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IL MODELLO UPI PER UNA LEGGE REGIONALE DI RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE

Pubblicato il 26/05/2025
Pubblicato in: Pubblico Impiego
IL MODELLO UPI PER UNA LEGGE REGIONALE DI RIORDINO DELLE FUNZIONI DELLE PROVINCE

A 10 anni dalla "scellerata" riforma delle Province, considerati enti "inutili" la cui soppressione avrebbe risolto tutti, o quasi, i problemi della pubblica amministrazione italiana, e mentre il Governo impone, con la Legge di Bilancio e con il Milleproroghe, tagli ai programmi di investimento che erano state assegnate alle Province, l'UPI - Unione Province Italiane - propone alle Regioni l'approvazione di leggi regionali che ridistribuiscano competenze, e risorse, agli Enti provinciali.

di Raffaele Di Marcello

A seguito della legge n. 56 del 2014 le Regioni sono state chiamate ad intervenire con la redistribuzione delle funzioni delle Province a favore dei Comuni o della stessa amministrazione regionale e, in pochi mesi, è stato smantellato un sistema amministrativo, nato con l'Unità d'Italia, che aveva garantito la gestione di area vasta di viabilità, edilizia scolastica, ambiente, urbanistica e pianificazione territoriale, servizi sociali, turismo, ecc.

Il film di Checco Zalone, "Quo Vado?", aveva ironizzato su una situazione che, nell'immediato, si era rivelata drammatica per centinaia di dipendenti, molti dei quali erano stati costretti ad abbandonare le Province per collocarsi in altri Enti o Organi dello Stato: Comuni, Regioni, Prefetture, Tribunali, ecc., privando enti con competenze specialistiche di altissimo livello di figure professionali fondamentali.

Lo spoglio di competenze, e di personale, ha fatto si che molti compiti tornassero alle Regioni, anch'esse impreparate a gestire materie che, da decenni, erano appannaggio delle Province, o addirittura ai Comuni, già gravati di molteplici compiti, con personale ridotto all'osso.

Ora l'U.P.I., l'Unione Province Italiane, chiede alle Regioni di modificare le loro leggi, attuative della legge nazionale 56/2014, considerato che il superamento definitivo della dimensione provinciale non è mai avvenuto, in quanto ci si è, tardivamente, resi conto che tale organismo era ed è fondamentale per un supporto agli enti comunali e per un rapporto diretto con i territori per le materie di competenza sovracomunale, grazie al voto popolare nel referendum costituzionale dell’ottobre 2016.

Con il venire meno della prospettiva riformatrice, o meglio abolitrice delle Province, a distanza oramai di 10 anni, l'U.P.I. ritiene che si imponga innanzitutto l’esigenza di valutare attentamente le conseguenze delle scelte legislative regionali, anche sulla base di una verifica della soddisfazione dei cittadini e delle imprese rispetto a come l’amministrazione regionale e locale è organizzata nei territori proprio in ragione della redistribuzione funzionale a suo tempo operata.

Dalla considerazione della mancata riforma costituzionale di cui la Legge n. 56/2014 costituiva il presupposto, nonché dei processi valutativi che si impongono sull’assetto organizzativo e funzionale che ne è comunque derivato, per l'Unione Province Italiane esiste l’esigenza di tornare a riconsiderare le scelte a suo tempo operate dalle Regioni, nella consapevolezza di una permanente realtà provinciale rispetto alla quale resta, in primo luogo, da realizzare la piena attuazione costituzionale, a partire dai principi di cui all’art. 118 Cost. per la definizione dell’assetto delle funzioni amministrative.

In realtà, precisa l'U.P.I., un più generale traguardo andrebbe perseguito, sul piano della coerente attuazione della riforma costituzionale del 2001, per l’intero sistema della amministrazione locale, con interventi del legislatore statale e di quelli regionali.

In ogni caso, in attesa che il legislatore statale prenda in carico il compito, non più rinviabile, di una riforma generale del sistema degli enti locali, rivedendo anche gli assetti territoriali comunali e le competenze dei singoli Enti, l'U.P.I. propone alle Regioni un disegno di legge che si inserisce,  seppur limitatamente alla ridefinizione delle funzioni provinciali, nell’auspicato processo attuativo che dovrebbe vedere coinvolti Stato e Regioni nella configurazione della nuova amministrazione locale, così come prefigurata dalle norme costituzionali.

Un disegno di legge che, se approvato, potrebbe ridare competenze di area vasta alle Province restituendo il ruolo di indirizzo e legislativo alle Regioni e sgravando i Comuni di compiti difficilmente eseguibili con efficacia ed efficienza, data la cronica carenza di personale di questi ultimi, come rilevato dalla fondazione IFEL in uno studio del 2025.

La proposta di legge regionale è scaricabile QUI.


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