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Chi è il Mobility Manager?

Pubblicato il 02/08/2021
Chi è il Mobility Manager?

Inizia un percorso per capire meglio la figura del responsabile della mobilità aziendale, quali sono i compiti e quali gli obblighi.

 

La figura del “responsabile della mobilità aziendale”, meglio conosciuto come “mobility manager”, è stata introdotta dal Decreto del Ministero dell’Ambiente del 27 marzo 1998 (Decreto Ronchi), che l’ha resa obbligatoria per le imprese e gli enti pubblici con singole unità locali con più di 300 dipendenti e le imprese con complessivamente più di 800 addetti ubicate in comuni compresi nelle zone a rischio di inquinamento atmosferico individuate dal Ministero stesso e dalle Regioni. Un obbligo, per lo più disatteso, recentemente rilanciato da Decreto Legge n. 34/2020, convertito con la Legge n. 77/2020, che ha ampliato la platea degli Enti e delle Aziende tenute a dotarsi di tale figura, riferendo l’obbligo alle imprese e le pubbliche amministrazioni con più di 100 dipendenti ubicate in:

  • un capoluogo di regione,
  • una città metropolitana,
  • un capoluogo di provincia,
  • un comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti.

Al fine della verifica della soglia dei 100 dipendenti in ogni singola unità locale si considerano come dipendenti le persone che, seppur dipendenti di altre imprese e pubbliche amministrazioni, operano stabilmente, ovvero con presenza quotidiana continuativa, presso la medesima unità locale in virtù di contratti di appalto di servizi o di forme quali distacco, comando o altro.

Imprese ed Enti con tali caratteristiche sono tenuti ad adottare, entro il 31 dicembre di ogni anno, un piano degli spostamenti casa-lavoro del proprio personale dipendente finalizzato alla riduzione dell’uso del mezzo di trasporto privato individuale.

Con successivo Decreto del 12 maggio 2021, il Ministero della Transizione Ecologica ha emanato le “Modalità attuative delle disposizioni relative alla figura del mobility manager”, specificando che le imprese e le pubbliche amministrazioni che non rientrano tra quelle previste dal precedente Decreto, possono comunque procedere facoltativamente alla nomina del responsabile della mobilità aziendale e che i Comuni obbligati a tale nomina devono anche individuare il mobility manager dell'area, svolgente funzioni di raccordo tra i mobility manager di enti, aziende e scuole ricadenti nel loro territorio, con compiti di supporto agli stessi nella definizione e implementazione di politiche di mobilità sostenibile.

Figure, quindi, importanti, con compiti multidisciplinari, da scegliere, come recita il Decreto del 12 maggio 2021 “tra soggetti in possesso di un’elevata e riconosciuta competenza professionale e/o comprovata esperienza nel settore della mobilità sostenibile, dei trasporti o della tutela dell'ambiente” ai quali, però, nel caso delle pubbliche amministrazioni, come stabilisce la norma “non sono corrisposti, per lo svolgimento del relativo incarico, gettoni, compensi, rimborsi di spese o altri emolumenti, comunque denominati”. Quanto sopra, visto che all’obbligatorietà non fa seguito alcuna sanzione in caso di inadempimento, fa presupporre che poco cambierà nell’attuale diffusione di tale figura professionale all’interno dei nostri Comuni, gravati da sempre maggiori compiti e responsabilità, con le note carenze di personale, soprattutto tecnico. Una problematica non da poco che, però, potrebbe cambiare anche a breve, vista la sempre più pressante necessità dovuta anche alla pandemia, di organizzare gli spostamenti casa-lavoro e casa- scuola e i tempi e gli orari delle città e di far calare le politiche della mobilità all’interno della pianificazione e delle politiche urbanistiche e territoriali degli enti.

Approfondiremo, quindi, con successivi articoli, i compiti dei mobility manager e le modalità di redazione del Piano degli Spostamenti Casa Lavoro, cercando di comprendere come questa figura possa inserirsi all’interno delle complesse macchine organizzative dei comuni.

 

Articolo dell' Arch. Raffaele di Marcello - membro del Comitato di Redazione UNITEL e Componente del Centro Studi Nazionale FIAB - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

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