Alto Contrasto Reimposta
Iscriviti Area Riservata
Menu
Menu
Stemma

Considerazioni giuridiche circa la portata dell’ obbligo di pubblicazione dei bandi di concorso ed il ruolo del portale InPa.

Pubblicato il 27/04/2024
Pubblicato in: Formazione e Cultura
Considerazioni giuridiche circa la portata dell’ obbligo di pubblicazione dei bandi di concorso ed il ruolo del portale InPa.

La centralizzazione in un unico portale delle procedure pubbliche di assunzione, con l’impegno a estendere l’utilizzo di InPA anche a Regioni ed Enti locali, rappresenta un traguardo del PNRR espressamente previsto nella milestone M1C1-56.

Il decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito con modificazioni dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, inserisce l’articolo 35-ter all’ interno del decreto legislativo n. 165 del 2001 e disciplina il ricorso al Portale unico del reclutamento ( “Portale”), disponibile all'indirizzo www.InPA.gov.it, per le assunzioni a tempo determinato e a tempo indeterminato.

Ai sensi del nuovo art. 35-ter comma 2-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001, a decorrere dall’anno 2023 “la pubblicazione delle procedure di reclutamento nei siti istituzionali e sul Portale esonera le amministrazioni pubbliche, inclusi gli enti locali, dall’obbligo di pubblicazione delle selezioni pubbliche nella Gazzetta Ufficiale”.

La Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale – Concorsi ed Esami, raccoglieva i bandi e avvisi relativi a procedure selettive indette dalle Pubbliche Amministrazioni.

Dal 2023 tale adempimento è sostituito con l’ obbligo di pubblicazione dei bandi di concorso pubblico sul portale on line InPa.

Ai sensi dell’ art. 2 comma 4 del DL 36/2022, si specifica che “l’utilizzo del Portale è esteso a Regioni ed enti locali per le rispettive selezioni di personale, fermo restando che le modalità di utilizzo della piattaforma da parte di dette amministrazioni sono definite, entro il 31 ottobre 2022, con decreto del Ministro per la pubblica amministrazione, adottato previa intesa in Conferenza unificata”.

A tal riguardo, il DM 15 settembre 2022 del Ministero della funzione pubblica, ha dettato, all’ art. 2 , disposizioni in merito alle “funzionalita' del portale del reclutamento”. Si stabilisce che “ Per le finalita' di cui all'art. 1, le Regioni e gli Enti locali ricorrono all'utilizzo del Portale”.

A tal fine, mediante la procedura di accreditamento di cui all'art. 3 regioni ed enti locali dispongono di una propria area riservata nella quale: a) pubblicano bandi di concorso per il reclutamento di personale a tempo determinato e indeterminato, gli avvisi per la mobilita' dei dipendenti pubblici e gli avvisi di selezione per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo ai sensi dell'art. 1 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113 ( conferimento di incarichi professionali per attuazione del PNRR). Resta fermo quanto previsto dall'art. 10, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2022, n. 36, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 giugno 2022, n. 79, secondo cui, al fine di rafforzare la propria capacita' amministrativa, per il conferimento di incarichi professionali le amministrazioni, con riferimento a procedure da avviare e gia' avviate, possono ricorrere al Portale; b) ricevono e monitorano le candidature relative ai bandi e agli avvisi di cui alla lettera a); c) producono report e analisi statistiche; d) acquisiscono e ricercano i curricula vitae dei candidati alle procedure di cui alla lettera a); e) pubblicano le graduatorie finali di merito e gli esiti delle procedure di cui alla lettera a); f) ricercano professionisti ed esperti a cui conferire incarichi di collaborazione con contratto di lavoro autonomo, ai sensi dell'art. 1 del decretolegge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113 ( conferimento di incarichi professionali per l’ attuazione del PNRR) previa procedura selettiva. Tali principi sono stati ribaditi anche nel successivo DM del Dipartimento della funzione pubblica del 3 Novembre 2023.

Inoltre, il quadro normativo in questione, si è ulteriormente consolidato con l’entrata in vigore della riforma dei concorsi pubblici, attraverso il DPR 16 giugno 2023, n. 82.

Il nuovo regolamento, modifica l’articolo 3 del D.P.R 9 maggio 1994, n. 487 che viene sostituito con la seguente disposizione: “il bando di concorso è pubblicato nel Portale unico del reclutamento, di cui all’articolo 35-ter del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165. La pubblicazione delle procedure di reclutamento nei siti istituzionali e sul Portale unico del reclutamento esonera le amministrazioni pubbliche, inclusi gli enti locali, dall’obbligo di pubblicazione delle selezioni pubbliche nella Gazzetta Ufficiale”.

L’obbligo di pubblicazione dei bandi di concorso per pubblico impiego per gli Enti locali nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana era previsto dall’articolo 4 del d.p.r. 487/1994 che stabiliva, a differenza dei concorsi pubblici banditi da Stato e Regioni, per gli Enti locali , la possibilità di sostituire la pubblicazione integrale del bando con un più succinto “avviso di concorso” contenente gli estremi del bando e l’indicazione della scadenza del termine per la presentazione della domanda. L’ art. 2 del Dlgs 267/2000 (TU Enti locali), esplicita che “si intendono per Enti locali i comuni, le province, le città metropolitane, le comunità montane, le comunità isolane e le unioni di comuni”.

La predetta norma del vecchio art. 4 del dpr 487/1994, andava ad integrare la previsione generale, tutt’ ora vigente, dettata dall’art. 35, terzo comma, del d.lgs. 165/2001 e recante “Principi in materia di procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni”. Quest’ ultima disposizione, si limita a prescrivere, per tutte le PA e per tutti i tipi di incarichi lavorativi retribuiti da parte della PA , un principio generale di “adeguata pubblicità della selezione” .

L’ art. 32 delle legge 19/2009, stabilisce che “A far data dal 1° gennaio 2010, gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto di pubblicità legale si intendono assolti con la pubblicazione nei propri siti informatici da parte delle amministrazioni e degli enti pubblici obbligati.”

Al comma 7 del medesimo articolo, si specificava che “è fatta salva la pubblicità nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana e i relativi effetti giuridici”.

Inoltre, il successivo dlgs 33/2013, all’ art. 19 evidenzia che “fermi restando gli altri obblighi di pubblicità legale, le pubbliche amministrazioni pubblicano i bandi di concorso per il reclutamento, a qualsiasi titolo, di personale presso l'amministrazione , nonché i criteri di valutazione della Commissione e tengono costantemente aggiornati i dati di cui al comma 1.”

L’ art. 8 del medesimo dlgs 33/2013, altresì statuisce che “I documenti contenenti atti oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente sono pubblicati tempestivamente sul sito istituzionale dell'amministrazione.”

Pertanto, si puo ritenere, in primo luogo, che hanno l’ obbligo di pubblicazione su Inpa tutte le Pubbliche Amministrazioni che erano tenute alla pubblicazione dei bandi di concorso in Gazzetta ufficiale , cosi come indicate nell’ art. 1 comma 2 del dlgs 165/2001: “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti i del Servizio sanitario nazionale, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (ARAN) e le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300”

Differentemente i restanti Enti parastatali, Enti pubblici economici, Società a partecipazione pubblica e altri Enti assimilati, che già non avevano l’obbligo di pubblicazione dei propri bandi di concorso in Gazzetta Ufficiale, continueranno, conseguentemente, a non avere un obbligo di pubblicazione dei propri bandi di selezione sul portale unico di reclutamento, ma, solo sul loro sito istituzionale ( ai sensi dell’ art. 19 del DL 33/2013), unitamente ad eventuali ed ulteriori forme di divulgazione che siano ritenute idonee a garantire la migliore applicazione possibile del principio generale di “adeguata pubblicità”, relativamente alle singole selezioni pubbliche.

Le PA che avevano l’ obbligo di pubblicare in Gazzetta ufficiale i bandi di concorso e che quindi con la nuova normativa dovranno pubblicarli sul portale on line nazionale InPa, dovranno procedere a tale obbligo di pubblicazione sulla base della specifica tipologia degli avvisi pubblici di reclutamento del personale.

Difatti, l’ obbligo di pubblicazione in Gazzetta ufficiale e successivamente su InPa, si riferisce a quelle posizioni lavorative a tempo indeterminato, determinato, di mobilità o, in ultima istanza, a incarichi di lavoro autonomo aventi ad oggetto specifico la realizzazione di obiettivi del PNRR ( difatti il DM 15 settembre 2022 ed il DM 3 novembre 2023 del Ministero della funzione pubblica - specificano “ incarichi di lavoro autonomo ai sensi dell'art. 1 del decretolegge 9 giugno 2021, n. 80”).

Invece, sulla base del vigente quadro normativo, appare non sussistere un obbligo di adottare tale forma di pubblicità per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo da parte delle PA , differenti da quelli strettamente attinenti alla realizzazione del PNRR.

La Legge 6 agosto 2008, n. 133 attraverso l’ art. 46, ha modificato Il comma 6 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, stabilendo che: « Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimità:

a) l'oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall'ordinamento all'amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalità dell'amministrazione conferente;

b) l'amministrazione deve avere preliminarmente accertato l'impossibilità oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;

c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata;

d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione. Si prescinde dal requisito della comprovata specializzazione universitaria in caso di stipulazione di contratti d'opera per attività che debbano essere svolte da professionisti iscritti in ordini o albi o con soggetti che operino nel campo dell'arte, dello spettacolo o dei mestieri artigianali, ferma restando la necessità di accertare la maturata esperienza nel settore. Il ricorso a contratti di collaborazione coordinata e continuativa per lo svolgimento di funzioni ordinarie o l'utilizzo dei collaboratori come lavoratori subordinati è causa di responsabilità amministrativa per il dirigente che ha stipulato i contratti. Il secondo periodo dell'articolo 1, comma 9, del decreto-legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2004, n. 191, è soppresso».

2. L'articolo 3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: «Gli enti locali possono stipulare contratti di collaborazione autonoma, indipendentemente dall'oggetto della prestazione, solo con riferimento alle attività istituzionali stabilite dalla legge o previste nel programma approvato dal Consiglio ai sensi dell'articolo 42, comma 2, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267».

3. L'articolo 3, comma 56, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 è così sostituito: «Con il regolamento di cui all'articolo 89 del DLGS n. 267 del 2000 (regolamento degli uffici e dei servizi), sono fissati, in conformità a quanto stabilito dalle disposizioni vigenti, i limiti, i criteri e le modalità per l'affidamento di incarichi di collaborazione autonoma, che si applicano a tutte le tipologie di prestazioni. La violazione delle disposizioni regolamentari richiamate costituisce illecito disciplinare e determina responsabilità erariale. Il limite massimo della spesa annua per incarichi di collaborazione è fissato nel bilancio preventivo».

Infine, il comma 6-bis dell’art. 7 D. Lgs. n. 165/2001, prevede che le amministrazioni pubbliche “disciplinano e rendono pubbliche, secondo i propri ordinamenti, procedure comparative per il conferimento degli incarichi di collaborazione”.

L’articolo 10, comma 4, del decreto-legge n. 36 del 2022 ha, comunque, conferito espressamente la facoltà a tutte le pubbliche amministrazioni, di poter utilizzare la piattaforma del Portale di reclutamento, per soddisfare tutte le tipologie di fabbisogno di personale: “Al fine di rafforzare la propria capacità amministrativa, anche nell'ambito degli interventi attuativi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, per il conferimento di incarichi professionali le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con riferimento a procedure da avviare e già avviate, possono ricorrere alle modalità di selezione di cui all'articolo 1 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2021, n. 113”.

Dal quadro giuridico delineatosi, si può quindi ritenere che, le amministrazioni statali , regionali, gli enti locali e piu in generale le PA che erano già soggette agli obblighi di pubblicazione dei bandi di concorso e degli avvisi pubblici in gazzetta ufficiale, dovranno pubblicare sul Portale di reclutamento unico del personale, le procedure di assunzioni a tempo indeterminato, determinato e di mobilità, oltre agli avvisi per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo e professionali afferenti all’ art. 1 del Dl 80/2021 e quindi relativi all’ esecuzione di prestazioni consulenziali connesse alla realizzazione specifica di obiettivi del PNRR.

Differentemente, non è espressamente previsto un tale obbligo, ma solo una mera facoltà di pubblicazione sul portale InPa, per tutti gli altri tipi di amministrazioni pubbliche che non erano tenute in precedenza ad un obbligo di pubblicazione delle procedure concorsuali sulla Gazzetta ufficiale e per tutti quei casi di conferimento di collaborazioni a carattere autonomo, che abbiano come oggetto l’ assistenza tecnica ed il supporto professionale alle PA per il raggiungimento di obiettivi amministrativi vertenti su ambiti esterni al PNRR.

Per tali tipologie di selezioni pubbliche, al di la della scelta discrezionale di procedere attraverso il portale InPa, sarà comunque obbligatorio, per le varie PA, rispettare il criterio normativo generale di “adeguata pubblicità” previsto dall’ art. 35, terzo comma, del d.lgs. 165/2001, cosi come corroborato ed ulteriormente declinato dalle previsioni di cui agli artt. 8 e 19 del dlgs 33/2013( pubblicazione sul proprio sito web – sezione amministrazione trasparente ed eventuali ulteriori forme di pubblicità ritenute utili), in ottemperanza ai principi costituzionali di parità di trattamento, buon andamento, imparzialità, efficienza ed efficacia dell’ azione amministrativa, cosi come cristallizzati negli artt. 51 e 97 della Costituzione italiana.

 

Avv. Giuseppe Morano

Dottore di ricerca in diritto amministrativo – toga d’ oro anno forense 2013


Utilità