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UNITEL e i Comitati Scientifici: un'intervista a Caterina Mariani, Formazione e Cultura

Pubblicato il 21/05/2021
Pubblicato in: Formazione e Cultura
UNITEL e i Comitati Scientifici: un'intervista a Caterina Mariani, Formazione e Cultura

UNITEL e i Comitati scientifici: la nuova rubrica in cui abbiamo l’occasione di incontrare i vari componenti dei nostri Comitati Scientifici e scoprire le attività, le competenze, i progetti dalla viva voce dei suoi membri.

In questo nuovo articolo, presentiamo Caterina Mariani: Coordinatrice del Comitato Formazione e Cultura. Ingegnere Ambientale, Mariani lavora da venti anni nei comuni del teramano. Attualmente è responsabile dell’Area Tecnica del Comune di Montorio al Vomano (TE).

 

Bentrovata e grazie per averci concesso quest’intervista. Ci dice qual è la mission del Comitato Formazione e Cultura e quali saranno gli sviluppi futuri?

L’obiettivo del Comitato è quello in primis di ascoltare le esigenze dei nostri colleghi, per calibrare le azioni da intraprendere sulle effettive necessità. Alcune esigenze le viviamo ogni giorno durante lo svolgimento della nostra professione e quindi le conosciamo già, ma, occupandoci ormai soprattutto negli enti più piccoli di una miriade di attività, non possiamo affidarci alla nostra singola esperienza. Questa fase di ascolto non è affatto banale, in quanto il nostro ruolo non è “terzo”, al contrario tutti gli iscritti devono essere parte attiva di un auspicato cambiamento, volto ad alleggerire e a coadiuvare il nostro lavoro quotidiano. 

Le tematiche che un tecnico oggi è chiamato ad affrontare sono delle più svariate, di conseguenza ritengo che non ci si possa limitare nella ricerca di un percorso formativo “vecchio stampo”, in cui il tecnico di un ente è visto come colui che si occupa esclusivamente di lavori pubblici o edilizia. Ogni giorno siamo chiamati ad affrontare processi sempre più complessi che si traducono nella necessità di acquisizione di competenze nuove in settori non prettamente tecnici, come la gestione del personale, delle questioni economico-finanziarie, l’affidamento di servizi informatici…solo per fare qualche esempio. 

L’idea è quella poi di semplificare l’accesso all’aggiornamento professionale, individuando enti formatori qualificati di riferimento per gli iscritti, gratuità o costi convenzionati, e modalità smart di fruizione dei corsi. Dall’altro canto cercheremo di rendere pubbliche agli iscritti best practices, documenti, quesiti, pareri, chat o incontri su temi specifici in modo da alimentare un continuo confronto tra di noi, perché non occorre sottovalutare che la migliore risorsa che abbiamo a disposizione è proprio la nostra esperienza diretta sul campo che se messa in rete con gli altri può rappresentare la nostra vera forza.

 

Ad oggi, com’è il panorama della formazione nella Pubblica Amministrazione? Quali crede siano i punti di forza e di debolezza dell’attuale offerta formativa? Ci sono margini di miglioramento? 

Il mio parere a proposito è che ci sia un’offerta formativa vastissima. Noi tecnici siamo subissati quotidianamente da proposte di corsi, aggiornamenti, webinar ecc. ecc. Ritengo tuttavia che le società che organizzano tali attività sono concentrate sui temi e novità del momento: ovviamente ciò è comprensibile dal momento che si tratta di aziende che devono commercializzare i loro prodotti, ovviamente per venderli, e quindi si affidano alla possibilità di intercettare clienti facendo leva sulla novità legislativa del momento e sull’adempimento urgente del mese per esempio.

Diciamo pertanto che l’offerta, seppur avanzata da tanti soggetti, è quanto mai ripetitiva e spesso, ad una visione attenta di noi operatori, non tempestiva e pertanto inutile (o perché arriva in ritardo rispetto all’effettiva necessità – per esempio una scadenza - o perché tratta temi che avranno sviluppi successivi che non si conoscono). Cosa fa un professionista di fronte a tale offerta, se ha bisogno effettivo di un approfondimento, va alla ricerca di un relatore affidabile – anche se purtroppo, per esperienza personale, anche questa tecnica in qualche caso non funziona, in quanto i c.d. super esperti stanno diventando sempre più inflazionati partecipando ad una miriade di corsi e abbassando spesso la qualità complessiva rispetto ai primi interventi. 

Ci rimane una salvezza ancora: i corsi proposti da enti pubblici qualificati, come l’IFEL ad esempio (Istituto per la Finanza e l'Economia Locale), che propongono in varie forme aggiornamenti e approfondimenti, calati realmente sulle esigenze dell’ente locale e che danno quasi sempre una garanzia di qualità. I margini di miglioramento ci sono e noi come UNITEL dobbiamo farci garanti di veicolare corsi che diano garanzia di qualità e aderenza alle esigenze degli iscritti. 

 

Con l’avvio imminente del Recovery Plan e della Programmazione Pluriennale, si è posta particolare attenzione alla figura degli Enti Locali e di come dovranno affrontare un’enorme mole di impegni amministrativi e tecnici. Di fronte a queste nuove sfide, quanto inciderà la questione della formazione? 

La formazione sarà dirimente e mi permetto di dire che dovrà essere anticipata il più possibile appena noti i meccanismi procedurali. Avere una filiera già preparata a tutti i livelli può dare la garanzia del risultato sperato, ovvero di trasformare questa possibilità offerta al nostro Paese in una vera opportunità di sviluppo. Chi ci governa deve capire che, se a livello centrale e regionale, si ha la possibilità e i tempi di dedicare persone esclusivamente alla gestione di tali finanziamenti, nell’ambito degli enti locali noi saremo sempre gli stessi chiamati a continuare a gestire tutti i processi di sempre: l’urgenza è quindi di procedere il prima possibile ad una formazione allargata a tutti gli operatori coinvolti, in modo da permetterci di essere preparati alla sfida. Ciò che vorremmo evitare, e di questo ci dobbiamo fare parte attiva anche come UNITEL, è che ci arrivino solo comunicazioni dall’alto con scadenze perentorie e ravvicinate e dover correre ai ripari con la solita immensa buona volontà e tanto affanno.

 

Nel suo ultimo intervento nel nostro trimestrale, espone la necessità di combattere un retaggio culturale che porta gli amministratori della PA a credere che corsi di aggiornamento, formazione ecc siano attività che portano via tempo e risorse all’attività d’ufficio. Come crede sia nato un simile luogo comune? Come prevenire che future generazioni di enti locali sposino tale convinzione?

Questo è un tema che coinvolge aspetti politici, sociologici e culturali importanti. Facendo riferimento alla mia personale esperienza professionale, posso affermare con certezza che, dopo circa 20 anni, ci sono stati grandi cambiamenti, anche se il processo era purtroppo già avviato: i primi anni di lavoro presso un comune da neo-laureata e con contratto precario sono stati una fonte inesauribile di esperienze e vera formazione continua. E’ probabile che vi siano stati diversi fattori positivi che hanno permesso ciò, ma di certo nel piccolo comune dove ho iniziato si investiva molto sul personale e vi erano molte opportunità: ad esempio, si organizzavano anche corsi di più giorni.  Ricordo di aver partecipato ad un evento di tre giorni a Lucca organizzato dall’ANCI interamente dedicato alle tematiche ambientali. La possibilità della formazione era strettamente legata alla valorizzazione della professione: le due cose andavano a braccetto, non so quale fosse la causa e quale l’effetto, ma se si punta su una professionalità è perché ci si crede e ci si deve investire.

Dopo quegli anni, ho assistito via via, pur avendo lavorato nel frattempo in altri tre comuni, ad una sempre maggiore difficoltà ad affermare la propria professionalità e ad interloquire con gli amministratori in tal senso: è iniziata sempre più a prendere piede l’idea che noi e i dipendenti pubblici in generale eravamo dei privilegiati, e quindi cosa volevamo ancora? Formazione? E’ solo una scusa per avere un altro privilegio! Inutile dire tali dinamiche quali danni abbiano provocato negli anni, portando poi ad un processo al ribasso, per cui spesso si arrivava a non chiedere neanche più di partecipare ad un corso, instaurando un meccanismo di menefreghismo e di apatia.

Come ricordavo nell’intervento sul giornale dell’UNITEL non dimentichiamo che la voce della formazione del personale è stata oggetto di limiti di spesa per quasi un decennio, al pari del consumo del carburante! La politica purtroppo ha avuto un ruolo importante nella mancata valorizzazione della nostra professione. Occorre invertire questa tendenza e risvegliare le coscienze e le conoscenze dei nostri amministratori facendo capire, anche dimostrando con i fatti, che investire sul proprio personale è uno degli aspetti fondamentali per portare avanti un ente sano e con una visione lungimirante. Il mio sogno è che, a distanza di venti anni, mi venga riproposta la possibilità di fare un corso di formazione di più giorni e che, ad avanzare tale proposta, sia proprio un amministratore!

 

Nel precedente articolo della rubrica, abbiamo chiesto ad Antonio Dolce - Coordinatore del Comitato Scientifico Lavori Pubblici ed Espropri- che cosa dovrebbe fare UNITEL per contribuire al rilancio del paese. Qual è il suo punto di vista a riguardo?

UNITEL può avere un ruolo importante nel rilancio del nostro paese. L’obiettivo comune è quello di sbloccare i tanti finanziamenti che ci sono e che verranno nel prossimo futuro, coinvolgendo i tecnici in questo processo di cui sono di fatto i protagonisti: il ruolo di UNITEL è appunto quello di battersi affinché alle belle professionalità che abbiamo in tutto il paese vengano dati gli strumenti giusti per lavorare. Noi non ci tiriamo indietro dai nostri oneri e svolgeremo sempre con passione il nostro ruolo, tuttavia dobbiamo cercare di ristabilire che qualche onore venga finalmente riconosciuto alla nostra professione.

 

Grazie a Caterina Mariani per averci concesso quest’intervista: un intervento intriso di passione, competenze e visione del futuro. Maggiori informazioni sui Comitati, i soci e i vantaggi del mondo UNITEL sono disponibili nell'Area Riservata del nostro sito. Ulteriori dettagli su come iscriversi: Tesseramento Unitel | Unitel

 

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