Dalla pianificazione urbanistica alla sostenibilità ambientale, dalle nuove procedure autorizzative alle opportunità di sviluppo: i centri di elaborazione dati aprono una stagione di nuove responsabilità per Comuni e Province. Un approfondimento tecnico-giuridico analizza il quadro normativo e il ruolo delle amministrazioni locali.
di Redazione
La crescente diffusione dell'intelligenza artificiale, dei servizi digitali e delle infrastrutture cloud sta trasformando profondamente il nostro territorio. Al centro di questa evoluzione si collocano i data center, strutture tecnologiche sempre più strategiche per l'economia e per la pubblica amministrazione, ma anche insediamenti complessi, capaci di produrre effetti significativi sull'ambiente, sulle reti energetiche e sulla pianificazione urbanistica.
Non si tratta, infatti, soltanto di grandi edifici destinati a ospitare server e apparecchiature informatiche. I data center richiedono importanti infrastrutture elettriche, sistemi di raffreddamento, collegamenti tecnologici e opere accessorie, ponendo questioni che riguardano direttamente le competenze degli Uffici Tecnici comunali e provinciali.
Il tema assume particolare attualità alla luce delle novità legislative introdotte nel 2026, con la previsione di un procedimento autorizzativo unico che mira a semplificare e coordinare le diverse valutazioni amministrative. Una riforma che, tuttavia, non elimina le questioni legate alla conformità urbanistica, alla tutela ambientale, al consumo di suolo e alla compatibilità degli insediamenti con le caratteristiche dei territori.
Per gli Enti Locali si presenta quindi una duplice sfida: favorire gli investimenti e l'innovazione tecnologica, garantendo contemporaneamente la tutela dell'interesse pubblico e la sostenibilità delle trasformazioni territoriali.
In questo scenario assume particolare rilievo il ruolo di UNITEL – Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali, che il 22 ottobre 2026 ha organizzato a Milano un convegno dedicato proprio alle problematiche urbanistiche, ambientali, energetiche e autorizzative connesse all'insediamento dei data center.
L'iniziativa ha rappresentato un'importante occasione di confronto tra istituzioni, amministrazioni e professionisti, richiamando l'attenzione sulla necessità di rafforzare le competenze e la capacità operativa degli uffici pubblici chiamati a gestire procedimenti sempre più complessi.
Ma quali sono le principali norme applicabili? Quali competenze spettano a Regioni, Province e Comuni? Come si conciliano le esigenze di sviluppo tecnologico con gli strumenti urbanistici vigenti? Quali problematiche possono emergere in materia di autorizzazioni ambientali, consumo di suolo, approvvigionamento energetico e risorse idriche?
A questi interrogativi cerca di dare risposta l'approfondimento “Data center: la nuova frontiera del governo del territorio”, curato da Raffaele Di Marcello, consigliere nazionale UNITEL, che ricostruisce il quadro normativo nazionale ed europeo aggiornato al 25 ottobre 2026, esamina le principali questioni giuridiche e operative e propone indicazioni utili per le attività istruttorie degli Enti Locali.
Particolare attenzione viene riservata anche alle opportunità offerte dalla rigenerazione delle aree produttive dismesse, dal recupero dell'energia termica e dalla cooperazione istituzionale tra Comuni, Province e Regioni.
L'obiettivo è contribuire a un dibattito tecnico e istituzionale che consenta alle amministrazioni di governare l'innovazione, anziché subirne passivamente le conseguenze.
Per un esame dettagliato dei riferimenti legislativi, delle procedure autorizzative, degli orientamenti giurisprudenziali e delle problematiche operative, si rimanda alla lettura integrale dell'articolo allegato.
Leggi l'approfondimento integrale
Raffaele Di Marcello – Data center: la nuova frontiera del governo del territorio (10 pagine, quadro normativo aggiornato al 25 ottobre 2026).
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