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Direttiva Case Green: l’Italia in ritardo sul recepimento. Dal 2027 possibili nuovi incentivi per la riqualificazione energetica, mentre per i Comuni si profilano importanti obblighi e responsabilità

Pubblicato il 12/10/2026
Direttiva Case Green: l’Italia in ritardo sul recepimento. Dal 2027 possibili nuovi incentivi per la riqualificazione energetica, mentre per i Comuni si profilano importanti obblighi e responsabilità

La direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici punta alla progressiva decarbonizzazione del patrimonio immobiliare entro il 2050. L’Italia deve ancora completare il percorso di attuazione, mentre si apre il confronto su un possibile riordino degli incentivi fiscali dal 2027. Per le amministrazioni comunali la transizione energetica rappresenta una sfida che riguarda contemporaneamente la gestione del patrimonio pubblico, la programmazione degli investimenti e le attività degli Sportelli Unici per l’Edilizia.

di Raffaele Di Marcello (articolo redatto con l'ausilio della AI)

L’Italia e la direttiva Case Green: a che punto siamo?

La cosiddetta direttiva Case Green, formalmente direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 aprile 2024, conosciuta come Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), costituisce uno dei principali strumenti europei per ridurre i consumi energetici e le emissioni degli edifici.

Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea l’8 maggio 2024 ed entrata in vigore il 28 maggio successivo, la direttiva stabilisce un percorso di progressivo miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili, fino al raggiungimento di un patrimonio edilizio a emissioni zero entro il 2050.

Il termine generale per il recepimento negli ordinamenti nazionali era fissato al 29 maggio 2026, con un termine anticipato per alcune disposizioni relative agli incentivi per le caldaie alimentate da combustibili fossili


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