di Adalberto Pesce
Dopo la proposta di legge, avanzata da Forza Italia, per la riforma del Testo Unico dell'Edilizia, nella quale si attribuisce al Governo la delega per adottare uno o più decreti legislativi entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, al fine di riscrivere e aggiornare la normativa edilizia, secondo un impianto sistematico che antepone i “principi indicatori” alla casistica, non si è fatta attendere la risposta del Governo che, in una riunione convocata d'urgenza del "Tavolo sulla casa" presso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, è stata presentata la bozza del provvedimento che sostituirà il DPR 380/2001 coordinandolo ed integrandolo con le altre norme che riguardano l'urbanistica e l'edilizia.
L'on. Alice Sgombro, presentatrice della legge, ha chiarito che i provvedimenti legislativi saranno due, correlati tra loro ma distinti in testo unico dell'edilizia e testo unico dell'urbanistica, che forniranno principi e indirizzi per le successive norme regionali di recepimento, ponendo alcuni punti cardine importanti per l'unificazione delle procedure a livello nazionale, pur nel rispetto della potestà concorrente delle Regioni.
In particolare, per quanto riguarda il testo unico per l'edilizia, verranno unificati tutti i titoli edilizi, eliminando permesso di costruire e comunicazione inizio lavori asseverata, lasciando solo la SCIA - Segnalazione Certificata di Inizio Attività, che sarà condizionata al parere paesaggistico e/o monumentale solo in caso di immobili ricadenti nelle zone A di piano regolatore comunale o sottoposti a vincoli paesaggistici o monumentali.
Per tutte le altre casistiche i Comuni saranno esonerati dal controllo delle pratiche, rimanendo la responsabilità delle dichiarazioni ivi contenute in capo ai tecnici redattori dei progetti, effettuando esclusivamente controlli a campione sul 20% delle pratiche presentate ogni mese. In caso di irregolarità, con una valutazione che andrà tra "mancanza lieve" e "mancanza grave", verrà erogata una sanzione che andrà da una multa minima di euro 1.000 con obbligo di modificare il progetto per adeguarlo alle disposizioni date dal Comune, fino ad una sanzione massima di 20.000 e arresto fino a 6 mesi, con sospensione dall'attività professionale per un anno, in caso di mancanze gravi con false attestazioni del tecnico redattore.
Anche per l'urbanistica non mancano le novità, come la predisposizione del Piano Urbanistico Comunale tipo, alla stregua del Regolamento Edilizio Tipo, che conterrà la normativa base di piano, suddivisa per zone omegenee, con possibilità di modifica, da parte dei Comuni, delle parti variabili.
Verranno inoltre unificate tutte le piattaforme - sportello unico edilizia, sportello unico attività produttive, sportello unico energie rinnovabili, sportelli regionali genio civile, catasto, ecc. - e creato un Sistema Infomativo Territoriale dove confluiranno tutte le informazioni del territorio relative ad aree ed edifici, compresi vincoli, previsioni dei vari piani comunali, provinciali e regionali, ecc.
Ultima novità la riorganizzazione, con un separato disegno di legge, dell'intera macchina della pubblica amministrazione, con unificazione delle funzioni centrali e locali e riattribuzione di compiti e competenze tra Ministeri, Regioni, Province e Comuni, quest'ultimi con l'obbligo di servizi unificati, tramite Unioni di Comuni, per gli enti più piccoli.
Una riforma epocale che il Governo vuole portare a termine entro il 1 aprile 2026. Nei prossimi mesi vedremo se e come andrà avanti tale progetto.
P.S. Se il contenuto dell'articolo vi ha provocato smarrimento sappiate che si tratta di un PESCE D'APRILE!!! Quindi il contenuto è del tutto inventato.
Ricordate, però, che in questo campo la realtà, spesso, supera la fantasia.
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