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La sfida del PNRR. Il tecnico dell'ente locale tra rinnovamento e innovazione: limiti, obblighi, tutele e riconoscimento professionale qualificante: III sessione del IX Congresso Nazionale UNITEL

Pubblicato il 14/11/2021
La sfida del PNRR. Il tecnico dell'ente locale tra rinnovamento e innovazione: limiti, obblighi, tutele e riconoscimento professionale qualificante: III sessione del IX Congresso Nazionale UNITEL

Venerdì 26 e sabato 27 Novembre si terrà, presso l’Hotel Continental di Rimini, il IX Congresso Nazionale UNITEL, dal titolo “Il PNRR dei tecnici degli enti locali: Tornare ad essere competitivi tra limiti, carenze ed opportunità professionali”.

Ad animare l'evento, tre tavole rotonde su alcuni dei temi più vicini ai tecnici in ottica PNRR. Tra questi la questione del riconoscimento professionale del tecnico pubblico: argomento della terza sessione "La sfida del PNRR. Il Tecnico dell'Ente Locale tra rinnovamento e innovazione: limiti, obblighi, tutele e riconoscimento professionale qualificante. Una professione alle corde?". 


Abstract

Nel pugilato “essere alle corde” è una condizione decisamente poco favorevole poiché si è inchiodati, da qualcuno o da circostanze svantaggiose, in una posizione che non lascia scampo o vie d’uscita. Nel mondo post-pandemia della Pubblica Amministrazione, il PNRR è quel rivale che spinge il proprio contendente a mettersi alla prova costantemente, non concedendo alcuna possibilità di fuga, né a destra né a sinistra.

Alle strette tra cambiamento e innovazione, il tecnico dell’ente locale, per quanto affaticato e abbattuto, non può che difendersi e trovare un modo per sopravvivere all’avversario: abbracciando il mutamento, schivando ostacoli e, soprattutto, rispondendo ai colpi con ritrovato spirito competitivo. Per entrare in una nuova stagione agonistica, come ogni giocatore professionista, il tecnico deve prepararsi ai prossimi incontri: quali limiti, obblighi e tutele lo aspettano sul ring? Quali strategie per non rimanere intrappolati nell’angolo?

 

Il paradigma sportivo: cosa c’è da sapere sulle sessioni di discussione


Come esposto nell’articolo introduttivo al IX Congresso Nazionale UNITEL, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta, senza ombra di dubbio, il preludio a una stagione di cambiamento e innovazione: uno strumento che entrerà negli annali come un nuovo piano Marshall post-pandemia. Eppure, perché molto spesso parole come “cambiamento” e “pubblica amministrazione” ci sembrano agli antipodi?

Da sempre la PA è considerata sinonimo di lentezza e scarsa efficienza: un apparato rigido, in grado di reggersi sulle disfunzioni del proprio sistema, al punto da diventare parte essenziale del proprio equilibrio. Una struttura che difficilmente può adattarsi alle novità poiché disegnata per resistere alle trasformazioni. D’altronde, come scriveva Crozier, sociologo francese, studioso del fenomeno burocratico e dei fattori di resistenza all'innovazione: “Un’organizzazione ‘cede’ al cambiamento solo quando si verificano disfunzioni veramente gravi cui è diventato impossibile far fronte” (Crozier, 1963: 218).

E quali più grandi alterazioni per l’impianto pubblico se non quelle generate dalla pandemia? Quando il contesto che ci circonda si trasforma, anche le organizzazioni più sedimentate devono mutare. Tuttavia, quando il cambiamento è associato a parole come innovazione – come nel caso del PNRR- subentrano incertezza, ansia, disagio, paura di sbagliare, di assumersi le responsabilità, tensioni nelle relazioni e nelle prassi quotidiane. Ed è così che ogni anomalia allo status quo diventa una prova difficile da superare, vissuta dagli attori interessati, come una vera e propria crisi poiché costretti ad abbandonare la rassicurante tendenza ad agire secondo schemi e modelli precostituiti.


All’alba del PNRR, il cambiamento non è più un’opzione: adattarsi o soccombere. Ciononostante, per attuare un tale cambio di passo, è necessaria una rivoluzione culturale dell’intera macchina pubblica, secondo un processo di crescente consapevolezza. Come attivare un tale presa di posizione? Modificare la cultura di un individuo, manipolare la propria mappa cognitiva, non è impresa facile: è necessario un processo che parti dal basso e utilizzi quegli stessi modelli e schemi conosciuti, fissi, precostituiti per generare trasformazioni non solo sul piano organizzativo, ma anche sociale, psicologico ed emotivo. E cosa c’è di meglio del paradigma sportivo? Da sempre, infatti, la pratica agonistica insegna l’arte del gareggiare, con gli altri e con sé stessi, a perdere, a rimboccarsi le maniche e a trarre il meglio anche dalle peggiori situazioni. In poche parole, lo sport insegna ad individuare gli ostacoli, lavorare sui punti di debolezza, studiare una strategia che permetta di contare sui propri compagni e trionfare con la propria squadra.


Con il IX Congresso NazionaleUNITEL mira a condividere -con soci, non soci, tecnici comunali, architetti, ingegneri, geometri e professionisti della Pubblica Amministrazione - la prospettiva degli atleti affinché, tutti insieme, unendo le forze e facendo squadra, si possa:

  • comprendere la cultura attuale: dove siamo, quali peculiarità e quali le criticità?
  • indirizzare il cambiamento: dove vogliamo andare, quali valori adottare, quali competenze sviluppare, quale visione perseguire?
  • guidare il cambiamento: come cambiare, quale direzione prendere, quale piano porre in essere?
  • sviluppare una nuova cultura: azioni, processi, eventi, indicatori di performance per consolidare il cambiamento nel medio-lungo periodo.

 


Per informazioni su come partecipare, visitate la pagina dedicata al IX Congresso Nazionale UNITEL. Seguiteci sulla nostra pagina web e i canali social: a breve tante novità sui relatori e sui partecipanti al Congresso.

 

 

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