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La sostenibilità ambientale al netto delle “forche caudine” delle Norme Tecniche Urbanistiche

Pubblicato il 05/06/2021
La sostenibilità ambientale al netto delle “forche caudine” delle Norme Tecniche Urbanistiche

Le tettoie e i pergolati che producono energia elettrica da fonte fotovoltaica sono un carico urbanistico o un guadagno per la città?

 

In questi tempi di pandemia, negli Uffici Tecnici, “senza no e senza ma”, bisogna procedere a predisporre cataste di atti per supportare la verifica del 110, le Cila per i contributi, le SCIA per le detrazioni IRPEF, ecc. A ciò bisogna aggiungere la spasmodica richiesta di capire come realizzare delle tettoie per auto munite di copertura con i pannelli fotovoltaici per caricare le auto elettriche, ma dovendo verificare la urbanistica ed edilizia di tali richieste, ci si accorge che le Norme Tecniche di Attuazione dei P.R.G. (o dei P.G.T.), il problema diventa complesso; anche se basterebbe un articolo di legge che obblighi ad eseguire tutti i tetti (di edifici nuovi, di sostituzione integrale del tetto o nel caso di tetti sottoposti a ristrutturazione pesante) con pannellatura produttiva di energia da fonte rinnovabile.


Per alcuni comuni si devono rispettare delle norme non trascurabili, e quando si nega questa possibilità l’esecutore rischia, se procede da sé, una possibile denuncia per abuso edilizio. Realizzare tali strutture oggi non è più finalizzato solo alla protezione dell’auto dagli agenti atmosferici, ma diventa fondamentale per le ricariche delle auto elettriche, che devono avvenire con l’accumulo di energia solare! Non è sostenibile ed ecocompatibile acquistare un’auto elettrica e poi “attaccarsi ad una qualunque spina di fornitura elettrica” della propria casa; non si conosce da dove arriva l’energia. Se proviene da una centrale a turbo gas, collocata a 200 km da casa mia, tra perdite di carico, emissioni di gas serra l’auto inquina di più di una qualsiasi tradizionale autovettura.

Ricaricare la propria autovettura elettrica alla fonte energetica casalinga non ha valore per l’ambiente; le Norme Tecniche devono derogare ai propri vincoli per consentire di produrre energia elettrica da fonte rinnovabile!? I pergolati, i tetti, le tettoie che producono energia elettrica da fonte rinnovabile possono avere cammino facile per la loro realizzazione? Qual è il “Breek Even Point” ambientale tra una riduzione dell’uso di energia da fonti fossili e l’aumento delle superfici percolanti?”


Spesso, anche le tettoie rientrano nel calcolo della “superficie coperta”, oppure come occupazione di area che incide sul rapporto di “superficie percolante”, oppure considerata volume a tutti gli effetti; quindi non è possibile la loro edificazione senza fare un accurato controllo di tutti i parametri edilizi ed urbanistici. In alcuni comuni addirittura va presentato il Permesso di Costruire, in altri la SCIA.


Anche i Giudici di Palazzo Spada si sono espressi, ma in modo certamente non esaustivo (Sentenza 320 del 26.01.2015). Intanto i Tecnici Comunali devono arrabattarsi tra norme impossibili e discriminatorie per chi, acquistando un’auto per il bene dell’Ambiente, si ritrova a non poterlo attuare. Del resto l’auto elettrica ha lunga vita ma, soprattutto, ha un costo inaccessibile, e resta privilegio per quei pochi che purtroppo si illudono di dare un contributo alla sostenibilità ambientale del pianeta!

 

Intervento di Ivo Francesco Filosi - Coordinatore Comitato Scientifico Ambiente e Sostenibilità - apparso nell'ultimo numero de "Il nuovo Giornale di UNITEL". Per maggiori informazioni: Il nuovo giornale dell'Unitel N. 1/2021 | Unitel

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