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Lo studio di IFEL rivela: nei prossimi 7 anni i comuni, già in sovraccarico di lavoro, perderanno 175 mila dipendenti.

Pubblicato il 26/05/2025
Pubblicato in: Pubblica Amministrazione
Lo studio di IFEL rivela: nei prossimi 7 anni i comuni, già in sovraccarico di lavoro, perderanno 175 mila dipendenti.

di Redazione

Nel 2023 nei comuni italiani sono state assunte 29.275 unità di personale mentre ne sono uscite 28.973: un piccolo saldo positivo, dopo oltre venti anni negativi, che porta il complesso del personale comunale al numero di 341.659 unità.

E’ quanto si evince dall’ultimo studio della Fondazione sul personale comunale presentato in occasione della tre giorni, organizzata a Milano dal 27 al 29 marzo, di coordinamento delle ANCI Regionali, evento a cui hanno partecipato il presidente di ANCI Gaetano Manfredi e della stessa IFEL Alessandro Canelli.

Secondo una stima IFEL, nel 2024 il personale comunale continua a crescere assestandosi sulle 343.500 unità. L’aumento è originato soprattutto nel sud e nelle isole, anche grazie alla stabilizzazione degli LSU. Nei Comuni più grandi (sopra i 250.000) continua a scendere.

Nonostante dal 2019 sia ripreso il reclutamento, il personale comunale rimane ad un livello di unità insufficiente: dal 2007 è sceso del 28,7%.

La causa sono le cessazioni legate ai pensionamenti ma non solo: dal 2022 le uscite per dimissioni superano quelle per pensionamento - nel periodo 2017-2023 sono state 95.825.

Si tratta anche di personale che dai comuni si trasferisce ad altre amministrazioni pubbliche per i motivi più vari, anche economici. Le retribuzioni comunali medie, infatti, sono tra le più basse del pubblico impiego: ad esempio, in un confronto con le retribuzioni delle Regioni, il personale non dirigente nei comuni, inquadrato nella Categoria A, ha una retribuzione media lorda per unità di personale di 22.338 euro contro i 26.328 euro delle Regioni.

Se le attuali tendenze saranno confermate nei prossimi 7 anni il comparto comunale dovrebbe perdere circa 10.000 unità l’anno per pensionamenti e potrebbe perderne altre 15.000 per altre cause: in totale usciranno 175.000 unità, la metà del personale attualmente in servizio.

“Nel 2017, solo per fare un esempio di come il mondo dei dipendenti comunali siano in affanno e oberato di lavoro aggiuntivo – spiega Pierciro Galeone, Direttore di IFEL - nell’area «Pianificazione urbanistica ed edilizia di ambito comunale», ossia quella dedicata alla progettazione delle opere pubbliche e quindi direttamente coinvolta nel seguire la filiera degli investimenti comunali, si contavano 54.500 dipendenti comunali. Nel 2017 sono stati spesi 8,3 miliardi di euro di investimenti fissi lordi comunali. Il confronto con 2023 vede nella stessa aera una diminuzione di 2.000 dipendenti ed una spesa di 16,3 miliardi di euro di investimenti fissi lordi comunali. La spesa per investimenti e dipendenti è passata da 152mila euro di investimenti comunali per addetto dell’area nel 2017 a 310mila euro nel 2023 sempre per ciascun dipendente comunale. Ipotizzando, con ottimismo, che il numero degli addetti alla Pianificazione sia rimasto invariato nel 2024, quando gli investimenti comunali hanno raggiunto la punta dei 19,1 miliardi di euro complessivi (+129% rispetto al 2017), il rapporto tra spesa per investimenti e dipendenti raggiungerebbe i 363mila euro per dipendente”.

Un dato significativo del rapporto è quello che, attraverso le Relazioni allegate al Conto Annuale IGOP-MEF, analizza la distribuzione del personale comunale per area
operativa : ciò che emerge è un impegno nel 2023 di quasi un terzo del personale nell’area “organizzazione generale dell’amministrazione, gestione finanziaria, contabile e controllo” (29,4%), un dato in crescita rispetto al 2015 (27,7%). 

La seconda area operativa per numerosità di personale impiegato è la polizia municipale e la polizia amministrativa locale (15,2%); seguono gli uffici tecnici che si occupano di pianificazione urbanistica ed edilizia (il 15,1%).

Proprio rispetto a quest’ultima area operativa emerge un dato significativo:anche nel 2023 si rileva la diminuzione degli addetti negli uffici tecnici dedicati alla progettazione delle opere pubbliche, ossia il bacino di unità responsabili di seguire più direttamente la complessa filiera degli investimenti comunali. Dal 2015 al 2023 il personale comunale impegnato nella pianificazione si è ridotto, infatti, del -17,4%.

Il dato non è trascurabile, soprattutto se letto insieme alla crescita costante degli investimenti comunali, la cosiddetta “onda lunga”, alimentata in particolare negli ultimi anni dalla chiusura della politica di coesione 2014-2020, che aveva tempi di rendicontazione fino ai 3 anni successivi dalla fine del ciclo settennale (“regola N+3”), nonché dagli interventi PNRR.
Questa evidenza riflette la sfida attuale che i comuni italiani affrontano nel reclutare personale qualificato in settori tecnici specifici, indicando anche una generale riduzione dell’attrattività dell’impiego pubblico comunale.

Dati di cui la politica dovrebbe tenere conto, per procedere, finalmente, ad una organica riorganizzazione del sistema della pubblica amministrazione.

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