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PNRR, ora i nodi arrivano al pettine. E i tecnici non possono essere lasciati soli.

Pubblicato il 25/08/2026
Pubblicato in: Pubblica Amministrazione
PNRR, ora i nodi arrivano al pettine. E i tecnici non possono essere lasciati soli.

di Anna Gagliardi

Per anni abbiamo raccontato il PNRR come la più grande occasione di investimento e trasformazione del nostro Paese. Miliardi di euro, migliaia di opere, tempi rigidissimi e una macchina amministrativa chiamata improvvisamente a correre come mai aveva fatto prima.

Ma c’è una verità che oggi dobbiamo ricordare: agli Enti locali è stato chiesto di fare quasi l’impossibile, spesso con le stesse persone che il giorno prima gestivano l’ordinario.

Il PNRR ha aumentato progetti, procedure, controlli, rendicontazioni, piattaforme, scadenze e responsabilità. Ma non ha aumentato nella stessa misura le persone negli uffici. E soprattutto non ha cancellato tutto il resto, così, soprattutto nei piccoli Comuni, abbiamo avuto tecnici magari presenti 18 ore alla settimana che, insieme al PNRR, continuavano a occuparsi di lavori pubblici, edilizia privata, urbanistica, manutenzioni, patrimonio, ambiente, gare, sicurezza, emergenze e delle richieste quotidiane di cittadini e amministratori.

Quel “povero sventurato”, permetteteci di chiamarlo così perché molti di noi si riconosceranno, ha fatto salti mortali per non perdere un finanziamento, rispettare una milestone, affidare un incarico, approvare un progetto, rispondere a una richiesta, caricare l’ennesimo documento su una piattaforma e arrivare alla scadenza.

Bisognava correre, bisognava portare a casa il finanziamento, bisognava non perdere quell’occasione irripetibile per il Comune e quindi bisognava decidere e bisognava firmare, asseverare, mandare avanti le procedure.

Ora però quella firma torna davanti a noi. Cominciano ad arrivare notizie di finanziamenti revocati per scadenze non rispettate, opere in difficoltà, ritardi, maggiori costi, somme da restituire. Probabilmente nei prossimi mesi ne leggeremo altre ed è qui che UNITEL vuole accendere un faro.

Perché quando qualcosa non funziona parte inevitabilmente la ricerca delle responsabilità. È giusto accertarle, naturalmente. Ma una cosa è accertare le responsabilità, altra cosa è cercare rapidamente qualcuno sul quale scaricare il fallimento di un processo molto più complesso. Non vorremmo assistere a una caccia alle streghe nella quale l’ultimo anello della catena, il tecnico comunale, finisca per diventare il primo a pagare.

Dietro ogni procedimento PNRR non c’è mai soltanto una firma. Ci sono decisioni politiche, progettisti, imprese, direttori dei lavori, amministrazioni, autorizzazioni, pareri, varianti, ritardi, piattaforme, norme cambiate in corsa, carenze di personale e strutture organizzative che spesso erano già fragili prima che arrivasse il PNRR. Allora dobbiamo iniziare a farci qualche domanda.

Siamo davvero consapevoli delle responsabilità che abbiamo assunto in questi anni? Sappiamo cosa accadrebbe se domani una nostra decisione venisse contestata? Sappiamo come siamo tutelati e quali strumenti abbiamo a disposizione per difendere il lavoro svolto?

Anche verificare serenamente le proprie coperture assicurative rientra in questa consapevolezza. Non per creare allarmismo e certamente non per trasformare la questione in un tema assicurativo, ma perché conoscere preventivamente le proprie tutele è parte della responsabilità con cui svolgiamo il nostro lavoro. Magari abbiamo proceduto a tutelarci, ma quando è il momento scopriamo che quella copertura “copre” ben poco (ecco perché costava poco!)

Perché quando arriva una contestazione non basta essere convinti di avere agito correttamente, potrebbe essere necessario ricostruire un procedimento di anni prima, recuperare atti, spiegare perché una scelta fu compiuta in quel determinato momento, farsi assistere da un avvocato o da un consulente tecnico e sono attimi di paura, per chi li ha vissuti sa di cosa sto parlando, di notti che diventano lunghissime a ricordare perché si è fatta quella scelta e non un’altra e tutto questo significa tempo, energie, preoccupazione e anche costi e qui il tema smette di essere esclusivamente amministrativo e diventa profondamente umano.

Perché sappiamo che gli stipendi che percepiscono i tecnici degli Enti locali sono veramente bassi e non possiamo davvero accettare che avere svolto il proprio lavoro in condizioni pessime, possa trasformarsi in un rischio capace di entrare nelle nostre case, dietro un RUP c’è un nome ed è colui che ne risponde. C’è una persona che la sera chiude la porta dell’ufficio e torna dalla propria famiglia. Ci sono un mutuo, dei risparmi costruiti con anni di lavoro, magari una casa, dei figli da crescere e progetti di vita che non possono essere messi in discussione perché un sistema ha chiesto a una persona di fare il lavoro di tre, possibilmente entro ieri e anche di notte, fuori dall’ufficio per restare nei tempi, perché questo è avvenuto in tantissimi casi e lo sappiamo.

Non possiamo chiedere a un tecnico di assumersi responsabilità da milioni di euro e poi lasciarlo solo quando qualcosa va storto, perché il rischio più grande non riguarda soltanto chi oggi potrebbe trovarsi coinvolto in una contestazione, riguarda tutti gli altri.

Se passerà il messaggio che dopo avere corso per anni, lavorato sotto pressione e firmato per consentire agli Enti di rispettare le scadenze, alla fine si può essere lasciati soli davanti alle conseguenze, quale giovane tecnico sceglierà domani di assumersi quelle responsabilità?

E quanti colleghi che oggi sono negli uffici decideranno che non ne vale più la pena? È così che nasce davvero la paura della firma. E potrebbe essere questa, paradossalmente, una delle eredità peggiori del PNRR. UNITEL vuole provare a impedirlo.

Per questo da settembre avvieremo momenti di approfondimento dedicati alla responsabilità civile, penale e patrimoniale, alle responsabilità dei tecnici, agli strumenti di tutela e soprattutto a ciò che significa concretamente apporre una firma all’interno di procedimenti sempre più complessi ma proponendo anche delle soluzioni efficaci, un serio scudo di protezione.

Unitel ha approvato una convenzione per garantire agli iscritti, dei servizi legali a prezzi agevolati e presto vi presenteremo la proposta nel dettaglio ma stiamo inoltre ragionando sulla possibilità di costruire un pacchetto specificamente pensato per i tecnici dei diversi ambiti degli Enti locali, perché chi si occupa di lavori pubblici, urbanistica, edilizia, patrimonio o manutenzioni affronta responsabilità e rischi differenti e ha bisogno di strumenti costruiti sulla realtà quotidiana degli uffici tecnici.

UNITEL vuole esserci prima, non soltanto quando il problema è già esploso, vuole informare, formare, creare consapevolezza e soprattutto costruire una comunità professionale nella quale nessun collega debba sentirsi solo.

Perché solo insieme possiamo essere più forti, più ascoltati e più rappresentativi. Il PNRR passerà. I finanziamenti finiranno. I cantieri prima o poi si chiuderanno, le firme, invece, resteranno. E dopo aver chiesto ai tecnici di correre per salvare progetti, scadenze e milioni di euro, non permettiamo che domani siano proprio loro, e le loro famiglie, a doverne pagare il prezzo.

Dopo tutto quello che abbiamo raccontato, una cosa dovrebbe essere chiara: UNITEL ti aspetta, non per avere una tessera in più, ma perché chi ogni giorno firma, decide e si assume responsabilità negli Enti locali non può essere lasciato solo quando arrivano i problemi.

UNITEL è competenza, confronto, tutela e soprattutto una comunità pronta a stare dalla parte dei colleghi. Da soli siamo una firma, insieme invece siamo una voce che conta.

Arch. Anna Gagliardi

Iscriviti a UNITEL. Perché chi si iscrive, non è solo. Segui il link https://www.unitel.it/tesseramento-unitel


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