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Mobility Manager: vicina la scadenza del 23 novembre per la consegna dei PSCL e nel DPCM sulle linee guida per il green pass si rafforza l’importanza del promotore della mobilità aziendale casa-lavoro

Pubblicato il 16/10/2021
Mobility Manager: vicina la scadenza del 23 novembre per la consegna dei PSCL e nel DPCM sulle linee guida per il green pass si rafforza l’importanza del promotore della mobilità aziendale casa-lavoro

Come abbiamo scritto nei precedenti articoli uno strumento fondamentale dei Mobility Manager è il PSCL – Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro.

 

I vari provvedimenti normativi che si sono succeduti nel tempo hanno sempre fissato la data del 31 dicembre di ogni anno come termine per la redazione di tali piani, ma per quest’anno il Decreto del Ministero della Transizione Ecologica del 12 maggio 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.124 del 26 maggio 2021, anticipa tale scadenza al 23 novembre 2021, dando poi 15 giorni per la consegna al Comune ove ricade l’azienda o l’ente obbligato a produrre il PSCL.

Quella di novembre segue un’altra scadenza, fissata per il 31 agosto dall’art. 51 del Decreto Legge 25 maggio 2021, n. 73, per la quale era stata richiesta, senza esito, una proroga, da parte dell’ANCE, il cui rispetto permette di accedere a finanziamenti specifici. Chi, quindi, non fosse riuscito, entro il 31 agosto, a redigere il PSCL dovrà farlo entro il 23 novembre e consegnarlo al Comune nei 15 giorni successivi. Il Comune, successivamente, con il supporto del mobility manager d'area, dovrà individuare (e la normativa non indica in che tempi), d'intesa con il mobility manager aziendale che ha prestato la propria attività a supporto dell'adozione dello specifico PSCL, eventuali modifiche al Piano, e potrà stipulare con l'impresa o la pubblica amministrazione che lo ha adottato, intese e accordi per una migliore implementazione dello strumento di pianificazione degli spostamenti casa-lavoro. Il mancato rispetto di tali scadenze, in realtà, non prevede alcuna sanzione o penalità se non l’esclusione da eventuali finanziamenti specifici. Unico aspetto rilevante della recente normativa è che i Piani degli Spostamenti Casa-Lavoro adottati dopo la data del 23 novembre dovranno, obbligatoriamente, seguire le Linee guida emanate con Decreto dirigenziale del Ministero delle Infrastrutture e Mobilità Sostenibili n. 209 del 04/08/2021.Un po’ di confusione nelle date, almeno per quest’anno, che dovrebbe risolversi nelle prossime annualità, con le scadenze al 31 dicembre e l’obbligatoria adozione delle linee guida ministeriale, che forniscono un utile supporto ai mobility manager.

Per quanto riguarda gli eventuali incentivi, se non si è riusciti a rispettare la scadenza del 31 agosto, che permetteva di accedere ad un fondo con una dotazione di 50 milioni di euro istituito presso il Ministero delle infrastrutture e la mobilità sostenibili si può sempre puntare alle premialità che possono essere assegante ai Comuni che presentano un progetto derivante dalla integrazione e dal coordinamento di più PSCL relativi al proprio territorio, nell'ambito dei programmi di finanziamento per la realizzazione di interventi di mobilità sostenibile promossi dal Ministero della transizione ecologica, dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili ovvero congiuntamente dai medesimi Ministeri.

Se però, fin qui, con un po’ di fatica, districandosi tra i vari provvedimenti normativi succedutisi negli scorsi mesi, si riesce a comprendere come e quanto Enti, Aziende e Comuni devono nominare i Mobility Manager e predisporre i singoli Piani per gli Spostamenti Casa-Lavoro, rimane ancora oscura la figura del Mobility Manager d’Area, che non ha scadenze temporali per esaminare i singoli PSCL che gli pervengono, compreso quello del suo comune, né modalità e tempistiche per richiederne modifiche ed integrarli tra loro e con le politiche della sua amministrazione in materia di mobilità. Rimane sempre, e comunque, il nodo del riconoscimento reale delle figure di Mobility Manager comunale, di Mobility Manager d’area, per i quali tutte le norme finora emanate, da ultimo il D.M. 12 maggio 2021, prevede che non siano corrisposti, per lo svolgimento del relativo incarico, gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti, comunque denominati. Un incarico, quindi, a costo zero per le amministrazioni comunali, che vede gli enti costretti ad affidarlo a dipendenti già operativi in altri settori con un aumento del carico di lavoro spesso difficilmente sostenibile in realtà già oberate da adempimenti e scadenze di ogni genere.

Occorrerebbe, invece, inserire tali figure nelle piante organiche, con relativo inquadramento, garantendogli la possibilità anche giuridica di interagire con tutti i settori dell’Ente e di avere capacità di spesa onde rendere effettivamente efficace il delicato ruolo da svolgere, ruolo che richiede competenze specifiche e specialistiche multidisciplinari e un continuo aggiornamento tecnico e normativo.


Quanto sopra è ancora più importante anche alla luce del DPCM firmato dal presidente Dragni il 12 ottobre, contenente le “Linee guida in materia di condotta delle Pubbliche Amministrazioni per l’applicazione della disciplina in materia di obbligo di possesso e di esibizione della certificazione verde Covid-19 da parte del personale”, che prevede una maggiore flessibilità in entrata ed in uscita dal posto di lavoro del personale delle Pubbliche Amministrazioni.

In questa prospettiva, e nell’ottica di agevolare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente, anche con modalità sostenibili, le linee guida dispongono che i mobility manager aziendali delle pubbliche amministrazioni dovranno elaborare i piani degli spostamenti casa-lavoro (PSCL) di propria competenza tenendo conto delle disposizioni relative all’ampliamento delle fasce di ingresso e uscita dalle sedi di lavoro sopra mentre i Comuni, tramite i propri mobility manager d’area, dovranno svolgere un’azione di raccordo costante e continuativo con i mobility manager aziendali, non solo per le finalità dettate dall’articolo 6 del decreto interministeriale 12 maggio 2021, ma anche per la verifica complessiva e coordinata dell’implementazione dei PSCL e l’identificazione e la promozione di azioni di miglioramento complessivo dell’offerta di mobilità sul territorio di riferimento alla luce delle nuove fasce di ingresso e uscita dalle sedi di lavoro. Infine, anche sulla base delle informazioni acquisite nelle fasi di programmazione e di verifica dell’implementazione dei PSCL, le Regioni e gli enti locali competenti ai sensi del decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, dovranno emanare apposite disposizioni finalizzate ad adeguare tempestivamente i piani di trasporto pubblico locale alle nuove fasce di flessibilità delle pubbliche amministrazioni.

Ma dove il Mobility Manager non è stato nominato, per inadempimento o non esistenza dell’obbligo, e, quindi, non esiste il Piano degli Spostamenti Casa-Lavoro? Le prossime settimane, forse, porteranno una risposta.

 

Articolo dell' Arch. Raffaele di Marcello - membro del Comitato di Redazione UNITEL e Componente del Centro Studi Nazionale FIAB - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

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