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L’importanza del piano di manutenzione, documento indispensabile previsto dalle normative vigenti, troppo spesso ignorato anche nelle previsioni finanziarie degli Enti locali.

Pubblicato il 31/05/2022
Pubblicato in: Demanio - Manutenzioni
L’importanza del piano di manutenzione, documento indispensabile previsto dalle normative vigenti, troppo spesso ignorato anche nelle previsioni finanziarie degli Enti locali.

Oggi ci imbattiamo su una questione che può sembrare meno rilevante e meno impattante dal punto pragmatico delle mansioni di un tecnico comunale, ma che vede, incredibilmente, una netta correlazione tra “pianificazione amministrativa” e “rispetto delle normative”.

Più nel dettaglio è interessante rivolgere l’attenzione al c.d. “Piano di Manutenzione”, che compone prettamente un’opera ma che, verosimilmente, avvolge anche il settore dei servizi e soprattutto delle “forniture”.

Infatti, seppur in linea generale, un piano di manutenzione è parte integrante e sostanziale di un livello progettuale esecutivo che delinea appunto le attività da svolgere per il buon mantenimento dell’opera e/o dell’intervento che si è deciso di attuare e realizzare, è altrettanto “indispensabile” per una fornitura.

Da qui ne deriva, non soltanto una programmazione amministrativa con riflessi economici, ma ancor di più un obbligo da parte del datore di lavoro, con relative responsabilità consequenziali.

Non è sufficiente che attrezzature, dispositivi, impianti e luoghi di lavoro siano progettati e realizzati a regola d’arte, deve essere possibile garantirne anche la conservazione nel tempo delle prestazioni e delle caratteristiche di sicurezza. E un simile obiettivo “si realizza attraverso l’effettuazione della manutenzione” i cui scopi principali sono:

  • conservare nel tempo prestazioni e caratteristiche di sicurezza, contrastando il degrado dovuto all’usura e l’invecchiamento, causati, a loro volta, dalle diverse sollecitazioni;
  • ridurre i costi di gestione e le perdite di produzione causate dal degrado e dall’invecchiamento precoce;
  • rispettare le disposizioni legislative.

Difatti le vigenti disposizioni legislative del Decreto legislativo 81/2008 già nell’articolo 15 (Misure generali di tutela) “fornisce alcuni principi generali che sono indice del fatto che la manutenzione sia valutata dal legislatore come un elemento importante per la salute e la sicurezza del lavoro”.

A ricordare in questi termini l’importanza della manutenzione e a fornire alcune informazioni su cosa indica il Testo Unico per la salute e la sicurezza del lavoro (D.Lgs. 81/2008) in materia di manutenzione è il documento “ La manutenzione per la sicurezza sul lavoro e la sicurezza nella manutenzione” prodotto dal Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (DIT) dell’ INAIL.

Il documento Inail segnala che il proprietario di un’attrezzatura di lavoro, un dispositivo di protezione individuale, un impianto, un luogo di lavoro, o chi si occupa della loro gestione, “deve eseguire la manutenzione specifica, nel rispetto delle indicazioni del fabbricante o dell’eventuale installatore”. E proprio sottolineando che la manutenzione è una delle condizioni necessarie per il funzionamento, “i fabbricanti, nei manuali di uso e manutenzione, aggiungono anche che, ‘se la manutenzione non è eseguita nei modi e nei termini indicati, nessuna responsabilità può essere addossata al fabbricante in caso di danni a persone o cose riconducibili alla sua mancanza’”.

In particolare i luoghi di lavoro, gli impianti e i dispositivi di sicurezza devono essere sottoposti a “regolare manutenzione tecnica, nonché a regolare pulitura. Il funzionamento dei dispositivi di sicurezza deve essere controllato regolarmente. Anche le vie di circolazione interne o all’aperto, che conducono a uscite o ad uscite di emergenza, e le uscite di emergenza stesse devono essere sottoposte a manutenzione, assicurando che siano sgombre per consentirne l’utilizzo in qualsiasi evenienza”.

A tal riguardo è opportuno riportare lo stralcio dell’articolo 64 del D.Lgs. 81/2008 con alcuni aspetti che riguardano la manutenzione: 

Pertanto alla luce di quanto argomentato non si vuole assolutamente sminuire l’osservanza della normativa in materia, ma è altrettanto vero che l’attuazione di tali specifiche tecniche richiedono di fatto una vera e propria “struttura organizzativa” che possa garantire tali disposizioni e verificare la permanenza dei requisiti di sicurezza sia delle attrezzature, degli impianti che dei luoghi di lavoro.

La vetrina appare sempre la stessa: se gli investimenti sono necessari per uno sviluppo dell’Ente Locale, perché una quota degli stessi non viene mai indirizzata sui piani di manutenzione che di riflesso conducono a delle responsabilità che a volte assumono connotati di tipo “penale”?

Avete mai visto o sentito parlare di programmi di investimento per il corretto e buon andamento di una struttura? Avete mai letto di Decreti, Leggi, Fondi, diretti più ad aspetti logistici che “sono dietro le quinte”?

Peccato anch’io non ne ho mai sentito parlare!! Spero che qualcuno si ricordi che la macchina ha bisogno del carburante per viaggiare!

 

Non è sufficiente che attrezzature, dispositivi, impianti e luoghi di lavoro siano progettati e realizzati a regola d’arte, deve essere possibile garantirne anche la conservazione nel tempo delle prestazioni e delle caratteristiche di sicurezza. E un simile obiettivo “si realizza attraverso l’effettuazione della manutenzione”… ma per l’attuazione degli obblighi di legge sono necessari una vera e propria “struttura organizzativa” ed investimenti adeguati.

 

 

Articolo di Piero Fantilli - Coordinatore Comitato Scientifico Demanio e Manutenzioni - apparso nell'ultimo numero de "Il Nuovo Giornale dell'UNITEL".


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