ogni intervento deve essere finalizzato ad un miglioramento della qualità paesaggistica complessiva dei luoghi o quanto meno non deve generare una diminuzione delle sue qualità: perciò, ogni trasformazione che interferisce con la qualità ambientale e paesaggistica dell’intorno deve essere adeguatamente compensata con interventi complementari di entità commisurata all’intervento da eseguirsi.

Un importante tentativo di realizzare le previsioni della R.E.Te la Provincia di Teramo lo sta compiendo con il progetto A_GreeNet del Programma LIFE (https://www.lifeagreenet.eu) il cui obiettivo è aumentare la capacità di adattamento delle città del Medio Adriatico all’innalzamento delle temperature anche attraverso la costruzione dell’infrastruttura verde, alla piccola ed alla grande scala.

La documentazione completa della Rete Ecologica provinciale è visionabile QUI.

Dati dell'autore: Giuliano Di Flavio - Architetto - Responsabile del Settore Pianificazione Territoriale, Urbanistica, Piste ciclopedonali, Politiche comunitarie della Provincia di Teramo. Nelle attività di pianificazione d’area vasta è stato responsabile nella redazione del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, della Rete Ecologica Provinciale, del Piano d’Area della Val Tordino, del Contratto di Fiume del Tordino. Nelle politiche comunitarie, svolge attività di coordinamento per progetti nei programmi Horizon e LIFE.

 

 Allegati
SCHEMA RETE ECOLOGICA.png
FRAMMENTAZIONE.png
VALORI NATURALI E VULNERABILITA'.png
GIULIANO DI FLAVIO.png


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