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Impianti sportivi tra rigenerazione urbana e transizione energetica. Nuove infrastrutture sociali per la città sostenibile

Pubblicato il 16/03/2026
Pubblicato in: Articoli
Impianti sportivi tra rigenerazione urbana e transizione energetica.  Nuove infrastrutture sociali per la città sostenibile

di Arch. Franco Vollaro (*)

Nel contesto delle trasformazioni urbane contemporanee, gli impianti sportivi stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante come infrastrutture sociali e territoriali. Essi non rappresentano soltanto luoghi dedicati alla pratica sportiva, ma possono diventare dispositivi urbani capaci di generare valore sociale, ambientale ed economico.

Le città europee sono oggi chiamate ad affrontare sfide complesse: riqualificazione di aree degradate, sostenibilità ambientale, miglioramento della qualità della vita e rafforzamento della coesione sociale. In questo scenario la rigenerazione urbana rappresenta uno degli strumenti principali per trasformare quartieri sottoutilizzati in spazi capaci di produrre nuove opportunità per le comunità locali.

Tra le infrastrutture che possono contribuire in modo significativo a questi processi emergono gli impianti sportivi, sempre più riconosciuti come elementi strategici delle politiche urbane. Lo sport, infatti, costituisce un potente fattore di aggregazione sociale, promuove salute, inclusione e partecipazione civica.

Per queste ragioni gli impianti sportivi possono assumere una funzione multifunzionale all’interno della città contemporanea: luoghi di attività motoria, spazi pubblici di incontro, presìdi sociali di quartiere e infrastrutture educative e culturali.

Un elemento centrale della progettazione contemporanea riguarda inoltre il tema dell’accessibilità universale. Gli impianti sportivi devono essere concepiti secondo principi di design inclusivo, superando non soltanto le barriere architettoniche ma anche quelle percettive e cognitive. Ambienti leggibili, orientanti e accoglienti rappresentano condizioni essenziali per garantire la piena partecipazione di tutti i cittadini.

Parallelamente ai processi di rigenerazione urbana, le politiche europee stanno promuovendo con forza la transizione energetica verso modelli basati su fonti rinnovabili ed efficienza energetica. In questo quadro gli impianti sportivi rappresentano un ambito particolarmente significativo.

Tradizionalmente caratterizzati da consumi energetici elevati, tali strutture possono oggi trasformarsi in infrastrutture energetiche attive grazie all’integrazione di tecnologie innovative: impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo, pompe di calore e piattaforme digitali per la gestione dell’energia.

Questa evoluzione consente di trasformare l’impianto sportivo da semplice consumatore di energia a produttore di energia rinnovabile, contribuendo alla sostenibilità ambientale delle città.

Un ambito particolarmente promettente è rappresentato dalle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Gli impianti sportivi presentano caratteristiche ideali per assumere un ruolo centrale in questi modelli: ampia disponibilità di superfici per la produzione energetica, diffusione capillare sul territorio e presenza di comunità sociali già attive attorno alle strutture sportive.

In questa prospettiva l’impianto sportivo può diventare un hub energetico locale capace di produrre energia rinnovabile e condividerla con edifici pubblici, scuole e abitazioni circostanti.

Considerando la presenza diffusa degli impianti sportivi sul territorio italiano, è possibile immaginare la costruzione di una vera e propria rete energetica dello sport. Ogni struttura potrebbe diventare un nodo locale di produzione e gestione dell’energia, contribuendo alla creazione di un sistema energetico territoriale più resiliente e decentralizzato.

Una strategia nazionale orientata in questa direzione potrebbe generare molteplici benefici: riduzione dei consumi energetici delle infrastrutture sportive, produzione diffusa di energia rinnovabile, diminuzione delle emissioni climalteranti e rafforzamento delle comunità locali attraverso modelli partecipativi di gestione dell’energia.

Ma vi è anche un ulteriore aspetto di grande rilevanza: la possibilità di trasformare gli impianti sportivi in laboratori territoriali di innovazione ambientale e sociale. Lo sport possiede infatti una straordinaria capacità di coinvolgere cittadini, associazioni e istituzioni, rendendolo uno strumento efficace per diffondere una cultura della sostenibilità.

In questa visione la costruzione di una rete energetica dello sport italiano non rappresenta soltanto un progetto tecnico, ma una politica pubblica integrata capace di mettere in relazione sport, città, energia e comunità.

Gli impianti sportivi possono così diventare infrastrutture strategiche della città sostenibile, luoghi nei quali salute, socialità, ambiente ed energia convergono in un progetto condiviso di futuro.

 

Bibliografia

European Commission (2019), European Green Deal

ONU (2015), Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile

IEA (2022), Energy efficiency in buildings

CONI (varie pubblicazioni), Linee guida per l’impiantistica sportiva

Sport England (2018), Sport and Urban Regeneration

 

(*)Architetto, esperto di pianificazione e progettazione di impianti sportivi. Già dirigente del CONI, è vicepresidente vicario della SCAIS – Società Consulenza e Assistenza Impiantistica Sportiva, associazione benemerita riconosciuta dal CONI.

 

 

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