Alto Contrasto Reimposta
Iscriviti Area Riservata
Menu
Menu
Stemma

FIAB ai sindaci: 'Ciclabilità subito per ridurre dipendenza energetica'

Pubblicato il 13/05/2022
FIAB ai sindaci: 'Ciclabilità subito per ridurre dipendenza energetica'

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – FIAB – scrive ai Sindaci italiani chiedendo di mettere in campo azioni concrete, ed immediate, per contrastare la possibile crisi energetica derivante dal conflitto Russo-Ucraino.

 

FIAB nei giorni scorsi ha diffuso una lettera aperta ai Sindaci d’Italia sul tema guerra e mobilità.

Infatti la condivisibile scelta di contrastare l’aggressione russa all’Ucraina attraverso le sanzioni economiche avrà conseguenze anche sul nostro Paese, in quanto l’Italia dipende, in larga parte, dalle forniture energetiche provenienti dalla Federazione Russa.

Con l’inverno ormai alle spalle si prospettano alcuni mesi in cui avremo meno bisogno di energia, ma già dal prossimo autunno questa dipendenza si farà sentire molto di più, sicuramente con costi sempre più insostenibili, forse persino con la penuria di combustibili.

Mentre il nostro Governo e l’Unione Europea stanno elaborando strategie energetiche di emergenza, i Sindaci hanno la possibilità di fare molto, da subito. L’azione più semplice, rapida e razionale è ridurre in modo deciso gli sprechi energetici, a cominciare dalla mobilità urbana, dove oggi la gran parte degli spostamenti avviene ancora con l’auto privata e per tragitti brevissimi, inferiori ai tre chilometri.

Durante la crisi petrolifera del 1973 le soluzioni alternative rimasero una parentesi, breve e quasi folcloristica, in tutta Europa, mentre un solo paese, l’Olanda, colse quella crisi come occasione per cambiare radicalmente il modello di mobilità quotidiana, puntando strutturalmente sulla bicicletta.

Nei decenni successivi il modello olandese è stato visto come una stravaganza o al massimo una amenità turistica. Negli ultimi anni invece il mondo ha cominciato a guardare sempre più a quel modello alternativo come alla soluzione più semplice e razionale ai crescenti problemi derivanti da una mobilità sbilanciata sull’auto privata: traffico, parcheggi sempre insufficienti, malattie da sedentarietà e da smog, costi umani e sociali per incidentalità, oltre alla dipendenza energetica e all’enorme problema globale della crisi climatica.

L’avvento delle biciclette a pedalata assistita consente ormai a tutti, e a tutte le età, di pedalare anche in presenza dei dislivelli presenti in molte città italiane e di percorrere tragitti più lunghi, con consumi infinitesimali rispetto a qualsiasi auto, incluse le elettriche. Anche il diffondersi della cosiddetta “micro mobilità” (basata, principalmente, sull’utilizzo di monopattini elettrici), aumenta le possibilità di scelta alternative all’utilizzo dell’autovettura privata.

Ma è necessario che i Comuni facciano, da subito, la differenza, offrendo ai cittadini la libertà di poter scegliere un modello di mobilità alternativa, rendendo le città più sicure ed accessibili. Il tempo da qui al prossimo autunno è davvero poco ma lo Stato, a seguito della pandemia, ha messo a disposizione degli amministratori nuovi strumenti normativi leggeri, rapidi e a bassissimo costo, già da tempo diffusi nel resto d’Europa, che possono essere adottati nell’immediato, in modo diffuso e sistematico: corsie ciclabili, strade urbane ciclabili E bis, case avanzate, doppio senso ciclabile, strade scolastiche, che permettono di avviare velocemente un cambiamento della mobilità.

Anche attraverso la diffusione della figura del mobility manager aziendale e scolastico, e del mobility manager d’area, quest’ultimo previsto all’interno delle strutture tecniche comunali, si possono facilitare sistemi di spostamento alternativi: su tutti i pedibus e bicibus per gli studenti che risiedono a breve distanza dalle scuole, come parte del servizio di trasporto scolastico. In tal modo si garantisce loro il diritto alla salute grazie alla mobilità attiva quotidiana, riservando gli scuolabus e relativo carburante a chi ne ha realmente bisogno. Ulteriore azione a basso costo e di rapidissima attuazione è l’ampliamento delle “zone 30” a gran parte delle aree urbane, per una convivenza diffusa tra utenze diverse.

Gli strumenti, quindi, ci sono, e proprio in questo periodo storico è necessario che gli amministratori dei nostri Comuni, supportati dal personale degli uffici tecnici comunali, sempre in prima linea nell’affrontare i problemi del territorio, si assumano la responsabilità  di una scelta che contribuisca alla sicurezza strategica del Paese e protegga le tasche dei singoli cittadini; che stringa il flusso di denaro che nutre gli autocrati delle fonti fossili, le loro armi e le loro guerre; una scelta che coniuga salute e rigenerazione urbana, e una risposta concreta alla pressante richiesta delle giovani generazioni di contrastare la crisi climatica globale.

Saranno capaci i nostri Comuni di assumersi questa responsabilità? Il momento di agire è adesso perché il modo, come l’abbiamo conosciuto fino ad oggi, sta già cambiando.

Gli strumenti normativi per mitigare, nell’immediato, gli effetti della crisi energetica, sono già disponibili, e proprio in questo periodo storico è necessario che gli amministratori dei nostri Comuni, supportati dal personale degli uffici tecnici comunali, sempre in prima linea nell’affrontare i problemi del territorio, si assumano la responsabilità  di una scelta che contribuisca alla sicurezza strategica del Paese e protegga le tasche dei singoli cittadini; che stringa il flusso di denaro che nutre gli autocrati delle fonti fossili, le loro armi e le loro guerre; una scelta che coniuga salute e rigenerazione urbana, e una risposta concreta alla pressante richiesta delle giovani generazioni di contrastare la crisi climatica globale.

 

Articolo di Alessandro Tursi - Presidente Nazionale FIAB - apparso nell'ultimo numero de "Il Nuovo Giornale dell'UNITEL".


Utilità