di Redazione
Si è tenuta martedi 25 febbraio scorso l'audizione informale di UNITEL, rappresentata dal consigliere nazionale Arch. Raffaele Di Marcello, su due disegni di Legge, il n. 1112 e il n. 1711, meglio illustrati in un precedente articolo pubblicato su questo sito.
Nel corso dell'audizione, visionabile sul sito web dedicato del Senato, l'Arch. Di Marcello ha espresso il punto di vista dell'UNITEL concordando sugli obiettivi dei due disegni di legge chiedendo, però, un coordinamento tra gli stessi e con il D.Lgs 36/2023 (Codice dei contratti pubblici), onde evitare sovrapposizioni e fraintendimenti.
Sul ricorso obbligatorio al Concorso di progettazione, previsto per importi di lavori e di affidamento di servizi al di sopra delle soglie europee, solo per opere rilevanti sotto vari profili, UNITEL ha chiesto di chiarire chi accerterà tale rilevanza e tramite quali criteri, sottolineando la necessità di eliminare l'obbligatorietà di tali procedure sostituendola con una forte incentivazione, sia economica che di premialità all'interno dei bandi, al loro utilizzzo.
Questo perchè la realtà organizzativa dei Comuni italiani, e in particolare degli uffici tecnici, preposti alla gestione dei bandi, potrebbe essere messa in ulteriore difficoltà, considerando che dei 7.986 Comuni esistenti, 7.170 hanno meno di 15.000 abitanti, e di questi oltre 5.500 contano meno di 5.000 abitanti.
UNITEL rileva, inoltre, come l'introduzione, da parte del DDL 1112, della figura del "supervisore dei concorsi", e da parte del DDL 1711 dell' "Architetto della città" e del "Medico della città", non incardinando le stesse nelle dotazioni organiche degli Enti comunali o di altri Enti, come ad esempio le province, e non definendo con precisioni competenze e requisiti professionali, potrebbe portare ad un ulteriore svilimento delle figure dei tecnici dipendenti degli enti locali, relegati, da anni, a compiti meramente buracratici senza possibilità di mettere a disposizione le proprie professionalità per compiti di progettazione e pianificazione della città.
Anche relativamente alla commissioni giudicatrici dei concorsi UNITEL chiede chiarezza su requisiti, incompatibilità e compensi, anche per evitare che i costi ricadano sui bilanci degli enti, ritenendo opportuno privilegiare personale interno o di altre PA, in coerenza con il Codice degli appalti e in analogia alle Commisioni di gara, già previste nella normativa vigente.
Infine l'Unione dei Tecnici degli Enti Locali sottoline che gli incentivi per i privati che utilizzano lo strumento del concorso di progettazione, basati sulla riduzione degli oneri di urbanizzazione, incidendo direttamente sui bilanci comunali, dovrebbero essere di competenza eclusiva dei Comuni e non delle Regioni.
In conclusione UNITEL, pur sostenendo con forza la necessità della qualità del progetto pubblico, non solo formale ma anche dal punto di vista funzionale, chiede norme coordinate, chiare e finanziariamente sostenibili, che valorizzino le competenze già presenti nella PA e rendano davvero praticabile lo strumento del concorso.
In allegato contributo UNITEL depositato al Senato.
Cliccando QUI potrete leggere i contributi da altri soggetti ascoltati nell'audizione del 28 gennaio 2026.
Utilità