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“PNRR: innovazione e digitalizzazione degli enti locali. Criticità, esigenze e possibili soluzioni”: un resoconto del congresso UNITEL al Saie Bari 2021

Pubblicato il 14/10/2021
“PNRR: innovazione e digitalizzazione degli enti locali. Criticità, esigenze e possibili soluzioni”: un resoconto  del congresso UNITEL al Saie Bari 2021

Sabato 9 ottobre, alle ore 14.30, presso la sala 6 del Centro Congressi, si è svolto il congresso UNITEL dal titolo “PNRR: innovazione e digitalizzazione degli enti locali. Criticità, esigenze e possibili soluzioni”. A prendere parte all’evento, importanti ospiti dal mondo della PA come:

A rappresentare il panorama dei tecnici della pubblica amministrazione, invece:

A moderare la discussione, il Direttore Responsabile de “Il Nuovo Giornale dell’UNITEL”, Antonio Ortenzi.

 

Apertura lavori

Ad aprire i lavori, Antonio Ortenzi: project manager, giornalista pubblicista, autore, speaker e moderatore ad eventi pubblici nel panorama edilizia, infrastrutture, industria 4.0 nei temi di innovazione e digitalizzazione; nonché dal 2021, Direttore Responsabile de “Il Nuovo Giornale dell’UNITEL”.

Ortenzi introduce la sessione spiegando la natura dell’incontro: una tavola rotonda in cui le relazioni degli illustri ospiti possano fornire spunti di riflessione per affrontare temi di interesse per il mondo della Pubblica Amministrazione, come l’ormai impellente questione della digitalizzazione: argomento che ha profonde ricadute sulle attività quotidiane degli enti locali e su cui i relatori presenti saranno in grado di offrire un prezioso punto di vista.


Da sinistra: Antonio Ortenzi e Alessandro Testa

 

Il saluto del Presidente UNITEL, Claudio Esposito

Come preludio alla discussione, il ringraziamento del Presidente UNITEL Claudio Esposito ai presenti per aver accolto l’invito dell’Associazione a trattare l’urgente questione del Piano Nazionale Riprese e Resilienza. Un tema che, secondo il Presidente, sta ormai “assillando i tecnici, riempiendoli di preoccupazioni”.

Con l’augurio che il dibattito possa generare spunti di riflessione e indicazioni per comprendere l’andamento e le direzioni del PNRR che, per molti tecnici, rappresenta ancora un’incognita; Esposito ricorda come UNITEL, grazie alla sua attività di formazione e al suo ruolo di recettore delle esigenze dei tecnici italiani, sia stata in grado di ascoltare le numerose richieste dei propri soci: ragione per cui “ci troviamo qui oggi”.

Per concludere, il Presidente porge speciali ringraziamenti a Filippo Romano dell’ANAC- Autorità Nazionale Anticorruzione e Alessandro Testa del MEF - Ministero Economia e Finanze: due ospiti davvero preziosi per affrontare le principali tematiche che concernono la quotidianità dei tecnici. Il primo, in quanto “autorevole interlocutore del mondo che cura i rapporti tra P.A. e ANAC”; il secondo come stimato professionista in grado di offrire interessanti spunti e chiarimenti su strumenti in capo al MEF come il MOP, con cui i tecnici si trovano a fare i conti quotidianamente in materia di monitoraggio.


Da sinistra: Antonio Ortenzi, Alessandro Testa, Filippo Romano e Claudio Esposito

 

Inizio dibattito “PNRR: innovazione e digitalizzazione degli enti locali. Criticità, esigenze e possibili soluzioni”

La parola torna al Direttore Ortenzi, il quale espone come “nella quotidianità ognuno dei presenti avrà potuto notare come il susseguirsi dei decreti semplificazioni abbia creato qualcosa di fumoso”, ossia una “ridondanza con la legge nazionale”. Di conseguenza, la domanda da porsi è se tale ridondanza sia avvenuta “anche a livello legislativo europeo”.

Proseguendo, Ortenzi evidenzia come nel PNRR, ci sia un documento che esplicita chiaramente il “chi fa che cosa”: “sul chi si parla di 1.000 collaboratori, di 338 della Presidenza del Consiglio, di modelli e strumenti”; ma anche di “semplificazioni normative”. La domanda, volta all’Ing. Romano per aprire la discussione, è dunque: “come siamo messi?”.


Intervento dell’Ing. Filippo Romano, Dirigente ANAC

Nel rispondere al quesito posto dal moderatore, l’Ing. Romano, presentandosi alla platea, riassume parte del suo lungo percorso professionale: da un inizio di carriera presso il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e del suo contributo all’informatizzazione dell’archivio, fino all’ex Autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici e infine all’ANAC. Un curriculum profondamente segnato dalla materia informatica: disciplina che lo stesso ingegnere sostiene essere “difficile” e “in continua evoluzione”, in quanto presuppone un aggiornamento continuo, “cosa che non viene richiesta in altri settore della PA”.

Presso l’ANAC, Romano precisa come gran parte dei suoi sforzi siano stati orientati all’ “andare incontro ai bisogni dei comuni”. Non a caso, l’ingegnere menziona la recente audizione UNITEL presso l’Autorità e di come l’Associazione sia stata in grado di fornire valide indicazioni che altri soggetti pubblici non sarebbero stato in grado di procurare.


Da sinistra: Filippo Romano e Claudio Esposito


Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza

“Senza addentrarci in specifiche disposizioni”, Romano afferma come sia chiaro che nel PNRR ci siano inequivocabili disegni tesi alla semplificazione delle pubbliche amministrazioni, all'efficientamento delle banche dati e all'interoperabilità. Tema, quest’ultimo, che nel tempo sembra ricomparire con una certa frequenza. Ma per quanto queste norme possano presentarsi ciclicamente, alla stesso modo, “vengono ripetutamente disattese”. Con una dettagliata rassegna dei principali temi legati al PNRR, Romano prosegue il suo intervento trattando di appalti, monitoraggio, codice dei contratti e BIM.


Intervento di Massimo Druetto, Segretario Nazionale ANTEL - Associazione Nazionale Tecnici Enti Locali

Il dibattito intorno al PNRR si interrompe brevemente per introdurre il relatore Massimo Druetto, Segretario Nazionale ANTEL - Associazione Nazionale Tecnici Enti Locali, la cui partecipazione, come ricorda il Direttore Ortenzi, si sposa perfettamente con lo spirito “della nuova UNITEL”: un’istituzione volta alla promozione culturale anche attraverso il “fare rete” con associazioni vicine.

Druetto, ribadendo il ruolo di tutela verso la categoria professionale dei tecnici delle due Associazioni, sostiene come sia ormai fondamentale fare rete con UNITEL, in un'ottica di non concorrenza, ma di condivisione di esperienze e finalità.

 


Da sinistra: Claudio Esposito e Massimo Druetto

La parola torna dunque al moderatore, il quale riconduce la discussione sul PNRR per introdurre un altro ospite, l’Ing. Alessandro Testa, Responsabile informatico della Ragioneria dello Stato- MEF.


Intervento dell’Ing. Alessandro Testa, Responsabile informatico della Ragioneria dello Stato- MEF.

La prima missione “Digitalizzazione, Innovazione, Competitività, Cultura” del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza avrà profonde conseguenze sugli enti locali; così come cruciale sarà il ruolo del MEF. Tra i compiti in capo al Ministero, infatti, compaiono: attuazione, monitoraggio, controllo amministrativo e contabile, rendicontazione e gestione delle risorse finanziarie.

Per quanto riguarda il monitoraggio, avanza il Direttore Ortenzi, “si è parlato molto dell’importanza del dato”: grazie anche all’Ing. Romano che ha introdotto la questione del BIM che altro non è che la “compilazione di un grande database fatto di dati grafici e non grafici”. Nel corso delle tre giornate del SAIE, ci sono state molte conferenza a riguardo, tra cui quella di IBIMI - BuildingSMART Italy a cui anche il Presidente UNITEL ha avuto modo di partecipare. Ma tornando al BIM, aggiunge Ortenzi, “stanno studiando, a livello di progettazione, come compilare questo database, durante la modellazione, per agevolare anche gli enti locali e i comuni per i permessi edilizi”. Argomento che si lega alla programmazione finanziaria-economica del PNRR e al monitoraggio. La domanda sorge spontanea: “come fare monitoraggio se non si sposa con una programmazione che, in questo momento di emergenza, ha assunto i tratti di una vera e propria attuazione?”

A rispondere l’Ing. Alessandro Testa, il quale ringrazia l’invito di UNITEL alla Ragioneria dello Stato. Invito che conferma “l’ottimo rapporto tra amministrazione centrale e l’Associazione”, poiché è proprio grazie ad istituzioni come UNITEL che “le amministrazioni centrali hanno l’opportunità di migliorare i sistemi attualmente in essere, come ad esempio il MOP - Monitoraggio Opere Pubbliche”.

Tuttavia, “prima di addentrarci a parlare del MOP”, prosegue Testa, “è necessario fare un passaggio e discutere del PNRR che costituisce sicuramente una grande scommessa per l’Italia poiché come Paese è la prima volta che ci troviamo a gestire una somma abnorme di denaro, ossia 222 miliardi di euro, da spendere in 6 anni dal 2021 al 2026, di cui una quota parte è sì PNRR con 191 miliardi”, ma circa 30,6 miliardi fanno riferimento al PNIC - Piano Nazionale Interventi Complementari.


Da sinistra: Antonio Ortenzi e Alessandro Testa

 

MEF, PNRR, PNIC: lo stato dell’arte

“Noi come Ragioneria, in particolare come Ispettorato Generale agli Affari Economici siamo parte della “cabina di regia per il PNIC”, nel senso che dobbiamo concedere “la possibilità di garantire un monitoraggio di tutto il processo sia amministrativo sia finanziario/contabile della spesa che verrà effettuata attraverso questi fondi, in particolare del PNIC”. Proseguendo nella sue argomentazioni, Testa aggiunge come “su PNRR, siamo come ragioneria, su un sistema alternativo che sul dpcm è stato descritto come ‘regis’, ossia attualmente ‘non partito’”, non operativo, “per cui si valuterà se è il caso di utilizzare ancora una volta il MOP come strumento di monitoraggio per gli interventi del PNRR”.

Per quanto riguarda il PNIC, invece, per il giovane ingegnere, “siamo fermi” poiché nel decreto attuativo del decreto legge del 6 maggio 2020 n.59, viene sancito come il MEF potrà sfruttare il MOP come strumento per il monitoraggio degli interventi del PNIC.


Monitoraggio, banche dati e interoperabilità

Un tema quest’ultimo strettamente collegato a quello dell’interoperabilità: questione di estrema importanza per il MEF perché “sono anni che si sta cercando di riunire i dati in un’unica banca dati. Il PNRR potrebbe essere un occasione importante per ribadire ancora una volta il concetto dell’interoperabilità e di accentrare, anche per gli enti locali, come sistema per il monitoraggio quello del MOP”.

L’intervento dell’ingegnere continua trattando alcune delle ultime conquiste del Ministero in materia di digitalizzazione, monitoraggio e interoperabilità come l’operatività della piattaforma GLM - Gestione Linee Finanziamenti, il protocollo con l’ANAC per l’acquisizione del CIG, gli sviluppi riguardanti il SIOPE+ e i recenti contatti con il SICOGE. Secondo Testa, dunque, “stiamo vincendo tante piccole battaglie”, ma per vincere la guerra è necessario molto tempo poiché siamo ancora lontani dal raggiungere l’obiettivo.

Infatti, per quanto riguarda “le banche dati, ce ne sono ancora tante ed il MEF deve avere una lente di ingrandimento verso gli altri ministeri poiché tutti, involontariamente o per altri motivi, tendono ad avere delle banche dati interne o delle proprie procedure di monitoraggio”. Tuttavia, tale disposizione genera profonde criticità e “spetta dunque al MEF ricordare dell’esistenza del BDAP - Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche che include già il codice dei contratti con articolo circa il principio dell’univocità del dato”. Il dato, infatti, “quasi sempre deve essere inviato in BDAP, per cui non dovrebbe essere richiesto anche da altre banche dati.

 

Acquisizione dati e univocità del dato

Ricollegandosi alla questione dell’univocità del dato, il Dirigente ANAC afferma che “siamo in cui contesto in cui la PA, nel momento in cui produce un documento amministrativo, è tenuta alla pubblicazione sui siti ufficiali”. La domanda da porsi è: “non è possibile raccogliere queste informazioni con un sistema web automatizzato?” “Se io impongo a tutti di pubblicare un bando di gara formato xml, con dei dati fissi ad esempio, si ridurrebbe l’errore del dato”, spesso dovuto alla farraginosità delle procedure.

La soluzione secondo Romano sarebbe quella di creare “un sistema intelligente” che vada “a raccogliere tutti i dati” presenti nei siti istituzionali e banche dati.


Intervento del Dirigente UNITEL, Fabrizio Notarini

Sulla spinta della proposta dell’Ing. Romano, Notarini, Dirigente UNITEL e Responsabile Area Tecnica del Comune di Morro D’Oro (TE), espone come al giorno d’oggi, i tecnici si trovino “a dover gestire tantissime banche dati, ognuna delle quali con manuali chilometrici”. Inoltre, “il più delle volte l’inserimento del dato viene affidato a collaboratori che interpretano quello che sono in grado di interpretare”, così come gli stessi tecnici.

La proposta dell’Ingegnere costituirebbe un vero e proprio “uovo di colombo” poiché si tratterebbe di cambiare completamente l’attuale paradigma: i dati che vengono ad oggi caricati dai tecnici sarebbero poi collezionati, raccolti da uno strumento in grado di sfruttare il machine learning e l’intelligenza artificiale in mano alle amministrazioni centrali.

Un cambiamento netto: pensiamo a un "tecnico che si trova a fare una determina", commenta Notarini. I procedimenti attualmente da seguire sono:

  • inserimento del CUP, elemento che nell’xml lo collega a una determinata opera;
  • inserimento del CIG, secondo elemento necessario al monitoraggio;
  • inserimento dell'importo del contratto;
  • inserimento del numero del contratto;
  • una serie di informazioni standardizzate all’interno degli atti.


Va da sé che i dati, vista la mole di lavoro richiesto, “possono essere prelevati con una semplicità estrema”, senza la necessità di ripetere la stessa operazione anche per altre banche dati.

Durante l’audizione UNITEL presso l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ma anche presso la Commissione di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria, sono state avanzate proposte differenti rispetto a quanto suggerito dall’ Ing. Romano; la cui idea costituisce senza ombra di dubbio una più che valida opzione che necessita ulteriori investigazioni.


Da sinistra: Claudio Esposito e Fabrizio Notarini

 

Banche dati: machine learning, intelligenza artificiale, algoritmi e linked data

Il confronto continua con una considerazione da parte del moderatore il quale sostiene che se la Pubblica Amministrazione adottasse il machine learning e algoritmi intelligenti che vadano “a ripulire i dati sporchi”, sarebbe finalmente possibile avviare un processo in cui “più banche dati messe in rete” aiuterebbero a “reperire big data e trasformarli in better data”.

Una criticità che l’Ing. Testa chiarisce con il termine “linked data” che, ancora oggi, costituiscono “un open issue per la ragioneria che ha che fare con tantissime banche dati e una mole enorme di open data”. “Se questi dati venissero esposti con un meccanismo di machine learning in maniera automatica” avanza Testa, “si potrebbe creare un network, una rete automatica in cui, ad esempio, se al MEF serve un dato non deve richiederlo al MIMS e così via”. In poche parole, il dato, attraverso un web service, si trasferirebbe in automatico nella propria banca dati: una questione su cui le amministrazioni centrali stanno riflettendo da molti anni, ma mettere a fattor comune tante istituzioni non è impresa facile.

Secondo Testa, “la sfida del PNRR, la missione della digitalizzazione, ma anche le semplificazioni” potrebbero rappresentare “l’occasione utile per completare questo progetto. Il MEF cerca di andare incontro a tali necessità, infatti da anni mette a disposizione dei web service che possono essere utilizzati sia lato ‘client to machine’ - cioè utente che si interfaccia con la macchina - sia ‘machine to machine’. Ad esempio: io amministrazione che ho un sistema informativo sofisticato, faccio partire delle chiamate al web service, ad esempio del MEF, senza entrare in BDAP, loggarmi e seguire tutte le procedure di sorta”. Una strada da percorrere per il funzionare MEF sarebbe quindi l’adozione del machine learning. Tale tecnologia costituirebbe una vera e propria rivoluzione applicata alle opere pubbliche e al MOP: “immaginiamo una barra di ricerca in cui inserisco un CUP e mi ritornano in automatico tutte le informazioni relative a quel CUP da tutte le banche dati”.


Detenere l’informazione è potere?

Mentre il dibattito si avvia alla sua conclusione, il Direttore Ortenzi incalza nuovamente i suoi relatori con un nuovo quesito. Nel corso della sua esperienza professionale, Ortenzi riflette su come, durante gli anni, abbia avuto “l’impressione che chi detenesse il dato, perché magari aveva dato in appalto la gestione a una software house, non volesse perdere il dominio di quel dato”. Quindi un generale atteggiamento alla “ritenzione a condividere il dato”; quasi come si trattasse di una questione di “‘royalty’ sul dato da chi ha contribuito a produrlo nelle società esterne”. La domanda dunque: “è davvero così?”

Secondo il Dirigente Romano, “il problema della Pubblica Amministrazione è che molto spesso sembra essere gelosa dei propri dati” e non è dunque ben disposta a condividerli. Non a caso, le norme del 2004 non fanno che spingere sui temi dell'interoperabilità e della condivisione dei dati. Una tendenza scaturita dal credo che “detenere l’informazione è uguale a potere”.

“Ma ancora oggi è così?” sollecita Ortenzi. Secondo l’ingegnere “no, poiché è una questione che potrebbe risolversi in poco tempo: basterebbe un semplice accordo tra chi prende e chi da le informazioni”. In altre parole: capire meglio i margini di azione dei soggetti coinvolti, stabilire delle regole per un utilizzo strumentale, migliorare la qualità dell’informazione e generare una chiave di lettura univoca, uguale per tutti. Poiché molto spesso, “l’informazione nuda e cruda presente nelle banche dati è di difficile comprensione”. Il problema, dunque, si risolverà, ancora una volta, con un “sistema intelligente”.

 


Le conclusioni

Ancora una volta, la parola al moderatore che pone una domanda all’Ing. Testa: “ce la facciamo a fine PNRR 2026 a linkare tutti questi database?”

Secondo Testa, da un punto di vista strettamente tecnico-informatico, due anni sarebbe sufficienti poiché ogni amministrazione possiede già i suoi open data, le sue banche dati e gli strumenti di monitoraggio: si tratterebbe solo di trovare uno strumento che unisca queste informazioni. Il vero problema è tipo puramente amministrativo. “Si spera che il PNRR possa essere da stimolo per tutte quelle amministrazioni per mettersi d’accordo”. Il MEF sta “cercando di muoversi verso la questione dell’interoperabilità del dato”, ma la strada è ancora lunga e accidentata, così come tante le sfide da vincere.

Ortenzi sancisce le dichiarazioni del funzionario del Ministero ribadendo come sebbene “gli strumenti tecnici" siano già in essere, “gli strumenti normativi e culturali ancora no ed è qui che, tutti insieme, dovremmo incidere in maniera intelligente”. E su queste note di solidarietà, l’Ing. Testa conferma l’interesse a continuare un dialogo con UNITEL poiché “è proprio grazie ai tecnici, gli utilizzatori finali dei sistemi MEF, che è possibile capire i problemi e cosa si può migliorare”.

Le battute finali del confronto vengono scandite dal Presidente Esposito, il quale ringrazia nuovamente gli ospiti, non solo per aver offerto uno spaccato così attento e accurato dell’attuale situazione della PA italiana, ma soprattutto per aver avanzato valide proposte per il rilancio del Paese come quella dell’Ing. Romano in merito alla fruizione del dato, tra i problemi che più assillano i tecnici. Nel rinnovare i ringraziamenti, il Presidente scioglie la sessione con l’invito a una nuova occasione di incontro e discussione.

 

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