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PNRR/PNC: Un ulteriore grido d’allarme da parte dei Comuni più piccoli. IV aggiornamento.

Pubblicato il 02/12/2023
PNRR/PNC: Un ulteriore grido d’allarme da parte dei Comuni più piccoli. IV aggiornamento.

Gli anticipi per l’attuazione dei progetti di cui al Pnrr/Pnc tardano ad arrivare e i piccoli Comuni, quelli cioè al di sotto dei 5000 abitanti, sono già in affanno!

L’aumento dei costi dei materiali mette in difficoltà le imprese che vedono così ridursi ulteriormente il proprio legittimo margine di profitto; le stesse, senza un’anticipazione da parte dei Comuni non procedono all’ordine e al conseguente acquisto dei materiali, ritardando così l’inizio dei lavori e quindi l’attuazione dei progetti di cui sopra, mettendo in serio pericolo il rispetto di “milestone e target” concordati dal nostro Paese a livello europeo.

Il Sistema informatizzato ReGis, in costante e continuo aggiornamento, facente capo al Mef sembra cominciare a dare i propri frutti, unitamente alla tanto auspicata e decantata interoperabilità delle Banche Dati.

 Le anticipazioni in favore dei Comuni vanno dal 10%, nella normalità dei casi, fino al 20-30% in casi eccezionali.

Ma cosa si intende per casi eccezionali?

E poi, anche una volta ottenuto il massimo, cioè il 30%, questo sarà sufficiente per poter iniziare con relativa tranquillità i lavori e poi rendicontarli per Sal (stato avanzamento lavori).

Tutte domande queste più che legittime, stante l’incertezza sul futuro, visto anche il de finanziamento da parte dello stesso governo delle spese con i relativi fondi stanziati originariamente e destinati al dissesto idrogeologico.

Evidentemente, le avverse condizioni metereologiche vissute durante l’estate con i relativi effetti dannosi, non ci hanno ancora insegnato niente …..

E adesso andiamo incontro all’ inverno…

Speriamo non si ripetano….

Ma notoriamente durante tale periodo, con molta probabilità si accentueranno gli effetti atmosferici avversi... Anche se la stagione estiva tende a protrarsi sempre di più in avanti nel corso dell’anno.

Sicuramente, se un Comune non ha i soldi in cassa non può anticipare e rendicontare le relative spese autonomamente, ma devono essere il Ministero di riferimento ed il Mef a metterlo in condizioni di poter operare, destinandogli i finanziamenti riconosciuti e approvati.

E’ necessaria una sana e leale collaborazione tra le Istituzioni Pubbliche, affinché i progetti vengano “messi a terra”, come ormai sempre più spesso si dice, non invece un atteggiamento paternalista di prevenuto sospetto.

Il funzionario pubblico ligio al dovere e rispettoso delle regole deve essere la regola, non l’eccezione.

I Comuni più grandi e quindi anche più ricchi, solo grazie a questo, quindi, più virtuosi, per una motivazione meramente economicistica, sono in grado di farlo e ricevono con regolarità i fondi.

Quelli più piccoli e in maggiori difficoltà economiche, necessitano invece di aiuto per l’attuazione dei vari progetti di cui al PNRR/PNC.

La ratio ispiratrice originaria e lo scopo per cui è nato il PNRR erano proprio quelli, a seguito della grave pandemia da Covid-19, di risollevare l’economia ed il PIL del nostro, come degli altri Paesi Europei, già di per sé stesso depresso, prima della Pandemia, che la stessa ha ulteriormente aggravato.

 Lo scopo era infatti quello di favorire le regioni ed i Comuni del Sud, con la riserva del 40% dei finanziamenti da attribuire a tali destinatari, a scapito di quelle del Nord.

Tutto ciò al fine di riequilibrare il divario territoriale esistente in Italia tra le Regioni del Nord, più ricche e industrializzate, rispetto a quelle del Sud; tra le zone costiere, turistiche, più popolose e le aree interne, montane, meno popolose e più isolate, favorendo così una maggiore coesione territoriale nel nostro Paese.

Se non si aiutano queste zone interne, montane, marginali e in quanto tali più isolate, se ne favorirà il progressivo, inesorabile e lento spopolamento, verrà tradita la ratio ispiratrice del PNRR/PNC e quindi lo scopo principale per cui l’Europa  ha destinato tali fondi al nostro Paese, anzi, paradossalmente, se non si farà questo, proprio “grazie” ai fondi del PNRR si accentueranno ancora di più e saranno ulteriormente aggravate  le differenze e i divari territoriali, purtroppo ancora esistenti tra i territori del Nord e quelli del Sud Italia.

                                                                                   

                                                                                            Marco Scipioni

                                                     Esperto legale-giuridico-amministrativo

                                       assunto a tempo determinato presso il Comune di Raiano (Aq)


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