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APPALTI: Contratti elettronici, guida per Pa e imprese: il bollo sulle scritture private resta tradizionale

Pubblicato il 15/01/2014
Pubblicato in: Appalti

Arrivano le linee guida sulla gestione dei contratti elettronici. L'intesa sul vademecum è stata raggiunta nella conferenza unificata del 5 dicembre, cioè a quasi un anno di distanza dall'entrata in vigore dell'obbligo di stipulare contratti pubblici solo in formato elettronico, pena la nullità.

 

Massimo Frontera, Il Sole 24 ORE – Edilizia e Territorio, 5 dicembre 2013

 

Proprio per questo, l'intesa sulla guida sottoscritta da Regioni e Comuni con il benestare del ministero della Funzione pubblica, non ha sciolto ancora tutti i nodi. Primo fra tutti quello dei contratti cartacei sottoscritti dopo il primo gennaio, che sono nulli, secondo la legge.

Regioni e Comuni hanno chiesto al governo di intervenire con due misure. La prima è quella di una sanatoria che faccia salvi appunto tutti i contratti stipulati su carta dal primo gennaio 2013. La seconda è una proroga (ex-post) dell'entrata in vigore dell'obbligo di stipula dei contratti elettronici.

Si chiede una proroga differenziata: al primo dicembre 2015 per i contratti in forma di scrittura privata,e al luglio 2014 per i contratti pubblici. Si tratta appunto di richieste che le Regioni attendono di vedere in uno dei provvedimenti da discutere in Parlamento (il principale candidato sarebbe il Ddl Sviluppo, collegato alla legge di Stabilità).

C'è poi la curiosa questione del bollo sulla registrazione delle scritture private. Mancando una forma di pagamento forfetaria, il bollo si deve continuare a calcolare sulle pagine del contratto (nella sua forma completa, cioè allegati inclusi). Il che implica che il contratto elettronico va stampato per poter apporre successivamente i bolli da annullare.

A questo punto, al contraente si può rilasciare una copia analogica conforme all'originale del contratto. Per evitare questa trafila, si attende appunto una soluzione da parte dell'Agenzia delle Entrate. Soluzione che dovrebbe essere appunto quella di una modalità virtuale di assolvimento di un bollo calcolato a forfait.

Ma in attesa di questa novità, intanto, «il contraente - si legge nel documento approvato in conferenza unificata - dovrà presentare prima della firma del contratto il o i contrassegni telematici sostitutivi della marca da bollo (...) per l'importo richiesto dall'amministrazione». Si tratta di contrassegni di 16 euro da applicare ogni 4 pagine oppure 100 righi del contratto, sempre includendo gli allegati. «Ai fini del calcolo del bollo per gli allegati - precisa il documento - la numerazione delle pagine riprende da ciascun allegato».

A parte questi nodi ancora da sciogliere, le linee guida, rivolte alle imprese interessate, ai tecnici della pubblica amministrazione e agli ufficiali roganti, il testo chiarisce i vari aspetti della gestione del contratto, dalla firma (digitale o elettronica "qualificata"), al formato elettronico dell'atto, dalla modalità di apporre le annotazioni alla conservazione, fino appunto alla registrazione.

Tra le altre cose si precisa che la firma da apporre sul contratto utilizzando il tablet è consentita, «ma va considerata una firma elettronica semplice (ma autenticata), da non confondere con la firma elettronica avanzata che, benché apposta sullo stesso supporto informatico, deve presentare le garanzie di imputabilità, di sicurezza e di immodificabilità previste dalle regole tecniche stabilite dal Dpcm 22 febbraio 2013 e, quindi, costituisce, di per sé, senza necessità di ulteriori attività di acquisizione, una firma validamente apposta al documento sottoscritto».


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