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COMUNI - “CARE” SICUREZZA

Pubblicato il 04/07/2022
Pubblicato in: Sicurezza
COMUNI - “CARE” SICUREZZA

A volte semplici accorgimenti contribuiscono a evitare situazioni che, una volta accadute, comportano dolore, soprattutto, e conseguenze infinitamente più gravi e onerose rispetto a quanto previdenti investimenti e il rispetto delle misure ordinamentali richiedono.

È indubbio che la parola sicurezza evoca i corsi e i ricorsi delle vicende che si sono susseguite in tutti gli ambiti: che siano lavorativi, professionali o che riguardino il singolo individuo. Non facciamo altro che parlare di come migliorare in sicurezza, sia quando gli incidenti avvengono in ambito lavorativo, sia quando accadono in ambito più strettamente familiare.

Che percezione abbiamo oggi noi della sicurezza? La prima cosa che mi viene in mente riguarda quello che manca nelle nostre abitazioni, di facile soluzione, ma che di fatto nessuno vuole affrontare in quanto la normativa non lo impone. È qui che si fa il primo errore. Questa affermazione di fatto è errata e proverò di seguito ad illustrare il perché.


La “Linea Vita”

La linea vita è un dispositivo anticaduta dall’alto che segue le normative UNI EN 795:2012 (norma dei requisiti per le prestazioni e i metodi di prova dei dispositivi di ancoraggio per singolo utilizzatore) e UNI 11578:2015 (norma tecnica italiana per i dispositivi di ancoraggio permanente). Tramite la predisposizione di ancoraggi e ganci di sicurezza, salvaguarda gli operatori che lavorano in quota, sia nell’edilizia che nelle installazioni. Questo ancoraggio evita le cadute dall’alto, garantendo però libertà di movimento orizzontale.

Nasce come dispositivo obbligatorio nel caso di lavori sui tetti, di qualsivoglia natura, ma anche per l’installazione di impianti fotovoltaici e/o solare termico e per le periodiche attività di manutenzione straordinaria. In molti casi risolve il problema e non ti obbliga all’installazione di impalcature per l’esecuzione dei lavori in sicurezza sulle coperture esistenti, fermo restando sempre le regole di utilizzo da parte di operatore esperto, mediante l’utilizzo di opportune imbragature da indossare per il corretto utilizzo del dispositivo stesso.

Ci sono dispositivi complessi e dispositivi di più facile installazione: a prescindere devono/possono essere installati par la salvaguardia del lavoratore ma anche dell’utente finale. Appunto perché la vita è un bene prezioso, in alcuni casi ci sono soluzioni intermedie che consentono di sopperire a tali carenze anche con piccoli interventi puntuali: vedasi l’installazione di un palo antenna connesso a torretta linea vita che, installato in prossimità di un punto di accesso alla copertura consente all’operatore medio (vedi antennista) di svolgere la propria attività in piena sicurezza (vedi figura 2).

Figura 1 Torretta con palo antenna

Ad oggi, solo nelle regioni Piemonte, Liguria, Lombardia, Trentino-Alto Adige (Provincia autonoma di Trento), Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Campania, Sicilia e Sardegna, i progetti riguardanti interventi di ristrutturazione, nuove costruzioni, installazione di impianti fotovoltaici e solari termici, devono prevedere idonee misure preventive e protettive che consentono l’accesso, il transito e l’esecuzione dei lavori in quota in condizioni di sicurezza (vedi figura 1).

Figura 2 - fonte: https://www.lvlineevita.it/normative-linee-vita/


Però, anche se la situazione normativa regionale è variegata e non uniforme, a prescindere ci siamo dimenticati di una cosa: l’obbligo della Linea Vita, ovvero della protezione contro le cadute dall’alto, è esteso in tutto il territorio italiano, secondo il D. Lgs. 81/2008, indipendentemente dalle normative regionali sulla Linea Vita, le quali impongono l’ulteriore onere di presentare un progetto di impianto anticaduta per il ritiro dell’onere abilitativo (CILA, SCIA, Permesso di Costruire).

Aggiungo: a livello locale i singoli comuni possono adeguare i propri regolamenti edilizi a tutela della persona; pertanto, è auspicabile un’azione condivisa per il raggiungimento di un bene comune e di un valore assoluto da preservare: la vita!

Un tassello di questo mosaico variegato e importante è dato dalle imprese che svolgono le attività nei cantieri. È stato firmato in data 03/03/2022 da ANCE, dall’Alleanza delle cooperative (Lega Coop, Confcooperative, Agci) e dai rappresentati di Fillea–Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori dell’edilizia che interessa oltre un milione di addetti. Tra i punti qualificanti investimenti sulla sicurezza, formazione e un premio per incentivare i giovani a lavorare in cantiere. Bene. È ora che nei cantieri si mettano in atto tutte quelle azioni necessarie per la tutela del lavoratore stesso.

In conclusione, è rimesso nelle mani degli operatori degli enti locali e regionali, ciascuno per le proprie competenze, il riordino delle norme locali (regolamenti) e regionali (leggi) che portino ad una uniformità di regole su tutto il territorio italiano. Agli operatori di settore si evidenzia la necessità di prendere coscienza che, prima di ogni cosa, viene la sicurezza personale e di tutti gli attori in campo.

 

Articolo di Giuseppe De Iuliis - Coordinatore Unitel Area Centro - apparso nell'ultimo numero de "Il Nuovo Giornale dell'UNITEL".


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