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RIFUGI CLIMATICI. COSA SONO E PERCHE' LE NOSTRE CITTA' DOVREBBERO PIANIFICARNE LA REALIZZAZIONE

Pubblicato il 02/07/2025
RIFUGI CLIMATICI. COSA SONO E PERCHE' LE NOSTRE CITTA' DOVREBBERO PIANIFICARNE LA REALIZZAZIONE

di Raffaele Di Marcello

Anche quest'estata si candida ad essere non già la più calda, ma la più fresca degli anni a venire, in quanto ogni anno le temperature, che già sembrano elevate, tendono ad aumentare.

Purtroppo, se dal mondo scientifico arriva più di un grido di allarme, le nostre città non sembrano pronte ad affrontare un cambiamento che sembra, ad oggi, irreversibile, e necessiterebbe di un nuovo approccio pianificatorio sia degli spazi pubblici che privati.

In questo senso alcune realtà amministrative hanno ideato i cosiddetti "rifugi climatici", luoghi aperti al pubblico dove la popolazione può rifugiarsi per ottenere sollievo dal caldo eccessivo: edifici e spazi all'aperto, dotati di sistemi, naturali e/o artificiali, di raffrescamento e possibilità di trascorrere parte della giornata al riparo dalle alte temperature.

Già Barcellona, nel 2020, come risposta all'eccezionale ondata di calore dell'anno precedente, ha messo in atto un programma che ha portato alla creazione di 350 punti della città, chiamati climate shelters, che includono biblioteche, musei, centri civici, scuole, chiese e centri commerciali, dove i cittadini, liberamente, possono rifugiarsi nelle ore più calde del giorno.

Anche Parigi ha sviluppato un sistema di rifugi climatici, in occasione dei Giochi Olimpici del 2024, chiamati “cool islands”, costituiti da circa 1300 aree verdi, piscine pubbliche, e strutture mobili come chioschi e pergolati.

Diverse città italiane si sono attivate per individuare aree o edifici aperti al pubblico per rifugiarsi in caso di caldo eccessivo:

Firenze ha istituito 44 rifugi climatici, tra parchi, giardini e biblioteche, che rispondono a dei precisi criteri di ombreggiatura (>70%), accesso all’acqua e climatizzazione, individuabili tramite una una mappa interattiva con informazioni su orari e servizi disponibili;

Bologna offre numerose aree, appositamente segnalate, che comprendono zone alberate e sale climatizzate all’interno di biblioteche comunali, individuabili tramite un volantino digitale con precise coordinate Gps e tempi di percorrenza a piedi e in bici;

Milano apre le "case di quartiere" messe a disposizione, nei giorni ed orari indicati nella Guida alle Case di Quartiere - Estate 2025, per offrire accoglienza e opportunità di socializzazione, con particolare attenzione alle esigenze delle persone più fragili durante il periodo estivo.

Torino mette a disposizione mette a disposizione un elenco di Centri d’incontro climatizzati, gestiti dalle Circoscrizioni e aperti durante tutta l’estate. L’elenco è consultabile all’indirizzo http://www.comune.torino.it/pass/anziani/files/CIC-CENTRI-CLIMATIZZATI-2025.pdf.

A Roma il progetto "Piscine all'aperto" offre ingressi gratuiti nelle piscine comunali agli over 70, durante il periodo estivo. L'iniziativa, promossa da Roma Capitale, rientra nel Piano Caldo e prevede l'accesso gratuito in 17 impianti sportivi comunali, oltre alla piscina della Salute del Dipartimento Politiche Sociali e Salute. Sono in previsione ulteriori iniziative, anche in funzione dell'anno giubilare.

Anche numerosi centri urbani di minore dimensioni hanno adottato una strategia per offrire luoghi, aperti e chiusi dove ripararsi dal caldo, anche se non esiste ancora una strategia, di livello nazionale, che disciplini la materia.

Servirebbe uno standard nazionale che stabilisca i requisiti dei "rifugi climatici", la segnaletica di indicazione, le modalità di fruizione ma, soprattutto, occorrono spazi urbani progettati per mitigare le ondate di calore, sempre più frequenti e intense. Parchi, giardini, viali alberati, specchi d'acqua e luoghi pubblici climatizzati aperti a tutti. Azioni non più rinviabili che ogni Comune, grande e piccolo, dovrebbe attivare.

Seguendo l'esempio di Barcellona i "rifugi climatici" dovrebbero avere le seguenti caratteristiche:

1. Sono spazi in cui è possibile ripararsi dal caldo o dal freddo, pur mantenendo le loro funzioni abituali.

2. Possono essere costituiti da spazi al chiuso, come biblioteche o centri civici, e/o all'aperto, come parchi o esterni di edifici.

3. L'ingresso è gratuito, ad eccezione di alcune tipolotie (come, ad esempio, le piscine comunali) per le quali possono essere previste tariffe agevolate.

4. Sono facilmente accessibili e dotati di sedie o panchine dove sedersi e di acqua potabile gratuita.

5. Negli spazi al chiuso, si raccomanda di mantenere una temperatura costante nell'impianto di climatizzazione di 26 °C durante i mesi estivi e di 21 °C in inverno.

6. NON sono destinati a persone che necessitano di cure mediche, che devono recarsi presso il centro sanitario appropriato.

7. Possono offrono attività ricreative, ludiche o letture per rendere più piacevole la permanenza.

8. Sono debitamente segnalati con apposita simbologia e indiati su mappa cartacea o digitale e resi noti attraverso i siti istituzionali.

Il vantaggio di questi luoghi è di proteggere parte della popolazione, spesso la più fragile, degli eventi climatici intensi, favorendo, nel contempo, la socializzazione. Ogni Comune ha luoghi pubblici che possono fungere da rifugi climatici o può stabilire convenzioni con luoghi privati, come centri commerciali, oratori, ecc., da attrezzare allo scopo.

Il cambiamento climatico è realta. Occorre attivarsi subito, e i rifugi climatici sono una delle possibili soluzioni, seppur parziale, per affrontare il problema.


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