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Teramo. Giornata di studi su Decreto Salva Casa. Unitel protagonista con Università, Regione ed Ordini e Collegi professionali.

Pubblicato il 12/09/2025
Pubblicato in: Articoli
Teramo. Giornata di studi su Decreto Salva Casa. Unitel protagonista con Università, Regione ed Ordini e Collegi professionali.

Si è tenuto venerdi 12 settembre, presso il Campus “A. Saliceti” dell’Università di Teramo, l’incontro di studi sul tema “Le difformità edilizie nel D.P.R. 380/2001 e nella L.R. Abruzzo 24 giugno 2025 n. 19: profili giuridici e applicativi dopo il c.d. “Salva Casa”.

L’evento, diviso in due sessioni, mattutina e pomeridiana, è stato organizzato dal prof. Diego De Carolis, del Dipartimento di giurisprudenza dell’Università, in collaborazione con gli Ordini di Architetti e Ingegneri e il Collegio dei Geometri della provincia di Teramo, e con UNITEL – Unione Nazionale Italiana Tecnici Enti Locali, ed ha visto la partecipazione di Stefano Scoca, docente del Dipartimento Scienze Politiche dell’Ateneo; di Salvatore Di Bacco, funzionario comunale e membro del Comitato Scientifico UNITEL; di Tommaso Capitanio, consigliere TAR Marche; di Anna Caporale, dirigente Servizio Legislativo Regione Abruzzo; di Maria Laura Simeoni, funzionario del Servizio Legislativo Regione Abruzzo; di Raffaele Di Marcello, presidente regionale UNITEL, e di Donato di Ludovico, docente Università degli Studi di L’Aquila e presidente INU Abruzzo e Molise. Dopo gli interventi dei relatori ed un ampio dibattito animato dai numerosi partecipanti, le conclusioni sono state affidate a Claudio Contessa, presidente della VII sezione del Consiglio di Stato.

“Un incontro importante – sottolinea Raffaele Di Marcello, presidente regionale UNITEL – che ha messo ancora una volta in luce la necessità di calibrare le norme nazionali e regionali in funzione della loro reale applicazione, passando, necessariamente, dal confronto e dalla collaborazione con i tecnici comunali”.
 
Gli interventi di Salvatore Di Bacco e Raffaele Di Marcello, infatti, hanno evidenziato le criticità che ancora permangono nella normativa nazionale, nata con decreto legge per risolvere le problematiche del patrimonio edilizio italiano, che, ad oggi, non sembrano avere l’efficacia sperata.
 
“La confusione normativa nazionale, che poi si riverbera in quella regionale, che deve fare i conti con gli indirizzi statali e il vaglio del Governo e della Corte Costituzionale – sottolinea Di Marcello – fa si che, ad oggi, i tecnici liberi professionisti si trovino in difficoltà nell’individuare le categorie di abuso e le relative sanzioni ed i funzionari comunali siano costretti ad effettuare un lavoro di consulenza e interpretazione che esula dai loro compiti istituzionali”.
 

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