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Programmazione annuale e triennale opere pubbliche... a rischio, i tecnici comunali sono in rivolta

Pubblicato il 30/07/2008
Pubblicato in: Articoli

Programmazione annuale e triennale opere pubbliche... a rischio, i tecnici comunali sono in rivolta
Bernardino Primiani – presidente nazionale Unitel
Claudio Esposito - componente Direttivo nazionale Unitel

 

Com′è noto, la Legge 11.02.1994 n.109, Legge Quadro in materia di Lavori Pubblici (cd. Merloni), ha riformato l′intera materia concernente appunto la realizzazione dei lavori pubblici.
Il clima politico nel quale la riforma è stata generata e del quale porta indubbiamente il segno, è quello relativo alla vicenda “Mani Pulite”.

Immediatamente prima, un′altra importante riforma per il mondo della Pubblica Amministrazione vedeva la luce: Il D. Lgs. 3.2.1993, n. 29. Tale decreto stabiliva un principio cardine, ossia la separazione dei compiti all′interno della P.A. fra gli organi politici e l′apparato burocratico: ai primi spettava la Programmazione ed il Controllo, ai secondi la Gestione materiale dei procedimenti per raggiungere gli obiettivi programmati . Articolazione, questa, fondamentale, essendo risultata poi essere il leitmotiv della legislazione succedutasi fino ad oggi in subjecta materia e della quale risulta permeata anche la richiamata Legge Quadro .

Orbene, per porre rimedio alla dilagante corruzione che aveva impregnato il mondo degli appalti ed ai guasti conseguenti messi in luce da “Mani Pulite”, vennero stabiliti alcuni concetti cardine qualificanti della Riforma che da quel momento avrebbero regolato il complesso procedimento di realizzazione delle opere pubbliche . Fra gli altri, quelli che qui interessano possono riassumersi in:
Centralità del progetto (Art. 16);
Primarietà dell′attività di progettazione in capo alle strutture tecniche interne della Stazione Appaltante (Art 17);
Istituzione della figura del Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.), tecnico interno alla P.A. (vero Deus ex machina ) motore propulsore dell′attività (Art. 7).

Risulta evidente che l′antidoto al cancro della corruzione che aveva ammalorato il mondo degli appalti pubblici (scadente qualità della progettazione ,connivenza fra Direzione dei Lavori ed Imprese, scadente - se non addirittura inesistente - sistema di controlli fino a quel momento appannaggio esclusivo di figure professionali quali Collaudatori esterni ed Ing. Capo ) venne individuato dal Legislatore nel riportare nell′alveo della P.A. le suddette funzioni.

Il precedente sistema, pur costando tanto - sia in termini economici che in termini di moralità - aveva fallito !

L′avveduto Legislatore del 1994 aveva pensato bene che questi gravosi compiti attribuiti al R.U.P. lo avrebbero impegnato ben oltre il canonico orario di lavoro contrattuale (perchè chi conosce il mondo del lavoro cantieristico ben sa che gli orari delle imprese non coincide con quello di Ufficio) e ben oltre le responsabilità (di natura contabile, amministrativa, penale, civile) fino a quel momento delineato dal sistema dell′Organico in forza alla P.A.

E dunque l′art. 18 , a chiosa del sistema delineato dai precedenti articoli 7 ,16 e 17 della Legge 109/94, prevedeva la corresponsione di un compenso incentivante l′attività del R.U.P. e la progettazione interna pari all′ 1 % dell′investimento programmato .

Detta norma è stata più volte novellata nel corso degli anni subendo adeguamenti sia nella misura percentuale del compenso che nelle attività ricomprese : RUP , incaricati del progetto, della sicurezza, della Direzione Lavori, del Collaudo e dei relativi collaboratori :

- art 13,comma 4 della L 17.05.1999 n° 144:
4. I commi 1, 1-bis e 2 dell′articolo 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, sono sostituiti dai seguenti:
" 1. Una somma non superiore all′ l,5 per cento dell′importo posto a base di gara di un′opera o di un lavoro, a valere direttamente sugli stanziamenti di cui all′articolo 16, comma 7, e′ ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con le modalità ed i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata ed assunti in un regolamento adottato dall′amministrazione, tra il responsabile unico del procedimento e gli Incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo nonche′ tra i loro collaboratori. La percentuale effettiva, nel limite massimo dell′ l,5 per cento, e′ stabilita dal regolamento in rapporto all′entita′ e alla complessita′ dell′opera da realizzare. La ripartizione tiene conto delle responsabilita′ professionali connesse alle specifiche prestazioni da svolger.e Le quote parti della predetta somma corrispondenti a prestazioni che non sono svolte dai predetti dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all′organico dell′amministrazione medesima, costituiscono economie. I commi quarto e quinto dell′articolo 62 del regolamento approvato con regio decreto 23 ottobre 1925, n. 2537, sono abrogati. I soggetti di cui all′articolo ′2, comma 2, lettera b) possono adottare con proprio provvedimento analoghi criteri. 2. Il 30 per cento della tariffa professionale relativa alla redazione di un atto di pianificazione comunque denominato e′ ripartito, con le modalita′ ed i criteri previsti nel regolamento di cui al comma 1, tra i dipendenti dell′amministrazione aggiudicatrice che lo abbiano redatto".
l′art. 3 comma 30 L. 350/2003: I compensi che gli enti locali, ai sensi dell′articolo 18 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni, ripartiscono, a titolo di incentivo alla progettazione, nella misura non superiore al 2 per cento dell′importo a base di gara di un′opera o di un lavoro, si intendono al lordo di tutti gli oneri accessori connessi alle erogazioni, ivi compresa la quota di oneri accessori a carico degli enti stessi:

l′art. 1 comma 207 Legge Finanziaria 2006: L′art. 18 comma 1 della L. 109/1994 si interpreta nel senso la quota percentuale ripartibile è comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell′amministrazione.

La norma (ex art.18 L. 109/94) è stata trasfusa nel nuovo Codice dei Contratti D. Lgs. 12.04.2006 n° 163 all′art. 92, comma 5 , che recita:
5. Una somma non superiore al due per cento dell′importo posto a base di gara di un′opera o di un lavoro, comprensiva anche degli oneri previdenziali e assistenziali a carico dell′amministrazione, a valere direttamente sugli stanziamenti di cui all′articolo 93, comma 7, è ripartita, per ogni singola opera o lavoro, con le modalità e i criteri previsti in sede di contrattazione decentrata e assunti in un regolamento adottato dall′amministrazione, tra il responsabile del procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori, del collaudo, nonché tra i loro collaboratori. La percentuale effettiva, nel limite massimo del due per cento, è stabilita dal regolamento in rapporto all′entità e alla complessità dell′opera da realizzare. La ripartizione tiene conto delle responsabilità professionali connesse alle specifiche prestazioni da svolgere. Le quote parti della predetta somma corrispondenti a prestazioni che non sono svolte dai predetti dipendenti, in quanto affidate a personale esterno all′organico dell′amministrazione medesima, costituiscono economie. I soggetti di cui all′articolo 32, comma 1, lettere b) e c), possono adottare con proprio provvedimento analoghi criteri.

E qui viene il bello !

CAMERA DEI DEPUTATI

N. 1386-A

DISEGNO DI LEGGE
presentato dal presidente del consiglio dei ministri
(BERLUSCONI)
e dal ministro dell′economia e delle finanze
(TREMONTI)
dal ministro dello sviluppo economico
(SCAJOLA)
dal ministro per la pubblica amministrazione e l′innovazione
(BRUNETTA)
dal ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
(SACCONI)
e dal ministro per la semplificazione normativa
(CALDEROLI)
Conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria

Art. 60-bis. -ora art. 61 - (Ulteriori misure di riduzione della spesa e abolizione della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica):
8. A decorrere dal 1o gennaio 2009, la percentuale prevista dall′articolo 92, comma 5, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, è destinata nella misura dello 0,5 per cento alle finalità di cui alla medesima disposizione e, nella misura dell′1,5 per cento, è versata ad apposito capitolo dell′entrata del bilancio dello Stato.

Alcune riflessioni :

1.La rubrica della norma recita : Ulteriori misure di riduzione della spesa.....
E’ facile chiedersi riduzione della spesa per chi ? Per gli Enti Locali e per le altre Stazioni Appaltanti certamente no ! Le somme, infatti, dovranno essere ancora allocate sui quadri economici delle opere per poi essere girate, per l′aliquota pari all′ 1,50 % alle casse dello Stato . Siamo, in pratica, di fronte ad un prelievo diretto dalle casse degli Enti Locali di somme destinate agli investimenti (forse per reperire le risorse che lo Stato dovrà corrispondere agli stessi Enti Locali per compensare il gettito ICI prima casa ! ).
2.Tutte le attività elencate dall′art. 18 dovrebbero essere compensate con l′aliquota dello 0,5 %
Facciamo un banale esempio :
Costo opera pubblica : 100.000,00 Euro
Incentivo spettante per progettazione,direzione lavori,sicurezza,collaudi,RUP :
€ 100.000,00 x 0,50 = € 500,00
Supponendo un gruppo di lavoro di almeno 4 persone avremo : € 500,00 : 4 = € 125,00 lordi da inserire in busta paga e soggetti alla tassazione di almeno il 47 % (compresi gli oneri riflessi ); vale cioè a dire € 125 x – 47% = € 66,25 !!!!!!!! in busta paga.
Qualcuno potrebbe pensare che , tutto sommato, queste attività rientrano nei normali compiti d′istituto e, quindi, è pur sempre qualcosa in più per un lavoro già retribuito con lo stipendio.
Chi pensa questo non conosce la realtà degli Enti Locali : Nessun Ente Locale di piccole e medie dimensioni ha un Ufficio strutturato dedicato alla progettazione ed esecuzione di opere pubbliche, forse qualche Ente di massima dimensione. Le attività in parola e, soprattutto quelle del RUP per le motivazioni che sono state sopra esplicitate, sono costantemente rese fuori dal normale orario di lavoro e cumulativamente con tutte le altre attività che quotidianamente un Ufficio Tecnico gestisce (fuori c′è un territorio che vive!!)
3.Forse non tutti sanno che la Programmazione Triennale delle Opere Pubbliche e relativamente a quella annuale, deve essere preceduta da uno studio di fattibilità degli interventi se non addirittura da un progetto preliminare quando l′importo dell′opera lo richiede. Queste attività sono svolte oggi per la quasi totalità dagli Uffici Tecnici degli Enti Locali che così garantiscono all′Ente di appartenenza la disponibilità del parco progetti necessario per Programmazione e per la richiesta dei relativi finanziamenti . Tali progettazioni, quando non accedono a finanziamento, il più delle volte sono state eseguite dagli uffici tecnici interni , a titolo completamente gratuito, ben consci della difficoltà delle amministrazioni di costituire il fondo di progettazione per un opera di cui non possiede la necessaria copertura finanziaria.
E′ di lapalissiana evidenza, per gli stessi motivi indicati al punto 2 ,che non ci sarà più Ufficio Tecnico che progetterà e quindi le Amministrazioni dovranno rivolgersi all′esterno .

DOMANDE

Se l′art. 61 del Ddl 1386 A vedrà la luce :

Chi progetterà più internamente nella P.A. ?
Chi svolgerà le Direzioni Lavori ?
Chi assicurerà i compiti relativi alla sicurezza?
Chi assumerà più la responsabilità dei Procedimenti con tutto ciò che ne consegue,quando i tecnici ne hanno già d′avanzo di propri compiti d′istituto nel normale orario di lavoro?

in definitiva : CHI RISPARMIERA′ ?
Giacchè non è pensabile che tutto ciò sia il frutto della calura estiva poiché i locali del Palazzo sono sicuramente dotati di aria climatizzata , sorge il sospetto che la finalità della norma di cui parliamo,unitamente ad altre che parallelamente sono disseminate in progetti di legge sparsi qua e là (cfr riforma degli Enti di ridotte dimensioni : presenza di figure apicali solo in Enti che abbiano almeno un bacino d′utenza di 15.000 abitanti ) , sia altra .

Avete presente le motivazioni richiamate sulla genesi della Riforma ed ,in particolare, sull′art. 18 ?
la gestione tornerà in capo ai politici per bacini fino a 15.000 abitanti ( ed i politici non avranno alcun interesse ad associarsi per averne di più grandi )
tutte le attività di gestione e controllo torneranno in capo ai professionisti esterni , “yesman” del caso,

ED IL GIOCO E′ FATTO !!!!!!!!!!

CHI RISPARMIERA′ ?
Si auspica che nelle more della approvazione finale della manovra, il Legislatore possa ravvedersi sul contenuto della disposizione ex art.61, co.8 , la cui ratio sfugge ai più, apparendo addirittura contraria ai principi che ispirano l’intero sistema di realizzazione delle opere pubbliche in Italia.
Se da un lato, infatti, la preferenza è accordata dalla legge (D.Lgs. 163/2006) alla progettazione interna che si accompagna, inequivocabilmente, ad un risparmio della spesa pubblica, dall’altro non si può, con altro provvedimento normativo (D.L. 112/2008) , ridurre un incentivo che garantirebbe tale progettazione e che determinerebbe, diversamente, tout court, una inevitabile esternalizzazione della stessa progettazione con applicazione delle tariffe professionali, e di certo non con un risparmio per le casse pubbliche.
Vi è bisogno di certezza del diritto, e ancora una volta siamo di fronte a disposizioni normative ispirate da idee contrastanti: bisogna solo capire quale è la direzione in cui questa nazione vuole andare e quale compito affidare agli Uffici Tecnici di questa stessa nazione. Probabilmente qualcuno pensa possa farsi a meno di loro.
Lo sconcerto che UNITEL palesa rispetto alla posizione assunta dal Governo con tale manovra, non risiede - tanto e solo - nella mera diminuzione quantitativa di un incentivo , quanto in quello che tale incentivo rappresenta: la professionalità di una categoria, la dignità di un lavoro, l’assunzione di responsabilità quotidiane, la serietà di una attività.
UNITEL , in rappresentanza dei tecnici degli enti locali italiani, ribadisce fermamente la contrarietà alla disposizione ex art.61, co.8 D.L. 25 giugno 2008, come integrato dal maxiemendamento del Governo approvato il 24 luglio 2008 alla Camera dei Deputati.

Bernardino Primiani – presidente nazionale Unitel
Claudio Esposito- componente Direttivo nazionale Unitel

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