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Gli ospedali del futuro: riflessioni e proposte della Presidente SIAIS Daniela Pedrini

Pubblicato il 26/07/2021
Pubblicato in: Articoli
Gli ospedali del futuro: riflessioni e proposte della Presidente SIAIS Daniela Pedrini

Il punto di vista degli ingegneri e degli architetti per la sanità per “l’ospedale del futuro” anche in termini di sostenibilità economica ed efficienza; la risposta alle complesse sfide come il cambiamento climatico, l’impatto ambientale, l’innovazione tecnologia, la sicurezza; i vantaggi o gli svantaggi di una realizzazione di strutture nuove rispetto a ristrutturazioni di edifici esistenti; il contributo e le criticità della professione; l’importanza e il supporto dell’ingegneria nel settore ospedaliero e sanitario anche in questa emergenza pandemica, sono alcuni dei temi sviluppati nell’articolo.

 

Per raccontare l’esperienza dei professionisti tecnici del Servizio sanitario nazionale durante la “guerra” contro il Coronavirus, è necessario sottolineare che ci sono state due “linee avanzate” che hanno combattuto fianco a fianco: chi è stato in trincea e chi la trincea, meticolosamente ma rapidamente, l’ha preparata. Chi, in pratica, ha individuato e realizzato nuove aree da destinare ai reparti di terapia intensiva, sub-intensiva e degenza nel pieno rispetto di tutte le normative tecnico - igienico sanitarie, verificandone l’idoneità, recuperando reparti dismessi in precedenza o progettando la realizzazione di nuove aree. Un lavoro deputato soprattutto agli ingegneri, agli architetti e ai tecnici della sanità, esperti del settore, che con dedizione e impegno quotidiani, forti del proprio bagaglio esperienziale e di professionalità specifiche nel campo delle strutture ospedaliere e degli impianti tecnologici, hanno consentito di creare perimetri di prima sopravvivenza per i pazienti, operando nelle Aree Tecniche delle aziende ospedaliere e delle ASL, in articolazioni organizzative costituite anche da periti industriali e geometri e supportando le Direzioni strategiche nelle decisioni operative.

Attivare un reparto o un padiglione per la gestione dei pazienti COVID-19 positivi, all’interno di un ospedale, significa da un lato spostare immediatamente interi reparti, costituire team multiprofessionali, garantire una dotazione di DPI anche cento volte superiore all’ordinario, formare tutte le equipe alla vestizione e svestizione, identificare percorsi differenziati sporco/pulito con una segnaletica adeguata e informare tutto il personale, fare lavori in urgenza per potenziare l’impianto elettrico, l’impianto di ossigeno e la ventilazione degli ambienti e ottenere la pressione negativa, se necessario, installare tutte le apparecchiature, e dall’altro separare i percorsi e la localizzazione degli altri pazienti (trapianti, oncologia, ecc.) per continuare le attività assistenziali non rinviabili ed evitare il rischio di contagio. In questo contesto, tutti diventano fondamentali e devono operare in sintonia: le équipe di professionisti, i direttori e coordinatori dei reparti e servizi coinvolti, la direzione sanitaria, il servizio infermieristico, i servizi tecnici, l’ingegneria clinica, il risk management, la farmacia, ecc. realizzando un “management di sistema” operativo sul campo.

Si è sempre più consapevoli della necessità di elaborare nuovi modelli di ospedali e di gestione dei sistemi sanitari. Consapevolezza e preparazione sono gli obiettivi della società post-pandemia. I tecnici hanno fatto miracoli nell'adattare gli attuali ospedali a bisogni drammaticamente nuovi, che in futuro dovranno essere inclusi nei processi di pianificazione e progettazione relativi all'ambiente costruito dalla salute; si devono ripensare i modelli architettonici degli ospedali. La necessità di rispondere in modo immediato, mettendo a disposizione spazi già attrezzati e sempre disponibili, per le future emergenze sanitarie, rappresenta una sfida per i tecnici che dovranno ripensare alla progettazione delle strutture ospedaliere.

Gli elementi decisivi nel fronteggiare questa emergenza vanno dalla grande duttilità mostrata dal sistema ospedaliero nel suo complesso, la capacità di aggiornamento, integrazione e collaborazione del personale sanitario, tecnico ed amministrativo a tutti i livelli, alla dinamicità del sistema organizzativo che ha orientato tutti gli sforzi alle nuove necessità dettate dall’emergenza. L’obiettivo è rimodulare gli spazi, i percorsi assistenziali e la logistica. L’ospedale del futuro dovrebbe essere più flessibile, con camere di degenza progettate in modo da ampliare la capienza del reparto in caso di necessità. È imperativa la suddivisione dei percorsi all’interno dell’ospedale al fine di evitare contaminazioni. Infatti ancor più la rete ospedaliera e quella dell’emergenza devono lavorare in sinergia con quella territoriale, perché è sul territorio che si può vincere la battaglia attraverso il tracciamento precoce degli infatti, l’isolamento domiciliare e anche l’assistenza domiciliare fin quando è possibile al fine di prevenire una concentrazione di malati negli ospedali, che a sua volta si traduce in una più alta facilità di contagio e anche di mortalità.

È indispensabile avere sotto controllo non solo gli aspetti tecnici dell’edificio, quali la vulnerabilità sismica, l’efficienza energetica, il funzionamento degli impianti elettrici e termici, l’erogazione di gas medicinali, ecc., ma anche intervenire sul comfort del paziente e degli operatori, tenendo sotto controllo la temperatura e l’umidità, la termoregolazione e l’illuminazione adeguata alle condizioni sanitarie e integrare tutto ciò con le destinazioni d’uso della struttura (percorsi clinici e relativa coerenza dei locali, caratteristiche del personale sanitario, flessibilità dei parametri dei singoli ambienti).

Per avere la possibilità di utilizzare le risorse, che si renderanno disponibili in tempi brevi, sicuramente le iniziative da intraprendere coinvolgono:

  • Il miglioramento della programmazione e della qualità dei progetti per ridurre tempi di attivazione delle risorse.
  • Il ruolo del Project Management (anche per ridurre i tempi di “attraversamento”) si è dimostrato uno strumento operativo fondamentale anche durante il periodo di emergenza sanitaria.
  • Il contributo dell’innovazione tecnologica (ad esempio il BIM).
  • La disponibilità, da un lato, delle risorse tecniche di alta competenza anche all’interno delle organizzazioni e, dall’altro, il supporto specialistico esterno (tecnico/legale, amministrativo/finanziario, ecc.) necessario alla pubblica amministrazione.

Va ribadita l’importanza di mettere a sistema nuovi criteri volti a garantire la sicurezza di pazienti e operatori. La cultura della sicurezza è centrale, dalla fase progettuale in cui viene deciso dove collocare una struttura rispetto al territorio, alla progettazione vera e propria anche dei singoli dettagli costruttivi. È fondamentale assicurare un sistema di building management unitamente all’uso di materiali eco-sostenibili ed è necessario puntare non solo sull’efficienza energetica, ma su un progetto complessivo di sostenibilità.

Questo è un tema centrale per la Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità (S.I.A.I.S.), infatti sfide globali come il cambiamento climatico e le sue conseguenze sulla salute umana e ambientale, anche prima dell'assalto inaspettato e aggressivo di un nuovo virus, avevano portato alla conferma che il ruolo dell'ingegneria e dell’architettura ospedaliera doveva essere riorientato: dagli ospedali al sistema sanitario, considerando il quadro della qualità dell'ambiente, con l'obiettivo di contribuire attivamente alle sfide globali di questa fase storica. L’obiettivo di costruire e gestire “ospedali verdi” ha raggiunto buoni risultati nel settore energia, grazie alle campagne di risparmio ed al consumo razionale dell’energia (save energy-save lives) e all'uso di energia verde, ma è possibile fare di più con un approccio integrato e sistemico. Le strutture ospedaliere devono essere sempre più “resilienti” ed essere progettate, costruite, riviste e manutenute per resistere all'impatto di eventi naturali straordinari (precedentemente studiati ed eventualmente previsti) in modo da consentire di raggiungere però lo stesso livello di prestazioni.

 

 

La Società Italiana dell’Architettura e dell’Ingegneria per la Sanità (SIAIS) ha organizzato l’edizione digitale del 26° Congresso Internazionale di ingegneria ospedaliera (IFHE) e la celebrazione del 50° anniversario della sua fondazione, posticipando l’evento previsto a Roma a maggio 2020 al mese di gennaio 2021, “Global climate action in pandemic times – the approach, the work organization and the future role of hospital engineering towards a new healthcare vision”, con un’edizione completamente digitale. Dal 24 al 28 gennaio 2021, il Congresso, articolato in sessioni pomeridiane su argomenti come hospital design, tecnologie avanzate, ambiente ospedaliero, risk management, controllo delle infezioni, ospedale resiliente e sostenibile, cambiamento climatico, gestione ed organizzazione delle strutture sanitarie, ha registrato complessivamente oltre 1200 iscritti da ogni parte del mondo. Con il Congresso IFHE2020 ha preso avvio il periodo di presidenza italiana della Federazione Internazionale di Ingegneria Ospedaliera IFHE per il periodo 2021-2022 (www.ifhe.info).

A questo punto, si deve prendere atto della dichiarazione dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) secondo cui “Il cambiamento climatico è la più grande minaccia per la salute globale nel 21° secolo” (1) e delle indicazioni dell'IPCC - Intergovernmental Panel on Climate Change (2) per ridurre le emissioni aggregate del 45% entro il 2030 e del 100% entro il 2050.

Nel contesto di gestione delle strutture ospedaliere e sanitarie, che comprende la progettazione, lo sviluppo, la costruzione, la messa in servizio, la manutenzione e il funzionamento dell'ambiente edificato in cui vengono forniti i servizi sanitari, il funzionamento continuo in conformità con il progetto originale e i criteri di messa in servizio è essenziale per mantenere e ottenere continuamente miglioramenti in un funzionamento efficiente. La sostenibilità è l'applicazione dello sforzo durante la progettazione, la costruzione e il funzionamento per consentire il funzionamento con il minor consumo possibile di energia, acqua, materiale e rifiuti, senza compromettere la sicurezza o avere un impatto negativo sui risultati delle cure dei pazienti. La sostenibilità dovrebbe essere raggiunta applicando obiettivi misurabili con un monitoraggio regolare e accurato e dovrebbe anche ridurre gli impatti finanziari. Le nuove strutture ospedaliere e sanitarie dovrebbero essere pianificate, progettate, costruite e mantenute in modo da raggiungere emissioni aggregate inferiori del 50% rispetto ai livelli del 2010 entro il 2030 e zero netto emissioni entro il 2050.

Gli studi già disponibili indicano che il cambiamento climatico ha un impatto negativo sulla salute pubblica e dà origine ad obiettivi sfidanti per le organizzazioni e le strutture sanitarie (3). Gli studi indicano anche che l'ambiente edificato deve diventare parte della soluzione, mitigandone l'impatto sulla salute ambientale globale (4). Infine, le tendenze globali in caso di catastrofi indicano che eventi catastrofici associati a eventi meteorologici estremi legati agli effetti del cambiamento climatico stanno avendo un impatto considerevole sulle strutture sanitarie e che anche le organizzazioni e le strutture sanitarie devono aumentare la loro resilienza per affrontare queste sfide (5).

Nel contesto globale e in parallelo alla sicurezza di pazienti ed operatori, la sostenibilità ambientale nella gestione delle strutture ospedaliere e sanitarie è il tema di maggiore importanza da promuovere, in accordo anche con l'OMS.

 

Riferimenti
1 http://www.who.int/globalchange/global-campaign/cop21/en/
2 https://www.ipcc.ch/sr15/chapter/spm/%20(C1)
3 http://www.who.int/globalchange/environment/climatechange-2014-report/en/
4 Nature Climate Change, Vol. 5, December 2015, pp. 1057-1060
5 http://www.eenews.net/assets/2014/12/15/document_pm_02.pdf

 

Articolo dell'Ing. Daniela Pedrini- Presidente SIAIS e Presidente IFHE- apparso nell'ultimo numero de "Il nuovo Giornale dell' UNITEL". L'intervento dell'Ing. Pedrini inaugura la nuova rubrica "FARE RETE", dedicata alle associazioni che, come UNITEL, condividono lo spirito e la promozione del lavoro e della cultura dei tecnici della P.A Per maggiori informazioni, il trimestrale è disponibile al seguente link: https://www.unitel.it/notizie/nuovo-giornale-unitel/online-il-nuovo-trimestrale-unitel

 

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