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Illegittimo il piano delle opere non depositato in consiglio comunale

Pubblicato il 28/12/2015
Pubblicato in: Appalti

di Stefano Usai

La sentenza 1922/2015 del Tar Calabria - Catanzaro

La mancata deliberazione, da parte della giunta, dello schema del programma triennale delle opere pubbliche e il mancato deposito degli atti per consentire il vaglio dei consiglieri, rende l'eventuale delibera consiliare di approvazione illegittima per «evidente grave lesione delle prerogative consiliari». 

In questo caso, infatti, ha precisato il Tar Calabria, Catanzaro, sezione II con sentenza n. 1992/2015, non solo viene violata la disciplina normativa – rinvenibile nell'articolo 128 del Codice dei contratti e nell'articolo 13 del regolamento attuativo (Dpr 207/2010) - ma non vengono realizzate neppure le condizioni minime necessarie per consentire ai consiglieri di votare con le cognizioni e le informazioni minime necessarie.



La vicenda


Consiglieri comunali e cittadini di un Comune calabrese si sono rivolti al Tar regionale impugnando la delibera consiliare di approvazione del programma triennale delle opere pubbliche, l'annesso elenco annuale e la successiva delibera di approvazione del bilancio evidenziandone l'illegittimità per l' assenza e il mancato deposito dello schema della programmazione (pure constatata dal segretario comunale). Circostanza che, «oltre ad inficiare, già di per sé, la legittimità dell'atto finale di approvazione, assumerebbe rilevanza nel regolare processo formativo del medesimo atto». Il Comune ha eccepito la carenza di legittimazione al ricorso dei ricorrenti e, in relazione al secondo aspetto relativo alle lacune sul deposito e messa a disposizione dei consiglieri degli atti necessari, ha evidenziato come ciò fosse stato determinato da diverse carenze organizzative. 

La legittimazione dei cittadini e dei consiglieri


Il giudice calabrese ha affrontato la questione preliminare della legittimazione dei ricorrenti stabilendo, in relazione ai cittadini elettori, l'insussistenza della legittimazione a ricorrere atteso, si legge in sentenza «che la legittimazione processuale si rinviene solo in capo ai soggetti che presentino una posizione differenziata, (…), a monte, di una posizione giuridica soggettiva sostanziale precipua».

In relazione alla questione della legittimazione dei consiglieri ad impugnare l'atto dell'organo di cui fanno parte, il giudice rileva che l'attuale panorama giurisprudenziale impone di verificare «se, per effetto delle denunciate illegittimità procedimentali, non sia stato consentito un consapevole esercizio del voto da parte dei consiglieri sugli atti oggetto di impugnativa oppure se, nel caso, si versi, in concreto, in un'ipotesi di lamentata discordanza rispetto allo schema legale o ancora se trattasi di mero contrasto tra organi risolvibile politicamente».

Soltanto nel primo caso di può ritenere ammessa la legittimazione ad agire del consigliere comunale nei confronti di un atto dell'organo di cui è componente. 

Circostanza che effettivamente ha riguardato questo caso caratterizzato dalla mancanza del programma triennale e dell'elenco annuale dei lavori oltre che dalla violazione dei termini «per il deposito presso la segreteria degli atti relativi agli argomenti iscritti all'ordine del giorno». Solamente questi ultimi aspetti sono tali da incidere sul munus pubblicum e quindi sull'effettivo e regolare esercizio delle peculiari funzioni di consigliere comunale ed in specie sul voto informato.

La decisione


Il giudice ha ritenuto persuasive le ragioni dei ricorrenti. Nel caso in esame, sono state violate le norme di riferimento da cui emerge la scansione della procedura di approvazione dell'articolata programmazione dei lavori pubblici e dell'aggiornamento annuale.

Il correlato procedimento amministrativo, rammenta il collegio, si articola in tre momenti imprescindibili caratterizzati dall'approvazione dello schema del programma in giunta entro il 15 ottobre; dalla conseguente assicurazione della pubblicità con la pubblicazione all'albo pretorio per almeno 60 giorni e infine per l'approvazione definitiva del programma triennale quale allegato – almeno fino al 2015 - al bilancio di previsione. 

Queste disposizioni naturalmente devono ritenersi modificate dalla contabilità armonizzata per effetto – a far data dall'esercizio finanziario del 2016 – dell'approvazione del Dup in cui dovrà essere inserito il programma triennale delle opere pubbliche

Pertanto, la carenza – incontestata - dello schema di adozione del programma delle opere pubbliche e la violazione dei termini regolamentari per la messa a disposizione di questo necessario atto ai consiglieri vengono considerati dal giudice come situazioni idonee «a ledere in concreto il diritto all'informazione e alle garanzie partecipative dei ricorrenti, non avendo avuto essi alcun termine per la conoscenza degli atti in questione, documenti essenziali a corredo sia del programma triennale delle opere pubbliche e dell'elenco annuale sia del bilancio di previsione, con evidente grave lesione delle prerogative consiliari» con il conseguente annullamento delle deliberazioni impugnate: compresa la deliberazione di approvazione del bilancio per illegittimità derivata.

 

Rassegna stampa a cura del

Responsabile dell’Ufficio Tecnico 4° Servizio

del Comune di Comiziano (NA)

Ing. Franco Giuseppe Nappi


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