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Durc consultabile online - Il certificato di regolarità visibile sul web da chi ne ha interesse

Pubblicato il 30/04/2014
Pubblicato in: Appalti

L'Esecutivo Renzi rilancia il Durc dematerializzato. Nel decreto legge 34/2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo e in vigore da ieri, tra le varie misure urgenti per semplificare gli adempimenti a carico delle aziende viene rimessa in gioco la possibile trasformazione del Durc.

Si tratta di un progetto, in realtà più volte caldeggiato, che dovrebbe convertire il documento unico di regolarità contributiva in una semplice interrogazione che ognuno potrà eseguire dal proprio computer. La chiave risiede nell'apertura delle banche dati in cui sono memorizzate le informazioni che servono a verificare se un determinato soggetto è in regola con i vari versamenti. Si tratta di un ulteriore passo avanti per il miglioramento delle procedure.


L'attuale tentativo di semplificazione segue, a ruota, lo sdoganamento definitivo della regolamentazione che consente alle aziende che hanno dei debiti nei confronti degli istituti previdenziali e assicurativi nonché verso le Casse edili ma, contemporaneamente, vantano crediti nei riguardi delle pubbliche amministrazioni, di richiedere, comunque, la certificazione (Dm 13 marzo 2013).

La visualizzazione della regolarità contributiva, secondo quanto indicato all'articolo 4 del decreto, consisterà nella verifica, in tempo reale, della posizione dei contribuenti nei riguardi di Inps e Inail; a questi si aggiunge, per i datori di lavoro interessati, anche la Cassa edile. Al momento, in realtà, nulla di operativo ma solo la previsione di una regolamentazione affidata a un decreto che i ministri del Lavoro e dell'Economia e delle finanze dovranno adottare, sentiti Inps e Inail, entro 60 giorni che decorrono dal 21 marzo 2014.

Se e quando il decreto attuativo andrà a regime, chiunque vi abbia interesse potrà verificare in tempo reale e online la regolarità contributiva. L'esito varrà 120 giorni e le sue risultanze sostituiranno a ogni effetto il Durc, in tutti i casi in cui lo stesso è previsto, a eccezione delle ipotesi di esclusione individuate dal decreto.

La verifica online della regolarità riguarderà i pagamenti scaduti sino all'ultimo giorno del secondo mese antecedente a quello in cui si effettua la verifica stessa, a patto che sia scaduto anche il termine di presentazione delle relative denunce retributive e comprende sia la situazione dei lavoratori subordinati che dei collaboratori (cococo/cocopro).

Attraverso l'inserimento del codice fiscale del soggetto da verificare, sarà possibile far partire un controllo che andrà a scandagliare gli archivi degli enti interessati (Inps, Inail e Casse edili). Avvalendosi della procedura telematica che verrà realizzata, sarà possibile anche venire a conoscenza delle tipologie di pregresse irregolarità di natura previdenziale e in materia di tutela delle condizioni di lavoro che sono di ostacolo al godimento dei benefici normativi e contributivi (condizione voluta dall'articolo 1, comma 1175, della legge 296/2006).

La visualizzazione online, servirà anche a effettuare le necessarie verifiche disposte, in materia, dal vigente Codice dei contratti pubblici e, in particolare, di quanto previsto dal comma 1, lettera i), dell'articolo 38, del decreto legislativo 163/2006. Tale disposizione stabilisce l'esclusione dalle gare di affidamento delle concessioni, degli appalti nonché dei subappalti, dei soggetti che hanno commesso violazioni gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi previdenziali e assistenziali.

Per il futuro, per accertare l'assenza di tali elementi inficianti, ci si baserà solo ed elusivamente sui dati emersi dalle verifiche online.

Il decreto interministeriale potrebbe essere sottoposto a revisione ogni anno per adeguarlo alle eventuali modifiche delle norme e dei sistemi telematici.

In sintesi

01 | COSA CAMBIA

Il comma 3, dell'articolo 4 del decreto legge 34/2014 stabilisce che l'interrogazione della situazione contributiva vale anche per verificare la sussistenza del requisito di ordine generale previsto dal codice degli appalti pubblici. La norma, inoltre, aggiunge che dalla data di entrata in vigore del decreto interministeriale di regolamentazione, ogni disposizione di legge incompatibile con le previsioni del decreto 34/2014, sarà abrogata

02 | COME FUNZIONA

 

Attualmente le stazioni appaltanti possono verificare online il possesso dei requisiti di capacità generale e tecnico-economica delle imprese.

Il controllo si esegue accedendo alla Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) operativa presso l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp).

Per rendere possibile lo scambio di informazioni telematiche tra le stazioni appaltanti e le imprese che vogliono partecipare a pubbliche gare d'appalto di lavori, forniture e servizi, è stata realizzata una piattaforma telematica denominata Avcpass

03 | LA PIATTAFORMA TELEMATICA

Previa registrazione, il sistema permette alle stazioni appaltanti/enti aggiudicatori l'acquisizione della documentazione comprovante il possesso dei requisiti di carattere generale, tecnico-organizzativo ed economico-finanziario per l'affidamento dei contratti pubblici. Consente, inoltre, agli operatori economici di inserire a sistema i documenti richiesti dalle procedure di affidamento

04 | I DOCUMENTI

Nella delibera 111/2012 l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici ha, tra l'altro, affermato che nella documentazione comprovante il possesso dei requisiti generali (articoli 38 e 39 del codice) figura anche il documento unico di regolarità contributiva fornito dall'Inail. Stante, dunque, quanto previsto dal decreto legge pubblicato in «Gazzetta ufficiale» giovedì scorso, il passaggio all'Avcpass, quando sarà pronto il decreto di regolamentazione del Durc smaterializzato, non dovrebbe più essere obbligatorio in quanto sarà sufficiente l'interrogazione online

(Antonino Cannioto, Giuseppe Maccarone, Il Sole 24 ORE – Norme e Tributi, 22 marzo 2014)


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