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Chi riceve un esposto edilizio ha diritto a sapere il mittente

Pubblicato il 03/05/2011
Pubblicato in: Articoli

Chi subisce un procedimento ispettivo di carattere urbanistico non può essere limitato nell’accesso agli atti amministrativi.
Per questo motivo il comune non può negare all’interessato la piena conoscenza di un eventuale esposto edilizio concluso con un nulla di fatto a carico del soggetto sottoposto a controlli.
Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, sez. V, con la sentenza n. 3081 del 10 maggio 2009. Alcuni cittadini hanno richiesto una verifica comunale da parte dei vigili urbani su un immobile di proprietà di un avvocato. Nonostante l’esito negativo del controllo il comune ha ritenuto di limitare l’accesso agli atti consegnando al proprietario immobiliare richiedente una copia dell’esposto epurata dei riferimenti completi del mittente.
Contro questa determinazione l’avvocato, motivato a conoscere gli autori della delazione anche per intraprendere eventuali azioni di rivalsa, ha proposto inutilmente ricorso al Tar ma il Consiglio di Stato ha ribaltato l’esisto della vertenza.
La richiesta di accesso completo agli atti ispettivi ed in particolare alle generalità degli autori della denuncia, specifica la sentenza, è pienamente legittimata anche dall’esito del controllo edilizio che ha evidenziato mere questioni di carattere civilistico tra le parti.
La giurisprudenza più recente in materia, prosegue il collegio, ha infatti osservato che  “ il nostro ordinamento non tollera le denunce segrete e come colui il quale subisce un procedimento di controllo o ispettivo abbia un interesse qualificato a conoscere integralmente tutti i documenti amministrativi utilizzati nell’esercizio del potere di vigilanza, a cominciare dagli atti d’iniziativa e di preiniziativa, quali appunti, denunce o esposti, per concludere nel senso che non si può escludere che l’immediata comunicazione del nominativo del denunciante potrebbe riflettersi negativamente sullo sviluppo dell’istruttoria”.
In buona sostanza, a parte eventuali limitazioni derivanti da indagini tecniche complesse o penali il diniego delle  generalità dell’esponente non è ammesso.

Stefano Manzelli

Da “Italia Oggi” del 19 giugno 2009.


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