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Niente "stand still" né anomalia negli appalti sotto la soglia comunitaria.

Pubblicato il 09/02/2017
Pubblicato in: Appalti

di Stefano Usai

In due recenti interventi del giudice amministrativo, il primo espresso dal Tar Campania, Napoli, sezione I, con la sentenza 26 gennaio 2017 n. 564e il secondo con decreto cautelare del Tar Puglia, Lecce, sezione II, del 30 gennaio 2017 n. 40, si statuiscono rilevanti affermazioni utili a delimitare l'ambito di applicazione del nuovo codice degli appalti rispetto ai contratti sotto la soglia comunitaria.

Tali precisazioni appaiono effettivamente coerenti con il comma 1 dell'articolo 35 del nuovo codice che limita l'applicabilità integrale delle nuove disposizioni ai soli appalti sopra la soglia comunitaria: verifica sull'offerta anomala - termine di stand still.

In relazione al caso trattato secondo il giudice campano, la censura prospettata non è risultata persuasiva considerato che si trattava di appalto sotto la soglia comunitaria e, pertanto, «versandosi in ipotesi di appalto sottosoglia (articolo 36 del Dlgs 50/2016), non sussisteva l’obbligo per la stazione appaltante di attivare il procedimento di anomalia secondo la disciplina di cui all’articolo 97 del Dlgs 50/2016». In tali situazioni, la stazione appaltante ha la facoltà di attivare una verifica più penetrante sulla congruità dell'offerta aggiudicataria solo in presenza di dubbi (fumus) sulla sostenibilità della proposta in rapporto alla esecuzione del contratto. Senza alcune comportamento strumentale o vessatorio.
Diversa, invece, la questione affrontata dal giudice pugliese che verteva sul termine minimo da rispettare dall'ultima delle comunicazioni, ai partecipanti all'appalto, del provvedimento di aggiudicazione prima di procedere con la stipula del contratto.

L'articolo 32, come già il pregresso articolo 11 del decreto legislativo 163/2006, al fine di evitare che i potenziali controinteressati, che intendano far valere vizi nell'aggiudicazione dell'appalto, possano risultare pregiudicati dalla anticipata stipula del contratto, prevede che tra l'ultima comunicazione del provvedimento di assegnazione dell'appalto e la stipula del contratto debbano necessariamente trascorrere almeno 35 giorni. Termine che dovrebbe consentire di "coltivare" e verificare la legittimità del comportamento della stazione appaltante impedendo l'esecuzione del contratto che, di fatto, vanificherebbe ogni difesa.

Nel caso trattato, di un appalto di servizi sociali sotto soglia comunitario, secondo il giudice non opera lo stand still di cui all'articolo 32, comma 11, del Dlgs 50/2016 proprio «ai sensi di quanto previsto dall’articolo 35, comma 1, lettera d), atteso che l’importo complessivo presunto del servizio a base di gara» era «di euro 609.523,11». E infatti, la soglia comunitaria - per cui scatta l'applicazione di precise norme codicistiche, nel caso di appalti dei servizi sociali – e prevista per importi pari o superiori ai 750mila euro.

 


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