Alto Contrasto Reimposta
Iscriviti Area Riservata
Menu
Menu
Stemma

Indicazioni operative sulla redazione degli atti difensivi nel rito appalti

Pubblicato il 06/07/2015
Pubblicato in: Appalti

Con il decreto del 25 maggio 2015 (pubblicato nella G.U. Serie Generale n. 128 del 5 giugno 2015), il Presidente del Consiglio di Stato ha dettato regole stringenti per la dimensione dei ricorsi e degli altri atti difensivi nei giudizi relativi al rito appalti, in coerenza con il principio di sinteticità di cui all’art. 3 comma 2 del D.Lgs. 104/2010 (c.d. Codice del processo amministrativo). È previsto che il ricorso, la costituzione e le memorie debbano essere contenuti nel numero massimo di 30 pagine, redatti su foglio A4, mediante caratteri di tipo Times News Roman, Courier, Arial o simili e di dimensioni di almeno 12 pt nel testo e 10 pt nelle note a piè di pagina, “con un'interlinea di 1,5 e margini orizzontali e verticali di almeno cm. 2,5 (in alto, in basso, a sinistra e a destra della pagina)”.

Ai sensi del punto 3 del decreto, le misure cautelari proposte autonomamente al ricorso, devono essere contenute nel numero massimo di 10 pagine, così come le memorie di replica, l’atto di intervento e le memorie della parte non necessaria del giudizio. È, inoltre, precisato che dai limiti suindicati devono essere escluse le intestazioni e le altre indicazioni formali dell’atto, quali:

- l'epigrafe dell'atto;

- l'indicazione delle parti e dei difensori e relative formalità;

- l'individuazione dell'atto impugnato; il riassunto preliminare, di lunghezza non eccedente le due pagine, che sintetizza i motivi dell'atto processuale;

- le ragioni, indicate in non oltre due pagine, per le quali l'atto processuale rientri nelle ipotesi di cui ai numeri 8 o 9 e la relativa istanza ai fini di quanto previsto dal numero 11;

- le conclusioni dell'atto; le dichiarazioni concernenti il contributo unificato e le altre dichiarazioni richieste dalla legge;

- la data e luogo e le sottoscrizioni delle parti e dei difensori;

- l'indice degli allegati; le procure a rappresentare le parti in giudizio; le relazioni di notifica e le relative richieste e dichiarazioni.

Qualora la controversia presenti particolari complessità di natura tecnica e/o giuridica, e riguardi il perseguimento di interessi sostanziali di ingente rilievo economico (50.000.000 di euro), è consentito il superamento dei limiti sopra indicati. In questo caso, il ricorso potrà raggiungere le 50 pagine, e la memoria di replica 15.

Questa valutazione, viene effettuata dal Presidente della Sezione competente o dal magistrato delegato, dietro presentazione di apposita istanza da parte del soggetto interessato. La possibilità di superare i limiti previsti, viene concessa mediante decreto, emesso entro 3 giorni dal deposito dell’istanza, mentre in caso di omessa pronuncia opera il principio del “silenzio assenso”.

Il Tribunale competente può consentire un numero di pagine maggiore di quelle suindicate, qualora le complessità citate siano di straordinario rilievo.

In questi casi, deve essere sempre redatto il riassunto preliminare dei motivi proposti. Il provvedimento in commento, che limita notevolmente il diritto di difesa dei soggetti interessati e detta prescrizioni stringenti dell’attività professionale dell’avvocato amministrativista, si applicherà alle controversie il cui termine di proposizione del ricorso di primo grado o di impugnazione inizi a decorrere trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione del decreto medesimo sulla Gazzetta Ufficiale (5 giugno 2015).

(Marco Porcu, Il Sole 24 Ore, tecnici24, 8 giugno 2015)


Utilità