Le white list sono degli elenchi creati, gestiti e aggiornati dalle Prefetture in cui saranno contenuti i nominativi delle imprese che saranno risultate immuni dal rischio di infiltrazioni mafiose. Le liste dovrebbero andare in vigore dal prossimo gennaio 2013, dopo la pubblicazione dell'apposito decreto attuativo.
Il punto, però, è che le white list rischiano di sovrapporsi con altri strumenti simili. Per prima cosa, infatti, ogni white list dovrà coordinarsi con la lista prevista dall'articolo 4, comma 13 del Dl Sviluppo (70/2011) per ogni subfornitura o subappalto. Ma soprattutto, le white list vanno ad affiancare anche l'attribuzione di un rating di legalità ad ogni impresa da parte dell'Agenzia Antitrust.
L'Agenzia istituisce e gestisce un elenco in cui vengono inserite, su richiesta, le imprese che rispondano a determinati codici etici, che abbiano un organo di controllo e che sottoscrivano dei protocolli di legalità. Alle imprese di tale elenco l'Antitrust assegna un rating costituito da un + ed una o più stelle (fino a un massimo di tre).
Ma, appunto, l'elenco di rating e le white list rischiano di sovrapporsi. Tanto è vero che per essere inserite nell'elenco dell'Antitrust le imprese devono già possedere requisiti antimafia. Per l'inserimento in tali elenchi, però, non è necessario essere inserito in una white list (anche se l'inserimento porta ad una stella in più del rating. Non essere inserito in una lista bianca, comunque, non comporta la perdita di punti del rating).
Utilità