di Arch. Franco Vollaro *
Le città europee stanno progressivamente riscoprendo il valore dello spazio pubblico come elemento centrale delle politiche urbane. Dopo decenni nei quali l’attenzione si è concentrata prevalentemente sulle infrastrutture della mobilità e sulle grandi trasformazioni edilizie, emerge oggi una nuova consapevolezza: la qualità della vita urbana dipende in larga misura dalla qualità degli spazi collettivi che le persone utilizzano quotidianamente.
In questo contesto la piazza torna ad assumere un ruolo strategico. Non più soltanto luogo fisico di attraversamento o semplice vuoto urbano tra gli edifici, ma spazio nel quale si costruiscono relazioni sociali, identità collettive e senso di appartenenza. La piazza rappresenta infatti uno degli elementi più significativi della tradizione urbana europea, capace di sintetizzare funzioni civiche, culturali, commerciali e relazionali.
Se i centri storici continuano a offrire esempi straordinari di qualità urbana riconosciuti a livello internazionale, nelle aree periferiche la situazione appare spesso molto diversa. Numerosi spazi pubblici risultano privi di una chiara identità, caratterizzati da un’eccessiva presenza delle automobili, da una limitata dotazione di verde, da arredi inadeguati e da una ridotta capacità di attrarre persone e attività. In molti casi la piazza perde la propria funzione originaria di luogo di incontro e si trasforma in uno spazio anonimo, utilizzato prevalentemente per esigenze di traffico o sosta.
La rigenerazione delle periferie richiede quindi un approccio che superi la semplice riqualificazione fisica degli spazi. Occorre restituire alle piazze un ruolo centrale nella vita dei quartieri, trasformandole in luoghi capaci di produrre benessere, inclusione sociale, sicurezza e qualità ambientale. In questa prospettiva la piazza può essere interpretata come una vera infrastruttura sociale, ovvero come un dispositivo urbano in grado di generare effetti positivi che vanno ben oltre la sua dimensione spaziale.
La qualità architettonica costituisce il primo elemento di questa trasformazione. Le esperienze più avanzate dimostrano che la bellezza dello spazio pubblico non rappresenta un fattore accessorio, ma una componente essenziale della qualità urbana. Come evidenziato dagli studi di Jan Gehl, le persone tendono a vivere e frequentare gli spazi che offrono comfort, sicurezza e opportunità di relazione. Una piazza ben progettata invita a fermarsi, a osservare, a incontrarsi e a partecipare alla vita della comunità. Per questo motivo il progetto deve essere concepito come un sistema unitario nel quale pavimentazioni, illuminazione, arredi, verde e percorsi contribuiscono a costruire un’identità riconoscibile e coerente. La scelta di materiali durevoli e sostenibili, in continuità con le tradizioni costruttive locali, rafforza ulteriormente il legame tra spazio pubblico e contesto urbano.
Accanto alla qualità architettonica assume oggi un’importanza crescente la capacità dello spazio pubblico di rispondere alle sfide poste dal cambiamento climatico. Le città sono sempre più esposte alle ondate di calore, ai fenomeni meteorologici estremi e all’impermeabilizzazione del suolo. Le piazze possono contribuire in modo significativo all’adattamento climatico attraverso l’incremento delle superfici verdi, la presenza di alberature ombreggianti e l’adozione di sistemi sostenibili di gestione delle acque meteoriche. Alberi, aiuole drenanti, rain garden e pavimentazioni permeabili non rappresentano semplici elementi di arredo urbano, ma componenti essenziali di una strategia ambientale capace di migliorare il microclima, ridurre le isole di calore e aumentare la resilienza urbana. Il verde assume così una funzione ecologica, sociale e paesaggistica, contribuendo a rendere gli spazi pubblici più confortevoli e vivibili durante tutto l’anno.
In questo scenario trova spazio anche una nuova interpretazione del rapporto tra città e attività fisica. Lo sport non deve essere considerato esclusivamente come pratica da svolgere all’interno di impianti specializzati, ma come componente diffusa della vita urbana quotidiana. La presenza di attrezzature leggere, percorsi per il movimento, aree fitness all’aperto e spazi destinati ad attività ludico-motorie consente di promuovere salute e socializzazione senza richiedere strutture complesse. La piazza diventa così una palestra urbana accessibile a tutte le età, favorendo stili di vita attivi e contribuendo al benessere della popolazione. L’attività fisica praticata negli spazi pubblici rafforza inoltre il presidio sociale del territorio e accresce la percezione di sicurezza.
Affinché tali spazi possano realmente svolgere una funzione pubblica è però indispensabile che siano progettati secondo i principi dell’accessibilità universale. L’accessibilità non riguarda esclusivamente l’eliminazione delle barriere architettoniche, ma la capacità dello spazio di essere utilizzato in modo autonomo, sicuro e confortevole dal maggior numero possibile di persone. Bambini, anziani, persone con disabilità motorie, sensoriali o cognitive devono poter fruire della piazza senza ostacoli e senza discriminazioni. Percorsi continui, pavimentazioni regolari, adeguata illuminazione, segnaletica chiara, sedute accessibili e sistemi di orientamento inclusivi contribuiscono a costruire uno spazio realmente democratico, nel quale il diritto alla città possa essere esercitato da tutti i cittadini.
La trasformazione delle piazze si intreccia inoltre con i processi di innovazione tecnologica e transizione energetica che stanno interessando i territori contemporanei. L’adozione di sistemi di illuminazione intelligente, sensori ambientali, reti Wi-Fi pubbliche e strumenti digitali di monitoraggio consente di migliorare la gestione degli spazi e di ridurre i consumi energetici. Allo stesso tempo l’integrazione di impianti fotovoltaici in pensiline e strutture leggere può contribuire alla produzione di energia rinnovabile destinata ai servizi della piazza stessa. In prospettiva, le tecnologie digitali permetteranno di sviluppare modelli avanzati di gestione basati sui Digital Twin urbani, capaci di monitorare in tempo reale l’utilizzo degli spazi, le condizioni ambientali e le esigenze manutentive.
Le più significative esperienze europee degli ultimi anni dimostrano che investire nella qualità dello spazio pubblico produce benefici che vanno ben oltre l’ambito urbanistico. Gli interventi di rigenerazione delle piazze generano effetti positivi sulla coesione sociale, sulla salute, sulla sostenibilità ambientale e sull’attrattività economica dei quartieri. Lo spazio pubblico diventa così uno strumento di politica urbana capace di incidere concretamente sulla vita quotidiana delle persone e di rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
In una fase storica caratterizzata da profonde trasformazioni climatiche, demografiche e sociali, le piazze di comunità possono rappresentare una risposta efficace alle nuove esigenze della città contemporanea. Esse non sono soltanto luoghi fisici, ma veri e propri nodi dell’ecosistema urbano, nei quali ambiente, cultura, innovazione, sport e inclusione si integrano in una visione unitaria dello sviluppo sostenibile.
Investire nella qualità delle piazze significa investire nella qualità della vita. Significa costruire spazi capaci di accogliere le persone, favorire le relazioni, promuovere il benessere e rafforzare la resilienza delle comunità. In questa prospettiva la rigenerazione dello spazio pubblico assume un valore strategico, diventando uno dei principali strumenti per costruire città più sostenibili, accessibili e orientate alle persone.
Bibliografia
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Commissione Europea, New European Bauhaus. Beautiful, Sustainable, Together, Bruxelles.
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Project for Public Spaces, The Great Public Spaces Handbook, New York.
(*)Architetto, esperto di pianificazione e progettazione di impianti sportivi. Già dirigente del CONI, è vicepresidente vicario della SCAIS – Società Consulenza e Assistenza Impiantistica Sportiva, associazione benemerita riconosciuta dal CONI.
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