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Sentenza della Corte di Giustizia della U.E. sez. V del 26 settembre 2019 (causa C-63/18)

Pubblicato il 20/11/2019
Pubblicato in: Appalti

di Enzo De Falco

L’istituto del subappalto dopo la sentenza della Corte di Giustizia della U.E. sez. V del 26 settembre 2019 (causa C-63/18) che ha statuito la non conformità al diritto comunitario della norma nazionale che prevede un limite quantitativo al subappalto.

La sentenza della CGUE del 26/9/2019 rimette in discussione la legittimità del limite percentuale di subappalto stabilito dalla norma italiana in misura fissa e astratta.

La Corte europea sancisce che «Orbene, in particolare, come ricordato al punto 30 della presente sentenza, la normativa nazionale di cui al procedimento principale vieta in modo generale e astratto il ricorso al subappalto che superi una percentuale fissa dell’appalto pubblico in parola, cosicché tale divieto si applica indipendentemente dal settore economico interessato dall’appalto di cui trattasi, dalla natura dei lavori o dall’identità dei subappaltatori. Inoltre, un siffatto divieto generale non lascia alcuno spazio a una valutazione caso per caso da parte dell’ente aggiudicatore ...

A cura di Enzo De Falco - funzionario della Centrale di committenza della Provincia di Avellino

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