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Nature restoration law. Nell’Atlante ambientale dell’ISPRA 2024 tutti gli ecosistemi urbani italiani da ripristinare

Pubblicato il 14/10/2024
Nature restoration law. Nell’Atlante ambientale dell’ISPRA 2024 tutti gli ecosistemi urbani italiani da ripristinare

Ad agosto di quest'anno è entrata in vigore, a livello comunitario, la Nature restoration law”, il regolamento europeo per il ripristino degli habitat degradati in Europa. 

Punto cardine del Green deal, il regolamento è volto al recupero di territorio e mari, a difendere la biodiversità, a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e a migliorare la sicurezza alimentare dei cittadini europei. 

L’Italia, pur avendo votato contro l'approvazione del regolamento, dovrà comunque attuare le nuove norme, rispettando scadenze serrate e raggiungendo una serie di obiettivi già entro i prossimi sei anni. 

In particolare:

  • nella prima fase, che terminerà nel 2030, i Paesi europei dovranno ripristinare il buono stato di salute di almeno il 30% degli habitat naturali in pericolo, che sono principalmente boschi, pianure, fiumi, laghi, coste e fondali marittimi;
  • la seconda fase prevede di alzare al 60% la percentuale di ripristino degli ecosistemi entro il 2040
  • nella terza fase questa percentuale dovrà raggiungere il 90% entro il 2050.

Paesi Ue dovrebbero quindi garantire che le zone ripristinate non tornino a deteriorarsi e redigere dei Piani nazionali di ripristino che indichino nel dettaglio il modo in cui intendono raggiungere gli obiettivi.

I comuni italiani obbligati a ripristinare le proprie aree urbane superano il 28% del totale Si arriva a oltrepassare anche il 40% se, oltre ai centri e agli agglomerati urbani, si aggiungono anche i comuni periurbani pari all’11,6% del totale.

Tale dato è indicato, chiaramente, in una delle carte dell’”Atlante dei dati ambientali 2024” elaborato dall’ISPRA. L'Atlante, anche al fine di supportare il percorso del Governo nella redazione del Piano nazionale di ripristino, da predisporre entro i prossimi due anni, la nuova edizione dell’Atlante tiene in considerazione quanto previsto dal recente regolamento europeo sul ripristino della natura (Nature Restoration Law), entrato in vigore il 18 agosto 2024, che impone che non ci sia nessuna perdita netta di spazi verdi e di copertura arborea nelle aree urbane fino al 2030, ed un costante aumento della loro superficie totale a partire dal 2031.

Le mappe dell'Atlante individuano per la prima volta tutti gli ecosistemi urbani per i quali i Comuni dovranno assicurare il mantenimento dell’estensione complessiva (a partire dal 2024) e l’incremento, con azioni di ripristino (dal 2031), delle aree verdi e degli alberi, copertura arborea che solo per il 2,3% è collocata oggi in ambito urbano. Oltre agli ecosistemi urbani dovranno essere fatti interventi di ripristino anche in altri ambiti, come quelli agricoli, forestali, costieri, marini e fluviali. 

Allo stato attuale il 23,3% degli ecosistemi risentono di una frammentazione elevata, mentre quasi un quinto (17,5%) è a frammentazione molto elevata. Nel 74% degli habitat mappati da Carta della Natura, i sistemi ambientali in cui le attività antropiche risultano predominanti, come le coltivazioni e le aree costruite, sono più della metà del territorio nazionale (52%), mentre tra gli ambienti a maggiore naturalità risultano maggioritari gli habitat forestali e prativi (44%). La restante parte del mosaico ambientale (4%) è costituita da ambienti costieri, umidi e rocciosi.

Non solo aree degradate: il lavoro, articolato in sei sezioni tematiche, contiene anche un’intera sezione dedicata ai cambiamenti climatici, dove le schede sullo stato del clima, sugli indicatori di impatto e sulle strategie di contrasto, offrono un quadro conoscitivo che consente la valutazione della situazione nazionale e locale. Ad esempio, per il clima è possibile analizzare la temperatura media annua registrata nel 2023, compresa tra i -1.9°C della stazione di Valtournenche - Cime Bianche (Aosta, 3018 m s.l.m.) e i 20.9 °C della stazione di Lampedusa o rilevare che il 2023 è stato il secondo anno più caldo della serie dal 1961, superato solo dal 2022, e il decimo anno consecutivo con anomalia positiva rispetto alla norma. Inoltre, le precipitazioni cumulate annuali nel 2023 sono state complessivamente inferiori di circa il 4% rispetto al trentennio di riferimento 1991-2020, con riduzioni più marcate nelle aree occidentali del Nord e del Centro, in Sardegna, in Sicilia e nelle aree centro-meridionali di Puglia e Calabria, le aree del Paese che durante l’anno passato sono state soggette a persistenti condizioni di siccità.

Inoltre, la carta della pericolosità idraulica, un’altra delle tavole presenti, evidenzia le aree più critiche del territorio nazionale. Su scala nazionale, si stima che ricadano in aree potenzialmente inondabili, per uno scenario medio di pericolosità (P2), l’11,8% delle famiglie, il 13,4 % di imprese e il 16,5% di beni culturali, con conseguente impatto economico e sociale.

La progressiva impermeabilizzazione del suolo e la riduzione delle superfici di espansione delle piene acuiscono le conseguenze dei fenomeni alluvionali. Il consumo di suolo continua, infatti, a crescere, con una progressiva diminuzione della superficie destinata all’uso agricolo, perdita di biodiversità e aumento del degrado del suolo, con conseguenze che devono essere affrontate attraverso incisive azioni di ripristino.

Dal cartaceo direttamente al digitale: tramite i QR Code inseriti in ogni scheda dell’Atlante è possibile collegarsi all’EcoAtlante, il portale interattivo sviluppato dall’ ISPRA dal quale si possono realizzare mappe nazionali e locali personalizzate e uniche nel loro genere, scaricare i dati del Sistema informativo nazionale ambientale e consultare i trend e le statistiche della “Banca dati degli indicatori ambientali” dell’Istituto. Con l’EcoAtlante, basterà sovrapporre le mappe provenienti dai diversi temi per creare una rappresentazione personalizzata e condividerla su siti, social, blog, insomma, ovunque si voglia.

Un lavoro utilissimo, anche a livello locale, per la redazione della pianificazione territoriale di livello comunale, provinciale e regionale.


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