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Digitalizzazione della PA: vantaggi e punti critici

Pubblicato il 08/06/2021
Digitalizzazione della PA: vantaggi e punti critici

Articolo di Claudio Boffa*

Attorno al concetto di digitalizzazione è in corso un ampio dibattito, specie in ottica PNRR. La digitalizzazione è un percorso complesso che richiede un importante salto culturale e di organizzazione da parte di imprese e PA che adottano ancora metodi tradizionali. L’obiettivo è sfruttare le opportunità offerte dalla tecnologia in modo da aumentare le performance, impiego efficiente delle risorse, velocità ed efficacia dei processi, ecc.

Che cosa si intende per digitalizzazione?

Il processo di digitalizzazione non ha a che fare (solo) con l’introduzione di tecnologie digitali negli uffici, o con la mera trasformazione di documenti cartacei in formato digitale, bensì con l’opzione di digitalizzare (alias dematerializzare) i processi e i flussi documentali attraverso i quali si esplica l’attività dell’ente o dell’impresa. Ottimizzare, semplificare, accelerare e rendere più agili il lavoro per accorciare la distanza con gli utenti dei servizi, i clienti e i fornitori: sono questi gli approdi. Non è mera retorica, si badi bene, poiché dietro questa affermazione vi sono concrete soluzioni tecnologiche che comportano enormi vantaggi per gli utenti, che accennerò nel prosieguo di questo intervento, facendo riferimento in particolar modo alla PA.

Digitalizzazione: lo stato dell’arte in Italia

Le statistiche sono impietose. Il Digital Economy and Society Index (DESI) della Commissione Europea, evidenzia che l’Italia risulti in 25° posizione su 28 Stati membri dell’UE, davanti solo a Romania, Grecia e Bulgaria. Siamo ben 9 punti al di sotto della media europea (43,6 contro 52,6). Considerando la componente “Capitale umano”, ovvero quella che riguarda le competenze digitali, siamo all’ultimo posto nell’UE: appena il 42% delle persone tra i 16 e i 74 anni possiede competenze digitali di base. Ovvio che questo rappresenti un grande ostacolo sia per l’ente ai fini di una vera transizione digitale ma non dispone di adeguate risorse umane, sia per l’utente ai fini dell’accesso ai servizi disponibili.

La (ancora) limitata diffusione delle competenze e degli investimenti in digitalizzazione è uno dei fattori che si ripercuote nel basso livello di produttività dell’Italia, in calo nell’ultimo ventennio a fronte della crescita nel resto dell’Europa (EC Country Report Italy). A partire da tale situazione, il PNRR prevede investimenti mirati nella PA, comparto produttivo, turismo e cultura, con un poderoso stanziamento di oltre 40 miliardi di euro nella Missione 1. Chi scrive crede che sia la strada giusta per rimettere al centro cittadini, imprese e, in generale, tutti gli utenti dei servizi fruibili in modalità digitale.

La tecnologia è neutrale, poiché consente il rapido accesso alle informazioni, assicura pari dignità tra gli utenti e annulla l’intermediazione degli uffici nella fruizione dei servizi.

I vantaggi di una PA digitale

Un potente fattore abilitante è costituito dalla condivisione multicanale delle informazioni tra i vari soggetti della PA centrale e locale. Sotto questo profilo, è lo stesso Codice dell’Amministrazione Digitale a incoraggiare lo scambio di dati e informazioni tra pubbliche amministrazioni ai fini dello svolgimento dei compiti istituzionali, ovviamente nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati. Le amministrazioni titolari di banche dati accessibili per via telematica possono attivare convenzioni finalizzate ad assicurare l’interscambio dei dati medesimi. Alcuni esempi: anagrafe comunale e Ater, banca dati del Viminale e polizia municipale, ecc.

Le innovazioni digitali hanno infinite applicazioni pratiche nella vita quotidiana: telemedicina, urbanistica, anagrafe, servizi a distanza nei borghi delle aree interne, giustizia, motorizzazione civile e via dicendo. In sanità sono ben note le applicazioni in materia di cartella clinica e fascicolo sanitario, quest’ultimo oggetto di elevata attenzione in seno al PNRR al fine di garantirne la diffusione, l’omogeneità e l’accessibilità su tutto il territorio nazionale da parte di pazienti e operatori sanitari. In campo urbanistico, la digitalizzazione delle pratiche edilizie gestite dagli uffici tecnici consente la consultazione da remoto da parte dei professionisti, in luogo della richiesta del cartaceo all’ufficio comunale competente, la fotocopiatura e la successiva restituzione. La rapidità e l’utilità di tale servizio è di immediato apprezzamento, e sono tantissime le amministrazioni comunali a richiederne l’attivazione per il tramite di soggetti specializzati nel trattamento documenti.

Conclusioni

Ritengo che riuscire ad attribuire a tutti i fruitori di informazioni, un rapido e sicuro accesso, diventi un autentico valore aggiunto oltre a determinare pari dignità tra i soggetti richiedenti, tracciabilità e multicanalità. Inoltre, i processi di workflow digitali eliminerebbero quei poteri pseudo-occulti di operatori che detengono dati. Il digitale, usato pro bono publico, porta vantaggi e facilitazioni a 360°. In fondo, il mondo che vorremmo è a portata di mano, spetta a noi non sprecare la storica occasione del PNRR.

 

*Claudio Boffa è Vicepresidente e Direttore Commerciale della Cisia Progetti: tra le aziende più importanti a livello nazionale nel settore della digitalizzazione e della conservazione dei documenti. Partner di Poste Italiane, la Cisia Progetti collabora con oltre 150 realtà tra amministrazioni pubbliche e grandi imprese.

 

 



 

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