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La solidarietà negli appalti cancellata solo per l'Iva

Pubblicato il 25/07/2013
Pubblicato in: Appalti

L'articolo 50 del decreto "del fare" interviene sul comma 28 dell'articolo 35 del Dl 223/2006, eliminando (ma solo per l'Iva) la tanto discussa responsabilità solidale posta "a tutela" dei mancati versamenti fiscali nell'ambito dei contratti di appalto e subappalto. Mentre in una prima versione del decreto si abrogavano integralmente i commi 28, 28-bis e 28-ter dell'articolo 35, cancellando del tutto l'estensione della responsabilità in campo fiscale, l'ultima formulazione lascia, dunque, inalterata la disciplina per quanto attiene alla ritenute di lavoro dipendente. Queste disposizioni sono state introdotte dal Dl 16/2012, con una prima formulazione che ha subito importanti integrazioni con il Dl 83/2012.

Gli aggiornamenti

Ecco cosa prevede la disciplina aggiornata, in caso di appalti o subappalti di opere e servizi (senza limitazione al solo settore edile):

- da un lato la responsabilità solidale dell'appaltatore con il subappaltatore, con riferimento al versamento delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente (e non più anche dell'Iva dovuta da quest'ultimo) in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto. Questa responsabilità è limitata all'ammontare del corrispettivo dovuto e può essere evitata ottenendo, anteriormente al pagamento del corrispettivo, la documentazione attestante che i versamenti scaduti sono stati correttamente eseguiti;

- dall'altro, una sanzione amministrativa da 5mila a 200mila euro in capo al committente, nel caso in cui egli paghi l'appaltatore senza essere in possesso della documentazione individuata al punto precedente.

Alcuni dei tanti dubbi applicativi sono stati affrontati dall'agenzia delle Entrate con le circolari 40/E/2012 e 2/E/2013. Il primo documento di prassi, in particolare, ha previsto l'applicazione delle nuove regole ai contratti stipulati (o rinnovati) dal 12 agosto 2012 e relativamente ai pagamenti intervenuti dall'11 ottobre scorso.

Gli effetti sulle imprese

Gli eccessi di queste disposizioni sono parsi fin da subito evidenti: si finisce con l'arruolare forzosamente le imprese in compiti di vigilanza che non competono loro, peraltro istituendo una procedura che favorisce la circolazione della "carta" senza realmente incrementare la possibilità che vengano meno le omissioni nei versamenti. Questo sistema finisce per causare problemi a chi agisce correttamente, mentre non ne crea a chi opera illecitamente.

Per la semplice dimenticanza di un "pezzo di carta", l'appaltatore (anche in buona fede) finisce per rispondere verso il fisco alla stessa stregua del subappaltatore "infedele", mentre il committente viene pesantemente sanzionato anche nel caso limite in cui è completamente all'oscuro di un eventuale subappalto concluso dall'appaltatore.

Proprio questi effetti deleteri potevano essere alla base di una censura da parte dell'Unione europea, poiché la Corte di Giustizia ha più volte affermato (ad esempio nella sentenza 21 giugno 2012, cause riunite C-80/11 e C-142/11) che spetta «alle autorità fiscali effettuare i controlli necessari presso i soggetti passivi al fine di rilevare irregolarità e evasioni in materia di Iva nonché infliggere sanzioni al soggetto passivo che ha commesso dette irregolarità o evasioni». Il timore di venir "bacchettati" in sede comunitaria ha fatto sì che venisse eliminata l'Iva tra i versamenti cui è applicabile la disciplina, con la conseguenza che tutte le perplessità emerse in questi mesi restano invariate per quanto riguarda i versamenti delle ritenute di lavoro dipendente omesse dal subappaltatore e/o dall'appaltatore.

Cosa cambia

01|L'IVA

Limitando l'attenzione all'Iva, la più che opportuna abrogazione delle conseguenze su appaltatore e committente degli omessi versamenti fiscali nell'ambito dell'applicazione del contratto di appalto interviene dalla data di pubblicazione sulla «Gazzetta Ufficiale» del decreto, senza che siano regolati i rapporti pregressi

02|LE SANZIONI

Per quanto riguarda la sanzione per il committente, in virtù del "favor rei", non potranno d'ora in poi essere comminate penalità (anche) per le violazioni commesse in vigenza della norma. Più complesso il tema della responsabilità solidale; si può però ritenere che la natura sanzionatoria di questa previsione a carico dell'appaltatore possa far concludere nello stesso senso

(Giorgio Gavelli, Il Sole 24 Ore – Norme e Tributi, Focus Il Decreto del Fare, 26 giugno 2013)


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