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Anac, guida alla trasparenza negli appalti sotto il milione

Pubblicato il 06/07/2016
Pubblicato in: Appalti

di GIUSEPPE LATOUR

Il Sole 24 OreMercoledì, 06 Luglio 2016

ROMA - Rotazione degli inviti e composizione degli elenchi trasparente, sopra la soglia di 40mila euro e fino a un milione. Confronto di almeno due preventivi, per assicurare un minimo di concorrenza, negli affidamenti diretti sotto i 40mila euro. E obbligo di motivare in maniera articolata la scelta di passare dalla trattativa privata sopra il limite di 500mila euro.

Sono questi gli elementi chiave delle linee guida sul sottosoglia, che l' Anac ha appena approvato e che si prepara a inviare a Parlamento e Consiglio di Stato. Le linee guida nascono in applicazione dell' articolo 36 comma 7 del Codice appalti (Dlgs n. 50 del 2016) e sono improntate al criterio di elevare al massimo l' asticella della trasparenza in tutte quelle gare poste al di sotto del milione di euro, la soglia sotto la quale è stata confermata, anche con il nuovo sistema, la possibilità di assegnazioni senza una gara formale.

L' Anticorruzione, allora, ricorda anzitutto che l' abuso dello strumento della procedura negoziata non deve essere un criterio guida per le amministrazioni: «Le stazioni appaltanti - spiega il documento - possono ricorrere, nell' esercizio della propria discrezionalità, alle procedure ordinarie, anziché a quelle semplificate, qualora le esigenze del mercato suggeriscano di assicurare il massimo confronto concorrenziale».

Quindi, anche sotto le soglie indicate dal Codice si possono utilizzare gare normali. Dando, però, per scontato che in molti casi le Pa sceglieranno diversamente, l' Anac procede a mettere qualche paletto. Partendo dai microappalti sotto i 40mila euro, per i quali è possibile l' incarico diretto a ditte di fiducia dell' amministrazione. In questo caso, le indicazioni dell' Authority sono principalmente due. La prima è che le stazioni appaltanti dovranno procedere «alla valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici»: quindi, non sarà possibile un affidamento diretto senza un minimo di confronto concorrenziale.

La seconda indicazione riguarda le motivazioni: a carico della Pa sussiste sempre un obbligo di motivare la sua scelta, «dando dettagliatamente conto del possesso da parte dell' operatore economico selezionato dei requisiti richiesti». Ma è sugli appalti sopra la soglia di 40mila euro e fino a un milione che si concentrano le attenzioni maggiori. Questa fascia, infatti, costituisce una quota rilevante del mercato. Per i lavori, fino a 150mila euro sarà possibile l' affidamento tramite procedura negoziata con la consultazione di cinque operatori economici. Tra i 150mila euro e il milione è necessaria la consultazione di almeno dieci imprese.

Le regole, al di là del numero di partecipanti, sono però sostanzialmente le stesse. La procedura si divide in tre fasi: indagine di mercato o consultazione di elenchi per la selezione degli operatori, confronto competitivo, stipula del contratto. La prima è chiaramente quella più delicata. Per questo, le amministrazioni dovranno dotarsi di un regolamento per disciplinare la conduzione delle indagini di mercato e le modalità di costituzione degli elenchi fornitori. Per le indagini di mercato, è fondamentale che queste siano pubblicizzate in maniera adeguata.

Sul fronte degli elenchi, invece, questi andranno costituiti tramite avviso pubblico, reso conoscibile nella sezione "amministrazione trasparente" del portale della stazione appaltante. Nell' avviso devono essere riportati «le eventuali categorie e fasce di importo in cui l' amministrazione intende suddividere l' elenco e gli eventuali requisiti minimi, richiesti per l' iscrizione, parametrati in ragione di ciascuna categoria o fascia di importo».

Gli elenchi andranno rivisti periodicamente, con cadenze prefissate o al verificarsi di determinati eventi. Altro punto strategico è la rotazione degli inviti, «al fine di favorire la distribuzione temporale delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei». Insomma, per tutte le procedure sotto il milione andrà garantita la trasparenza. Con una precisazione, al di sopra dei 500mila euro: in questi casi, infatti, «la scelta di una procedura negoziata deve essere adeguatamente motivata in relazione alle ragioni di convenienza». Ci dovrà essere, in sostanza, un supplemento di motivazione che spieghi perché, per importi di una certa rilevanza, si scelga la strada della trattativa privata.


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