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Affidamenti per somma urgenza, Anac: il 50% delle Pa oltre i limiti consentiti dallo Sblocca Italia

Pubblicato il 07/07/2016
Pubblicato in: Appalti

Le verifiche dell'Anticorruzione hanno rilevato diverse anomalie sugli appalti a trattativa privata, ai sensi dello Sblocca Italia, in materia di scuole, difesa del suolo, antisismica e i beni culturali

Pioggia di anomalie per gli appalti assegnati tramite trattativa privata, ai sensi dello Sblocca Italia, per la messa in sicurezza di scuole, la difesa del suolo, l'antisismica e i beni culturali. E' quanto rileva l'analisi dell'Anac, che nel comunicato datato 8 giugno 2016, a firma di Raffaele Cantone, ha appena reso pubblici i risultati del suo secondo monitoraggio sull'articolo 9 del Dl n. 133/2014.

I casi nei quali le amministrazioni hanno dribblato le regole sulla somma urgenza sono moltissimi. Su sedici appalti presi a campione, addirittura, i casi sospetti superano il 50 per cento.

La possibilità di sottoporre al setaccio dell'Anac gli appalti senza gara (procedure negoziate senza bando), autorizzati dall'articolo 9 del decreto Sblocca Italia è prevista proprio dal decreto n. 133 del 2014. Quella norma sulle opere per la messa in sicurezza di scuole, difesa del suolo, antisismica e beni culturali consentiva l'assegnazione a trattativa privata fino alla soglia di 5,2 milioni di euro. Si trattava, cioè, di circostanze straordinarie nelle quali era opportuno allargare le maglie per accelerare i tempi. Da subito, però, il presidente dell'Anticorruzione, Raffaele Cantone ha sollevato il dubbio su qualche possibile abuso, insistendo per un monitoraggio a campione.

I risultati, guardando agli ultimi numeri, gli danno ragione. Con un comunicato datato 8 giugno, infatti, l'Authority ha appena reso noti gli esiti delle rilevazioni relative al secondo campione di bandi sottoposti a controllo, per il periodo compreso tra il 24 maggio e il 31 agosto 2015. Nello specifico, sono state fatte verifiche, che hanno riguardato la presenza nei documenti di gara del richiamo all'estrema urgenza, il rispetto dei termini intercorrenti tra data della lettera di invito e data per la ricezione delle offerte, il rispetto dei termini intercorrenti tra la data di stipula del contratto e la consegna dei lavori, il numero delle imprese invitate a partecipare alla procedura (almeno 10 imprese sopra i 500mila euro e 5 imprese sotto questa soglia), lo stato del procedimento relativamente all'avanzamento dei lavori, alle varianti in corso d'opera, ad eventuali sospensioni, ai collaudi ed alla data di conclusione dei lavori. Sono, di fatto, tutti indicatori di possibili situazioni anomale da approfondire.

I dati dell'Autorità indicano una situazione piuttosto diffusa di utilizzo "disinvolto" delle prerogative dello Sblocca Italia. «Dalle verifiche effettuate sui sedici affidamenti monitorati - si legge nel documento -, sette procedure risultano essere identificate in modo coerente come procedure rientranti in quelle di cui all'articolo 9 del Dl n. 133/2014 per gli interventi di somma urgenza da effettuarsi in deroga ad alcune disposizioni del Codice dei contratti pubblici». Relativamente alle altre nove, l'Authority elenca molte situazioni anomale.
Alcune di queste risaltano in modo particolare. Il comune di Cepagatti (in Abruzzo) e la Regione Toscana hanno utilizzato la procedura speciale anche se la tempistica dei procedimenti «non sembra coerente con la finalità dell'estrema urgenza».

L'amministrazione del pescarese, addirittura, per la messa in sicurezza del suo municipio, per la quale il verbale di gara è stato chiuso lo scorso febbraio, si trova tra le mani lavori «sospesi e di fatto non iniziati per motivi poco chiari». E, come se questo non bastasse, «non sono chiare le modalità di scelta degli operatori invitati alla gara».
In diversi casi manca la certificazione dell'indifferibilità degli interventi, che consente di classificarli come urgenti ai sensi dello Sblocca Italia. Il comune di Rho, poi, ha attivato una procedura negoziata per il riordino idraulico del fiume Olona: eppure, nonostante la pubblicazione degli avvisi sia partita il 18 giugno 2015, l'amministrazione «non ha chiarito le motivazioni per le quali alla data di trasmissione della documentazione non sia stato ancora stipulato il contratto di appalto».

A Catanzaro il Commissario straordinario si è attivato per la messa in sicurezza del centro urbano del Comune, con un intervento di poco superiore al milione di euro. Per condurre la procedura negoziata è stata applicata l'esclusione automatica dell'offerta anomala. Peccato che «tale procedura di esclusione è consentita solo per importi inferiori a un milione di euro». A Farra d'Alpago, in provincia di Belluno, la procedura speciale è stata avviata per l'adeguamento sismico di una scuola. L'amministrazione, però, ha comunicato la decisione di consegnare i lavori all'impresa al termine dell'anno scolastico. Una decisione che, per l'Anticorruzione, «appare poco coerente con la necessità di adeguamento sismico della scuola» e con l'urgenza richiesta dallo Sblocca Italia.

 


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