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Approvazione del PIAO: per gli enti locali la scadenza slitta al 31 luglio 2022

Pubblicato il 16/01/2022
Pubblicato in: Pubblica Amministrazione
Approvazione del PIAO: per gli enti locali la scadenza slitta al 31 luglio 2022

Il Piano Integrato di Attività e di Organizzazione (PIAO), introdotto dal D.L. n. 80 del 9 giugno 2021, convertito in Legge n. 113 del 6 agosto 2021, costituisce una guida per la programmazione, nell’ottica di semplificazione degli adempimenti a carico degli Enti, con una logica integrata rispetto alle scelte fondamentali di sviluppo delle amministrazioni. Il PIAO ha come obiettivo la qualità e la trasparenza dell’attività amministrativa attraverso il miglioramento della qualità dei servizi ai cittadini e alle imprese, con la costante e progressiva semplificazione e reingegnerizzazione dei processi anche in materia di diritto di accesso, nel rispetto del D.Lgs 150/2009 e della Legge 190/2012. In pratica dovrebbe essere un documento di programmazione unico che accorpi, tra gli altri, i piani della performance, del lavoro agile, e dell’anticorruzione, escludendo soltanto i documenti di carattere finanziario, con una grande semplificazione e visione integrata dei progressi delle amministrazioni.

La norma prevedeva che, entro il 31 gennaio 2022, ogni amministrazione con più di 50 dipendenti (scuole escluse), dovesse presentare il proprio PIAO ma il  decreto legge "Milleproroghe", varato il 23 dicembre scorso dal Consiglio dei Ministri, ha rinviato al prossimo 30 aprile il debutto del nuovo documento, allungando la scadenza, per gli enti locali, al 31 luglio 2022. Ma come è strutturato il PIAO?

Il PIAO è suddiviso in quattro sezioni:

  1. Scheda anagrafica dell’amministrazione, da compilarsi con tutti i dati identificativi dell’amministrazione.
  2. Valore pubblico, performance e anticorruzione, dove sono definiti i risultati attesi, in termini di obiettivi generali e specifici. Andrà indicato l’elenco delle procedure da semplificare e reingegnerizzare, secondo le misure previste dall’Agenda Semplificazione e, per gli enti interessati dall’Agenda Digitale, secondo gli obiettivi di digitalizzazione ivi previsti. Inoltre, nella sottosezione programmazione-performance, andranno seguite le Linee Guida emanate dal Dipartimento della Funzione Pubblica;

  3. Organizzazione e capitale umano, dove verrà presentato il modello organizzativo adottato dall’Amministrazione o dall’Ente;

  4. Monitoraggio, dove saranno indicati gli strumenti e le modalità di monitoraggio, insieme alle rilevazioni di soddisfazioni degli utenti e dei responsabili.


Nel PIAO dovranno essere inclusi:

  • L’elenco delle procedure da semplificare e reingegnerizzare ogni anno, anche mediante il ricorso alla tecnologia e sulla base della consultazione degli utenti. Ma anche la pianificazione delle attività inclusa la graduale misurazione dei tempi effettivi di completamento delle procedure effettuata attraverso strumenti automatizzati;

  • Le modalità e le azioni finalizzate a realizzare la piena accessibilità alle amministrazioni, fisica e digitale, da parte dei cittadini ultrasessantacinquenni e dei cittadini con disabilità;
  • Le modalità e le azioni finalizzate al pieno rispetto della parità di genere, anche con riguardo alla composizione delle commissioni esaminatrici dei concorsi.

Il PIAO dovrà essere adottato entro il 31 gennaio di ogni anno (salvo proroghe) e dovrà essere pubblicato sul sito dell’ente e inviato al Dipartimento della funzione pubblica.

Le sanzioni

Se il piano è omesso o assente saranno applicate le sanzioni di cui all’art. 10, comma 5, del D.Lgs 150/2009, che prevedono:

  • divieto di erogazione della retribuzione di risultato ai dirigenti che risulteranno avere concorso alla mancata adozione del PIAO;
  • divieto di assumere e affidare incarichi di consulenza o di collaborazione comunque denominati.

Si aggiunge anche la sanzione amministrativa da 1.000 a 10.000 euro prevista dall’articolo 19, comma 5, lettera b), del D.L. 90/2014, riferita alla mancata approvazione della programmazione anticorruzione.

 

Articolo dell' Arch. Raffaele Di Marcello - membro del Comitato di Redazione UNITEL e Componente del Centro Studi Nazionale FIAB - Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.


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