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Decreto legislativo 20 marzo 2010, n. 53

Pubblicato il 14/04/2010
Pubblicato in: Pubblica Amministrazione


 
  Attuazione della direttiva 2007/66/CE che modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE per quanto riguarda il miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione degli appalti pubblici. (10G0074) (GU n. 84 del 12-4-2010 )
 

            testo in vigore dal: 27-4-2010

 

Il testo coordinato è disponibile sul sito www.bosettiegatti.it


                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

  Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;

  Visto il decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  e  successive

modificazioni, concernente codice dei contratti pubblici relativi,  a

lavori, servizi e forniture, in attuazione delle direttive 2004/17/CE

e 2004/18/CE;

  Vista  la  direttiva  2007/66/CE  del  Parlamento  europeo  e   del

Consiglio,  dell'11  dicembre  2007,  che   modifica   le   direttive

89/665/CEE  e  92/13/CEE  per  quanto   riguarda   il   miglioramento

dell'efficacia delle procedure di ricorso in materia d'aggiudicazione

degli appalti pubblici;

  Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88,  recante:  «Disposizioni  per

l'adempimento di  obblighi  derivanti  dall'appartenenza  dell'Italia

alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2008», ed  in  particolare

gli articoli 1, 2 e 44;

  Vista la preliminare  deliberazione  del  Consiglio  dei  Ministri,

adottata nella riunione del 27 novembre 2009;

  Udito il parere del Consiglio  di  Stato,  espresso  dalla  sezione

consultiva per gli atti normativi nell'adunanza del 25 gennaio 2010;

  Acquisiti i pareri delle competenti commissioni  della  Camera  dei

deputati e del Senato della Repubblica;

  Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,  adottata  nella

riunione del 19 marzo 2010;

  Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro

delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  i  Ministri

degli affari esteri, della giustizia e dell'economia e delle finanze;

 

                              E m a n a

                  il seguente decreto legislativo:

 

                               Art. 1

 

Termine dilatorio per la stipulazione  del  contratto  (articolo  44,

  comma 3, lettere b) ed e),  legge  n.  88/2009;  articoli  2-bis  e

  2-ter, lettera b), direttiva 89/665/CEE e articoli 2-bis  e  2-ter,

  lettera b), direttiva 92/13/CEE, come  modificati  dalla  direttiva

  2007/66/CE)

   

  1. All'articolo 11 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n.  163,

di seguito denominato: «decreto legislativo n. 163  del  2006»,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a)  dopo  la  rubrica  dell'articolo,   nelle   indicazioni   tra

parentesi, dopo le parole:  «articolo  109,  decreto  del  Presidente

della Repubblica n. 554/1999», sono aggiunte le seguenti: «; articolo

44, comma 3, lettere b) ed e), legge n.  88/2009;  articoli  2-bis  e

2-ter, lettera b), direttiva 89/665/CEE e  articoli  2-bis  e  2-ter,

lettera b), direttiva  92/13/CEE,  come  modificati  dalla  direttiva

2007/66/CE»; 

    b) alla fine  del  comma  9  e'  aggiunto  il  seguente  periodo:

«L'esecuzione di urgenza di cui al presente comma non  e'  consentita

durante il termine dilatorio di cui al comma 10 e durante il  periodo

di sospensione obbligatoria  del  termine  per  la  stipulazione  del

contratto previsto dal comma 10-ter, salvo che nelle procedure in cui

la normativa vigente non prevede la pubblicazione del bando di  gara,

ovvero  nei  casi  in  cui  la  mancata  esecuzione  immediata  della

prestazione  dedotta  nella  gara  determinerebbe  un   grave   danno

all'interesse pubblico che e' destinata a soddisfare, ivi compresa la

perdita di finanziamenti comunitari.»;

    c) il comma 10 e' sostituito dai seguenti:

  «10. Il contratto non  puo'  comunque  essere  stipulato  prima  di

trentacinque giorni dall'invio dell'ultima  delle  comunicazioni  del

provvedimento di aggiudicazione definitiva ai sensi dell'articolo 79.

  10-bis. Il termine dilatorio di cui al comma 10 non si applica  nei

seguenti casi:

    a) se, a seguito di pubblicazione di bando o avviso  con  cui  si

indice una gara o inoltro degli  inviti  nel  rispetto  del  presente

codice, e' stata presentata o e' stata ammessa una sola offerta e non

sono state tempestivamente proposte impugnazioni del  bando  o  della

lettera di invito o queste impugnazioni risultano gia'  respinte  con

decisione definitiva;

    b) nel caso di un appalto basato su  un  accordo  quadro  di  cui

all'articolo 59 e in caso di appalti specifici basati su  un  sistema

dinamico di acquisizione di cui all'articolo 60.

  10-ter. Se e' proposto ricorso avverso l'aggiudicazione  definitiva

con contestuale domanda  cautelare,  il  contratto  non  puo'  essere

stipulato, dal momento  della  notificazione  dell'istanza  cautelare

alla  stazione  appaltante  e  per  i  successivi  venti  giorni,   a

condizione che entro tale termine intervenga almeno il  provvedimento

cautelare di primo grado o la  pubblicazione  del  dispositivo  della

sentenza di primo grado in caso di decisione del  merito  all'udienza

cautelare ovvero  fino  alla  pronuncia  di  detti  provvedimenti  se

successiva. L'effetto sospensivo sulla stipula  del  contratto  cessa

quando, in sede di esame  della  domanda  cautelare,  il  giudice  si

dichiara incompetente ai sensi  dell'articolo  245,  comma  2-quater,

primo periodo, o fissa con  ordinanza  la  data  di  discussione  del

merito senza concedere misure  cautelari  o  rinvia  al  giudizio  di

merito l'esame della domanda cautelare, con il consenso delle  parti,

da intendersi quale  implicita  rinuncia  all'immediato  esame  della

domanda cautelare.».  

       

         

                      Avvertenza:

              Il testo delle note qui  pubblicato  e'  stato  redatto

          dall'amministrazione  competente  per  materia   ai   sensi

          dell'art.  10,  commi  2  e  3  del   testo   unico   delle

          disposizioni    sulla    promulgazione     delle     leggi,

          sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica

          e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica  italiana,

          approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985,  n.  1092,  al  solo

          fine di facilitare la lettura delle disposizioni  di  legge

          modificate o alle  quali  e'  operato  il  rinvio.  Restano

          invariati il valore e l'efficacia  degli  atti  legislativi

          qui trascritti.

              Per le direttive CEE vengono  forniti  gli  estremi  di

          pubblicazione  nella  Gazzetta  Ufficiale  delle  Comunita'

          europee (GUCE).

          Note alle premesse:

              -  L'art.  76   della   Costituzione   stabilisce   che

          l'esercizio della  funzione  legislativa  non  puo'  essere

          delegato al Governo se non con determinazione di principi e

          criteri direttivi e  soltanto  per  tempo  limitato  e  per

          oggetti definiti.

              - L'art. 87 della Costituzione conferisce, tra l'altro,

          al Presidente della Repubblica il potere di  promulgare  le

          leggi e di emanare i decreti aventi valore di  legge  ed  i

          regolamenti.

              Il decreto  legislativo  12 aprile  2006,  n.  163  e'

          pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 2006,  n.  100

          S.O.

              - La direttiva 2007/66/CE e' pubblicata nella  G.U.U.E.

          20 dicembre 2007, n. L 335.

              - Gli articoli 1, 2 e 44 della legge 7 luglio 2009,  n.

          88, pubblicata nella  Gazzetta  Ufficiale  n.  161  del  14

          luglio 2009 S.O. n. 110/L, cosi' recitano:

              «Art.  1  (Delega  al  Governo  per   l'attuazione   di

          direttive comunitarie). - 1.  Il  Governo  e'  delegato  ad

          adottare, entro la  scadenza  del  termine  di  recepimento

          fissato dalle  singole  direttive,  i  decreti  legislativi

          recanti  le  norme  occorrenti  per  dare  attuazione  alle

          direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati  A  e

          B. Per le direttive elencate negli allegati A e  B  il  cui

          termine di recepimento sia gia' scaduto  ovvero  scada  nei

          tre mesi successivi alla data di entrata  in  vigore  della

          presente legge,  il  Governo  e'  delegato  ad  adottare  i

          decreti legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data

          di entrata in vigore della presente legge. Per le direttive

          elencate negli allegati A e B che non prevedono un  termine

          di recepimento,  il  Governo  e'  delegato  ad  adottare  i

          decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata

          in vigore della presente legge.

              2. I decreti legislativi sono  adottati,  nel  rispetto

          dell'art. 14  della  legge  23  agosto  1988,  n.  400,  su

          proposta del Presidente del Consiglio dei  Ministri  o  del

          Ministro per  le  politiche  europee  e  del  Ministro  con

          competenza istituzionale  prevalente  per  la  materia,  di

          concerto  con  i  Ministri  degli  affari   esteri,   della

          giustizia, dell'economia e delle finanze e  con  gli  altri

          Ministri  interessati  in   relazione   all'oggetto   della

          direttiva.

              3.  Gli  schemi   dei   decreti   legislativi   recanti

          attuazione delle  direttive  comprese  nell'elenco  di  cui

          all'allegato B, nonche', qualora sia previsto il ricorso  a

          sanzioni  penali,  quelli  relativi  all'attuazione   delle

          direttive comprese nell'elenco di cui all'allegato A,  sono

          trasmessi, dopo l'acquisizione degli altri pareri  previsti

          dalla legge, alla Camera dei deputati e  al  Senato  della

          Repubblica perche' su di essi sia espresso  il  parere  dei

          competenti organi  parlamentari.  Decorsi  quaranta  giorni

          dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in

          mancanza del parere. Qualora il termine  per  l'espressione

          del parere parlamentare di cui al presente comma  ovvero  i

          diversi termini previsti dai commi 4 e 8 scadano nei trenta

          giorni che precedono la scadenza dei  termini  previsti  ai

          commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati

          di novanta giorni.

              4.  Gli  schemi   dei   decreti   legislativi   recanti

          attuazione  delle  direttive  che  comportino   conseguenze

          finanziarie sono corredati della relazione tecnica  di  cui

          all'art. 11-ter, comma 2, della legge  5  agosto  1978,  n.

          468, e successive modificazioni. Su di  essi  e'  richiesto

          anche il parere delle Commissioni  parlamentari  competenti

          per i profili  finanziari.  Il  Governo,  ove  non  intenda

          conformarsi  alle  condizioni  formulate  con   riferimento

          all'esigenza di garantire il rispetto dell'art. 81,  quarto

          comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,

          corredati    dei     necessari     elementi     integrativi

          d'informazione, per i pareri definitivi  delle  Commissioni

          parlamentari  competenti  per  i  profili  finanziari,  che

          devono essere espressi entro venti giorni.

              5. Entro ventiquattro mesi dalla  data  di  entrata  in

          vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al  comma

          1, nel rispetto dei principi e  criteri  direttivi  fissati

          dalla presente legge, il  Governo  puo'  adottare,  con  la

          procedura  indicata  nei  commi  2,  3  e  4,  disposizioni

          integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai

          sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto  previsto  dal

          comma 6.

              6. I decreti legislativi, relativi  alle  direttive  di

          cui agli allegati A e B, adottati, ai sensi dell'art.  117,

          quinto  comma,  della  Costituzione,   nelle   materie   di

          competenza  legislativa  delle  regioni  e  delle  province

          autonome,  si  applicano  alle  condizioni  e  secondo   le

          procedure di cui  all'art.  11,  comma  8,  della  legge  4

          febbraio 2005, n. 11.

              7. Il Ministro per le politiche europee,  nel  caso  in

          cui una o piu' deleghe di cui  al  comma  1  non  risultino

          esercitate alla scadenza del  termine  previsto,  trasmette

          alla Camera dei deputati e al Senato della  Repubblica  una

          relazione   che   da'   conto   dei   motivi   addotti    a

          giustificazione del ritardo  dai  Ministri  con  competenza

          istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le

          politiche europee ogni sei mesi informa altresi' la  Camera

          dei deputati e il Senato della Repubblica  sullo  stato  di

          attuazione delle direttive da parte delle regioni  e  delle

          province autonome nelle materie di loro competenza, secondo

          modalita' di individuazione delle stesse  da  definire  con

          accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra

          lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e  di

          Bolzano.

              8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri

          parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni  penali

          contenute  negli  schemi  di  decreti  legislativi  recanti

          attuazione delle direttive comprese negli  elenchi  di  cui

          agli allegati A e B, ritrasmette con le sue osservazioni  e

          con  eventuali  modificazioni  i  testi  alla  Camera   dei

          deputati e al Senato della Repubblica. Decorsi venti giorni

          dalla data di ritrasmissione, i decreti sono emanati  anche

          in mancanza di nuovo parere.». 

              «Art. 2 (Principi e criteri  direttivi  generali  della

          delega legislativa). - 1. Salvi gli  specifici  principi  e

          criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni  di  cui  ai

          capi II e IV, ed  in  aggiunta  a  quelli  contenuti  nelle

          direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all'art.

          1 sono informati ai seguenti principi e  criteri  direttivi

          generali:

                a)  le   amministrazioni   direttamente   interessate

          provvedono all'attuazione dei decreti  legislativi  con  le

          ordinarie strutture amministrative,  secondo  il  principio

          della massima  semplificazione  dei  procedimenti  e  delle

          modalita' di organizzazione e di esercizio delle funzioni e

          dei servizi;

                b) ai  fini  di  un  migliore  coordinamento  con  le

          discipline vigenti per i singoli settori interessati  dalla

          normativa  da attuare,  sono  introdotte   le   occorrenti

          modificazioni  alle  discipline  stesse,  fatti   salvi   i

          procedimenti  oggetto  di  semplificazione   amministrativa

          ovvero le materie oggetto di delegificazione;

                c) al di fuori dei casi previsti dalle  norme  penali

          vigenti, ove necessario per assicurare  l'osservanza  delle

          disposizioni  contenute  nei  decreti   legislativi,   sono

          previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni

          alle disposizioni dei decreti stessi. Le  sanzioni  penali,

          nei limiti, rispettivamente, dell'ammenda  fino  a  150.000

          euro e dell'arresto fino a tre anni, sono previste, in  via

          alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni

          ledano o espongano a pericolo interessi  costituzionalmente

          protetti. In tali casi sono previste: la pena  dell'ammenda

          alternativa all'arresto per le infrazioni che  espongono  a

          pericolo  o  danneggiano  l'interesse  protetto;  la   pena

          dell'arresto  congiunta  a  quella  dell'ammenda   per   le

          infrazioni che recano un  danno  di  particolare  gravita'.

          Nelle   predette   ipotesi,   in   luogo   dell'arresto   e

          dell'ammenda, possono essere  previste  anche  le  sanzioni

          alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del  decreto

          legislativo  28  agosto  2000,  n.  274,  e   la   relativa

          competenza del giudice di pace. La sanzione  amministrativa

          del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro  e  non

          superiore a 150.000 euro e' prevista per le infrazioni  che

          ledano o espongano a pericolo interessi diversi  da  quelli

         indicati nei periodi  precedenti.  Nell'ambito  dei  limiti

          minimi e  massimi  previsti,  le  sanzioni  indicate  nella

          presente  lettera  sono  determinate  nella  loro  entita',

          tenendo   conto   della   diversa   potenzialita'    lesiva

          dell'interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in

          astratto, di specifiche qualita' personali  del  colpevole,

          comprese  quelle  che  impongono  particolari   doveri   di

          prevenzione, controllo o vigilanza, nonche'  del  vantaggio

          patrimoniale che  l'infrazione  puo'  recare  al  colpevole

          ovvero alla persona  o  all'ente  nel  cui  interesse  egli

          agisce. Entro i limiti  di  pena  indicati  nella  presente

          lettera  sono  previste   sanzioni   identiche   a   quelle

          eventualmente  gia'  comminate  dalle  leggi  vigenti   per

          violazioni omogenee e di pari  offensivita'  rispetto  alle

          infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle

          materie  di  cui  all'art.   117,   quarto   comma,   della

          Costituzione, le sanzioni amministrative  sono  determinate

          dalle regioni. Le somme derivanti dalle sanzioni  di  nuova

          istituzione, stabilite  con  i  provvedimenti  adottati  in

          attuazione della presente legge, sono  versate  all'entrata

          del bilancio dello Stato per essere  riassegnate,  entro  i

          limiti previsti dalla legislazione vigente, con decreti del

          Ministro    dell'economia    e    delle    finanze,    alle

          amministrazioni competenti all'irrogazione delle stesse;

                d) eventuali spese non contemplate da leggi vigenti e

          che   non   riguardano    l'attivita'    ordinaria    delle

          amministrazioni statali o regionali possono essere previste

          nei decreti legislativi recanti  le  norme  necessarie  per

          dare attuazione alle direttive, nei soli limiti  occorrenti

          per  l'adempimento degli  obblighi  di  attuazione   delle

          direttive stesse; alla  relativa  copertura,  nonche'  alla

          copertura  delle  minori  entrate  eventualmente  derivanti

          dall'attuazione  delle  direttive,  in   quanto   non   sia

          possibile farvi fronte con  i  fondi  gia'  assegnati  alle

          competenti amministrazioni, si provvede a carico del  fondo

          di rotazione di cui all'art. 5 della legge 16 aprile  1987,

          n. 183;

                e)  all'attuazione  di   direttive   che   modificano

          precedenti direttive gia' attuate con legge o  con  decreto

          legislativo si procede, se la  modificazione  non  comporta

          ampliamento   della   materia   regolata,   apportando   le

          corrispondenti  modificazioni  alla  legge  o  al   decreto

          legislativo di attuazione della direttiva modificata;

                f) nella predisposizione dei decreti  legislativi  si

          tiene conto delle eventuali modificazioni  delle direttive

          comunitarie   comunque   intervenute   fino   al    momento

          dell'esercizio della delega;

                g)   quando   si   verifichino   sovrapposizioni   di

          competenze tra amministrazioni  diverse  o  comunque  siano

          coinvolte le competenze di piu' amministrazioni statali,  i

          decreti  legislativi  individuano,   attraverso   le   piu'

          opportune forme di coordinamento, rispettando i principi di

          sussidiarieta',  differenziazione,  adeguatezza   e   leale

          collaborazione e le competenze delle regioni e degli  altri

          enti   territoriali,   le   procedure   per   salvaguardare

          l'unitarieta' dei processi decisionali, la trasparenza,  la

          celerita',   l'efficacia   e   l'economicita'   nell'azione

          amministrativa e  la  chiara  individuazione  dei  soggetti

          responsabili;

                h) quando non siano d'ostacolo i diversi  termini  di

          recepimento, sono attuate con un unico decreto  legislativo

          le  direttive  che  riguardano  le  stesse  materie  o  che

          comunque   comportano   modifiche   degli    stessi    atti

          normativi.». 

              «Art. 44 (Delega  al  Governo  per  l'attuazione  della

          direttiva  2007/66/CE  del   Parlamento   europeo   e   del

          Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica le direttive

          89/665/CEE e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il

          miglioramento dell'efficacia delle procedure di ricorso  in

          materia di aggiudicazione degli appalti pubblici). - 1.  Il

          Governo e' delegato ad adottare, entro il termine e con  le

          modalita' di cui all'art. 1, uno o piu' decreti legislativi

          volti a recepire la  direttiva  2007/66/CE  del  Parlamento

          europeo  e  del  Consiglio,  dell'11  dicembre  2007,   che

          modifica le direttive 89/665/CEE e 92/13/CEE del  Consiglio

          per quanto riguarda il miglioramento  dell'efficacia  delle

          procedure di ricorso in  materia  di  aggiudicazione  degli

          appalti pubblici. Sugli schemi dei decreti  legislativi  e'

          acquisito  il  parere  del  Consiglio  di  Stato.   Decorsi

          quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, i decreti

          sono emanati anche in mancanza del parere.

              2. Entro due anni dalla data di entrata in  vigore  dei

          decreti legislativi previsti dal comma  1,  possono  essere

          emanate disposizioni correttive e integrative nel  rispetto

          delle medesime procedure di cui al citato comma 1.

              3. Ai fini della delega di cui  al  presente  articolo,

          per stazione appaltante si intendono i soggetti di cui agli

          articoli  32  e  207  del  codice  dei  contratti  pubblici

          relativi a lavori, servizi e forniture, di cui  al  decreto

          legislativo  12  aprile  2006,   n.   163,   e   successive

          modificazioni, e ogni altro  soggetto  tenuto,  secondo  il

          diritto comunitario o nazionale, al rispetto di procedure o

          principi di evidenza pubblica nell'affidamento di contratti

          relativi  a  lavori,  servizi  o   forniture.   I   decreti

          legislativi di cui al comma 1 sono  adottati  nel  rispetto

          dei principi e criteri direttivi generali di  cui  all'art.

          2,  nonche'  dei  seguenti  principi  e  criteri  direttivi

          specifici:

                a) circoscrivere  il  recepimento  alle disposizioni

          elencate  nel  presente  articolo  e  comunque   a   quanto

          necessario per rendere il quadro normativo vigente in  tema

          di   tutela   giurisdizionale   conforme   alle   direttive

          89/665/CEE e 92/13/CEE,  come  modificate  dalla  direttiva

          2007/66/CE,  previa  verifica  della  coerenza   con   tali

          direttive degli istituti processuali gia'  vigenti  e  gia'

          adeguati, anche alla luce della giurisprudenza  comunitaria

          e nazionale, e inserendo coerentemente i nuovi istituti nel

          vigente sistema processuale, nel rispetto  del  diritto  di

          difesa  e  dei  principi  di  effettivita'   della   tutela

          giurisdizionale e di ragionevole durata del processo;

                b) assicurare  un  quadro  processuale  omogeneo  per

          tutti i contratti contemplati dal citato codice di  cui  al

          decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  ancorche'  non

          rientranti  nell'ambito  di  applicazione  delle  direttive

          2004/17/CE e 2004/18/CE, e operare un recepimento  unitario

          delle direttive 89/665/CEE  e  92/13/CEE,  come  modificate

          dalla direttiva 2007/66/CE;

                c) assicurare il coordinamento con il vigente sistema

          processuale, prevedendo le abrogazioni necessarie;

                d) recepire  integralmente  l'art.  1,  paragrafo  4,

          della direttiva 89/665/CEE e l'art. 1, paragrafo  4,  della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE,   prevedendo,   inoltre,   che   la    stazione

          appaltante,   tempestivamente   informata    dell'imminente

          proposizione  di  un  ricorso  giurisdizionale,   con   una

          indicazione  sommaria  dei  relativi  motivi,  si  pronunci

          valutando se intervenire o meno in autotutela;

                e) recepire gli articoli 2-bis e 2-ter,  lettera  b),

          della direttiva 89/665/CEE e gli articoli  2-bis  e  2-ter,

          lettera b),  della  direttiva  92/13/CEE,  come  modificati

          dalla direttiva 2007/66/CE, fissando un  termine  dilatorio

          per la stipula del contratto e prevedendo termini  e  mezzi

          certi per la comunicazione  a  tutti  gli  interessati  del

          provvedimento di aggiudicazione e degli altri provvedimenti

          adottati in corso di procedura;

                   f)  recepire  l'art.  2,  paragrafo  6,  e  l'art.

          2-quater della  direttiva  89/665/CEE,  nonche'  l'art.  2,

          paragrafo 1, ultimo  capoverso,  e  l'art.  2-quater  della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE, prevedendo:

                  1)  che  i   provvedimenti   delle   procedure   di

          affidamento sono impugnati entro un termine non superiore a

          trenta giorni dalla ricezione e i bandi  entro  un  termine

          non superiore a trenta giorni dalla pubblicazione;

                  2) che i bandi, ove  immediatamente  lesivi,  e  le

          esclusioni  sono  impugnati  autonomamente  e  non  possono

          essere contestati  con  l'impugnazione  dell'aggiudicazione

          definitiva, mentre tutti gli altri atti delle procedure  di

          affidamento sono impugnati con l'aggiudicazione definitiva,

          fatta comunque salva l'eventuale riunione dei procedimenti;

                  3) che  il  rito  processuale  davanti  al  giudice

          amministrativo  si  svolge  con  la  massima celerita'   e

          immediatezza  nel  rispetto  del  contraddittorio  e  della

          prova, con razionalizzazione e  abbreviazione  dei  vigenti

          termini di deposito del ricorso, costituzione  delle  altre

          parti, motivi aggiunti, ricorsi incidentali;

                  4) che  tutti  i  ricorsi  e  scritti  di  parte  e

          provvedimenti del giudice hanno forma sintetica;

                  5) che  tutti  i  ricorsi  relativi  alla  medesima

          procedura di  affidamento  sono  concentrati  nel  medesimo

          giudizio ovvero riuniti, se cio' non ostacoli  le  esigenze

          di celere definizione;

                g)  recepire  l'art.  2,  paragrafi  3  e  4,   della

          direttiva 89/665/CEE e l'art. 2, paragrafi 3 e 3-bis, della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE, prevedendo la  sospensione  della  stipulazione

          del  contratto  in  caso   di   proposizione   di   ricorso

          giurisdizionale avverso un provvedimento di  aggiudicazione

          definitiva, accompagnato da contestuale domanda cautelare e

          rivolto al giudice competente, con i seguenti criteri:

                  1) la competenza, sia territoriale che per materia,

          e' inderogabile e rilevabile d'ufficio prima di ogni  altra

          questione;

                  2) la preclusione alla stipulazione  del  contratto

          opera fino alla pubblicazione del  provvedimento  cautelare

          definitivo, ovvero fino alla pubblicazione del  dispositivo

          della sentenza  di  primo  grado,  in  udienza  o  entro  i

          successivi sette giorni, se la causa puo' essere decisa nel

          merito nella camera di consiglio fissata per l'esame  della

          domanda cautelare;

                  3) il termine per l'impugnazione del  provvedimento

          cautelare e' di quindici giorni dalla sua  comunicazione  o

          dall'eventuale notifica, se anteriore;

                h) recepire gli articoli 2, paragrafo 7, 2-quinquies,

          2-sexies e 3-bis della direttiva 89/665/CEE e gli  articoli

          2,  paragrafo  6,  2-quinquies,  2-sexies  e  3-bis   della

          direttiva  92/13/CEE,  come  modificati   dalla   direttiva

          2007/66/CE, nell'ambito di una giurisdizione esclusiva e di

          merito, con i seguenti criteri:

                  1) prevedere la privazione di effetti del contratto

          nei casi di cui all'art. 2-quinquies, paragrafo 1,  lettere

          a) e b), della direttiva 89/665/CEE e all'art. 2-quinquies,

          paragrafo 1, lettere a) e b),  della  direttiva  92/13/CEE,

          con le deroghe e i temperamenti ivi previsti, lasciando  al

          giudice che annulla l'aggiudicazione la scelta, in funzione

          del  bilanciamento  degli  interessi  coinvolti  nei   casi

          concreti, tra privazione di effetti retroattiva o  limitata

          alle prestazioni da eseguire;

                  2) nel caso di cui all'art. 2-sexies, paragrafo  1,

          della direttiva 89/665/CEE e all'art.  2-sexies,  paragrafo

          1, della  direttiva  92/13/CEE,  lasciare  al  giudice  che

          annulla  l'aggiudicazione  la  scelta,  in   funzione   del

          bilanciamento degli interessi coinvolti nei casi  concreti,

          tra  privazione  di  effetti  del  contratto   e   relativa

          decorrenza, e sanzioni alternative;

                  3) fuori dei  casi  di  cui  ai  numeri  1)  e  2),

          lasciare al giudice che

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