di Massimo Frontera
Scattano dal 2 maggio i nuovi limiti - minimi e massimi - per i compensi dei commissari delle giurie che valutano le offerte per gli appalti di lavori, concessioni, servizi e forniture con il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa.
Si tratta di una rivoluzione per le stazioni appaltanti italiane, che finora hanno goduto della massima autonomia.
In materia di compensi, questa autonomia cessa di colpo: fatta eccezione per i settori cosiddetti esclusi (energia, trasporti, acqua, porti, poste), tutte le stazioni appaltanti pubbliche dovranno attenersi alla "forchetta" indicata nella tabella contenuta nel decreto Infrastrutture-Economia del 12 febbraio 2018, che va dai 3mila ai 30mila euro, a seconda dell'importo a base d'asta dell'appalto.
Non solo, il Dm fa scattare anche le scadenze per l'avvio del nuovo albo nazionale dei commissari, con scadenze fissate al 16 luglio e al 16 ottobre (si veda più avanti).
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