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Gli impianti sportivi come infrastrutture della sostenibilità. La gestione dell’acqua tra Agenda 2030, innovazione tecnologica e resilienza urbana

Pubblicato il 18/06/2026
Gli impianti sportivi come infrastrutture della sostenibilità.  La gestione dell’acqua tra Agenda 2030, innovazione tecnologica e resilienza urbana

di Franco Vollaro (*)

L’acqua assume un ruolo sempre più rilevante nella progettazione e nella gestione degli impianti sportivi. Se per lungo tempo l’attenzione si   Erre B è concentrata prevalentemente sugli aspetti funzionali, normativi e prestazionali delle strutture, e successivamente sull’efficienza energetica e sulla riduzione delle emissioni, oggi emerge con crescente evidenza la necessità di affrontare il tema della sostenibilità idrica. I cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature, la crescente pressione sulle risorse naturali e la maggiore frequenza di periodi di siccità rendono infatti indispensabile una gestione più efficiente dell’acqua, ormai riconosciuta come una risorsa strategica al pari dell’energia.

In tale contesto, gli impianti sportivi non possono più essere considerati esclusivamente luoghi destinati alla pratica fisica o agonistica. Essi costituiscono infrastrutture urbane complesse che incidono sulla qualità della vita, sulla salute pubblica, sull’inclusione sociale e sulla sostenibilità ambientale dei territori. La loro evoluzione si inserisce nel progressivo riconoscimento del valore sociale dello sport e nell’integrazione delle politiche sportive all’interno delle strategie di sviluppo urbano. Se lo sport rappresenta un fenomeno in grado di influenzare molteplici dimensioni della società, anche le infrastrutture che lo ospitano sono chiamate a contribuire al perseguimento degli obiettivi di sostenibilità e resilienza urbana.

La rilevanza della gestione delle risorse idriche trova conferma anche nel quadro internazionale delineato dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Il Goal 6, dedicato all’acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari, promuove l’uso efficiente delle risorse idriche, il miglioramento della qualità delle acque, la riduzione dell’inquinamento e il riutilizzo delle risorse disponibili. Tali principi risultano pienamente applicabili anche al settore sportivo, nel quale una gestione responsabile dell’acqua contribuisce al raggiungimento degli obiettivi ambientali globali.

Numerosi impianti sportivi presentano consumi idrici elevati. Le piscine richiedono continui reintegri per compensare evaporazione, controlavaggi e operazioni di manutenzione; i campi in erba naturale necessitano di irrigazione, soprattutto nei periodi più caldi; docce, servizi igienici, attività di pulizia e sistemi tecnologici costituiscono ulteriori fonti di consumo. In presenza di tali esigenze, risulta fondamentale adottare modelli gestionali orientati all’efficienza nell’uso della risorsa e alla riduzione degli sprechi.

Le soluzioni disponibili sono molteplici e sempre più accessibili. Il recupero delle acque meteoriche rappresenta una delle opportunità più significative: le ampie coperture di stadi, palazzetti e piscine consentono di raccogliere consistenti quantità di acqua piovana da destinare all’irrigazione, all’alimentazione dei servizi igienici, alla pulizia delle superfici o alle riserve antincendio. In molti casi, ciò permette di ridurre sensibilmente il ricorso alla rete idrica pubblica.

Un’ulteriore strategia consiste nel riutilizzo delle acque grigie provenienti da docce e lavabi. Mediante adeguati processi di trattamento, tali acque possono essere impiegate per usi non potabili, favorendo l’applicazione di principi di economia circolare alle infrastrutture sportive e riducendo il consumo complessivo di acqua potabile.

Anche l’irrigazione dei campi può essere ottimizzata attraverso l’impiego di tecnologie digitali. Sensori di umidità, centraline meteorologiche e sistemi automatizzati consentono di distribuire l’acqua esclusivamente quando necessario, migliorando la qualità delle superfici sportive e riducendo contestualmente consumi e costi di gestione. La digitalizzazione mette inoltre a disposizione strumenti avanzati di monitoraggio che permettono di controllare costantemente i consumi, individuare eventuali perdite e programmare gli interventi manutentivi con maggiore efficacia.

Le esperienze sviluppate a livello internazionale confermano la validità di tali approcci. Un esempio significativo è rappresentato dal progetto europeo LifeTACKLE, coordinato dalla FIGC nell’ambito del programma LIFE dell’Unione Europea, che ha elaborato linee guida e strumenti operativi finalizzati al miglioramento della sostenibilità ambientale degli impianti sportivi. Tra gli ambiti di intervento figurano la gestione delle risorse idriche, l’efficienza energetica, l’economia circolare, la riduzione delle emissioni e il monitoraggio ambientale. Tale esperienza dimostra come la sostenibilità possa essere integrata in modo sistematico nella progettazione e nella gestione delle infrastrutture sportive.

La gestione delle risorse idriche è inoltre strettamente connessa a quella energetica. Ogni metro cubo d’acqua risparmiato comporta una riduzione dell’energia necessaria per le attività di captazione, trattamento, distribuzione, pompaggio e riscaldamento. Per tale ragione, risulta sempre più importante adottare una visione integrata che consideri congiuntamente acqua, energia e ambiente. Gli impianti sportivi del futuro potranno così configurarsi come veri e propri hub della sostenibilità, capaci non solo di ospitare attività sportive, ma anche di contribuire alla produzione di energia rinnovabile, alla raccolta delle acque meteoriche, all’adattamento ai cambiamenti climatici, alla mitigazione delle isole di calore urbane e alla diffusione della cultura ambientale.

La sostenibilità idrica rappresenta pertanto una nuova dimensione della qualità impiantistica. Così come oggi sono considerati imprescindibili i requisiti di sicurezza, accessibilità ed efficienza energetica, in futuro sarà naturale valutare anche la capacità di una struttura sportiva di utilizzare le risorse idriche in modo responsabile. Gli impianti sportivi possono diventare laboratori di innovazione ambientale e modelli di resilienza urbana, contribuendo concretamente al conseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e alla costruzione di città più sostenibili. La sfida principale non consiste soltanto nella riduzione dei consumi, ma nel ripensamento dell’intero ciclo dell’acqua all’interno delle infrastrutture sportive, trasformando una necessità gestionale in un’opportunità di sviluppo, innovazione e valorizzazione territoriale. In questa prospettiva, la gestione sostenibile delle risorse idriche si configura come un elemento strategico per le politiche di sviluppo degli impianti sportivi e per la qualificazione del patrimonio infrastrutturale.

Promuovere una cultura dell’uso responsabile dell’acqua significa rafforzare la capacità dei territori di affrontare le future sfide ambientali, contribuendo in modo concreto al perseguimento degli obiettivi di sostenibilità, resilienza e interesse collettivo.

Bibliografia

  • Nazioni Unite, Transforming our World: the 2030 Agenda for Sustainable Development, New York, 2015.
  • United Nations, Sustainable Development Goal 6 – Clean Water and Sanitation, https://sdgs.un.org/goals/goal6
  • Commissione Europea, Programma LIFE – Environment and Climate Action, https://cinea.ec.europa.eu/life_en
  • FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio, Progetto LifeTACKLE – Teaming up to Advance Climate Knowledge for Football at European Level, https://lifetackle.eu
  • World Health Organization (WHO), Guidelines on Sanitation and Health, Ginevra, 2018.
  • UNESCO World Water Assessment Programme (WWAP), The United Nations World Water Development Report, Parigi, varie edizioni.
  • International Olympic Committee (IOC), Sustainability Strategy, Losanna, 2017.

 

(*)Architetto, esperto di pianificazione e progettazione di impianti sportivi. Già dirigente del CONI, è vicepresidente vicario della SCAIS – Società Consulenza e Assistenza Impiantistica Sportiva, associazione benemerita riconosciuta dal CONI.

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