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Rinnovo CCNL Funzioni Locali: ancora vincoli sugli incarichi di P.O.

Pubblicato il 27/02/2018
Pubblicato in: Pubblico Impiego

Qualcuno, specie negli enti locali con dirigenza, già cominciava a prefigurare una maggiore discrezionalità dell’amministrazione nella modifica del numero e del compenso delle posizioni organizzative previste in organico.

L’ipotesi di accordo recentemente sottoscritta da Aran e Organizzazioni sindacali, infatti, da un lato conferma che le risorse destinate al finanziamento del salario accessorio delle posizioni organizzative saranno ...

in ogni caso corrisposte a carico dei bilanci dei singoli enti e, dall’altro, prevede limiti massimi più elevati sia per la retribuzione di posizione che per quella di risultato.

A ben vedere, però, ciò difficilmente si verificherà nella pratica, visto che l’art. 67, comma 7, della preintesa stabilisce chiaramente che “la quantificazione del Fondo delle risorse decentrate e di quelle destinate agli incarichi di posizione organizzativa di cui all’art. 15, comma 5 deve comunque avvenire, complessivamente, nel rispetto dell’art. 23, comma 2 del d.lgs. n. 75/2017” (disposizione ai sensi della quale, a decorrere dal 1° gennaio 2017 l’ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale non può superare il corrispondente importo determinato per l’anno 2016).

Per di più, la previsione dell’art. 7, comma 4, lett. u), dell’accordo sancisce l’obbligo della contrattazione decentrata sull’eventuale incremento delle risorse attualmente destinate alla corresponsione della retribuzione di posizione e di risultato delle posizioni organizzative, ove implicante, ai fini dell’osservanza dei limiti previsti dall’art. 23, comma 2 del d.lgs. n. 75/2017, una riduzione delle risorse del Fondo di cui all’art. 67 (trattasi per altro di materia su cui vige un vero e proprio obbligo a contrarre).
È facile dunque prevedere come in futuro su questo punto si potrebbe registrare un aumento della conflittualità nelle trattative locali.


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