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verifica dell’affidabilità dell’offerta al momento dell’aggiudicazione

Pubblicato il 09/02/2010
Pubblicato in: Sentenze
il procedimento di verifica dell’anomalia - improntato alla massima collaborazione tra stazione appaltante e offerente e avulso da ogni formalismo - mira alla verifica dell’affidabilità dell’offerta nel suo complesso al momento dell’aggiudicazione

la verifica di anomalia non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica mirando, invece, ad accertare se l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile o inattendibile e, dunque, se dia o meno serio affidamento circa la corretta esecuzione dell’appalto

il dato rilevante dell’offerta consisteva nel rapporto tra l’ammontare della prestazione lavorativa ed il corrispettivo della medesima prestazione, indipendentemente dal fatto che le ore del servizio fossero svolte da un certo numero di unità individuali o da un numero diverso (tale rapporto, lo si ribadisce, costituiva l’elemento decisivo della valutazione da parte della stazione appaltante).

Con la sentenza n. 1174 del 01.09.2008, oggetto del presente gravame, il TAR della Calabria, sede di Catanzaro, ha accolto il ricorso, ritenendo effettivamente intervenuta, in sede di giustificazioni, una modifica oggettiva dell’offerta da parte dell’aggiudicataria, che avrebbe, pertanto, dovuto essere esclusa dalla gara, in conseguenza della presentazione di giustificazioni modificative dell’offerta.
Il TAR ha, quindi, annullato gli atti impugnati, respingendo la domanda di risarcimento perché generica e, in ogni caso, infondata una volta ottenuto, da parte del ricorrente, l’annullamento dell’aggiudicazione della gara.
Hanno proposto appello avverso la suddetta decisione:
- sia la ASL di Vibo Valentia n. 8, poi diventata Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia (Ric. n. 8282/08 di R.G.);
- sia la Soc. Coop. BETA Service a.r.l., in proprio e nella qualità di mandataria capogruppo del RTI BETA Service - Gruppo S.A.M. (Ric. n. 8510/08 di R.G.) risultata aggiudicataria della gara.
Si sono costituite, nei rispettivi giudizi, le parti presenti innanzi al TAR della Calabria.
In entrambi gli appelli è stata richiesta la sospensione della sentenza in via cautelare.
Nella Camera di Consiglio 25.11.2008 il Collegio ha accolto l’istanza cautelare connessa agli atti d’appello (ord. n. 6320/08) sospendendo l’efficacia della sentenza impugnata, “considerato che … gli appelli in esame appaiono assistiti da sufficienti profili di fumus, in ordine alla sostanziale immutazione dell’offerta, tenuto conto che il costo totale mensile della manodopera è rimasto inalterato…”.
Tutte le parti hanno poi illustrato le rispettive argomentazioni con memorie difensive.
All’udienza del 14 luglio 2009 il Collegio ha trattenuto entrambi gli appelli per la decisione e il dispositivo è stato pubblicato con il n. 638/2009.
Qual è il parere dell’adito giudice di appello del Consiglio di Stato?

L’appello dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia (n. 8282/08), deve essere respinto perché irricevibile.
Come correttamente evidenziato nella memoria conclusiva del Consorzio Italian ALFA, l’impugnazione dell’Azienda Sanitaria risulta essere stata inviata per la notifica il giorno 16.10.2008, allorché era spirato il termine ultimo per l’impugnativa della sentenza, scaduto il 15.10.2008. La decisione del TAR, infatti, risulta essere stata notificata sia alla sede legale dell’Azienda Sanitaria, sia presso la segreteria del TAR della Calabria (domicilio eletto dal procuratore costituito, Avv. Francesca Cupo), durante il periodo feriale; in conseguenza di ciò, il termine di impugnazione di 30 giorni, dimidiato ai sensi dell’art. 23 bis L. n. 1034/1971, ha cominciato a decorrere il 16.09.2008 ed è spirato il 15.10.2008, ultimo giorno utile per effettuare la notifica dell’atto (cfr. Cass., Sez. Un., sentenza n . 3668/1995).
L’appello n. 8282/08 è, dunque, irricevibile per tardività.
L’appello proposto dalla Soc. Coop. BETA Service (n. 8518/08) è, invece, fondato e deve essere accolto nei limiti che di seguito si precisano.
Ritiene il Collegio che il TAR della Calabria abbia erroneamente valutato che l’offerta da parte dell’aggiudicataria sia stata modificata nel corso del procedimento di giustificazione dell’anomalia.
Risulta, infatti, chiaro dagli atti di gara che il numero degli addetti al servizio- indicato nell’offerta dell’ATI aggiudicataria in 211 unità e successivamente specificato (in sede di giustificazione) in 151unità lavorative - non poteva avere rilevanza decisiva quale elemento modificativo dell’offerta. Invero, il numero degli addetti al servizio risultava elemento sostanziale dell’offerta, non già dal punto di vista quantitativo, bensì da quello del costo della manodopera. Sotto tale profilo, l’offerta è, invece, rimasta immutata.
Orbene, come già affermato da questo Consiglio di Stato in un precedente da cui il Collegio non intende discostarsi, “la verifica di anomalia non ha per oggetto la ricerca di specifiche e singole inesattezze dell’offerta economica mirando, invece, ad accertare se l’offerta, nel suo complesso, sia attendibile o inattendibile e, dunque, se dia o meno serio affidamento circa la corretta esecuzione dell’appalto” (cfr. Cons. St., Sez. V, 29.07.2003 n. 4323).
Da ciò l’inevitabile corollario secondo il quale il procedimento di verifica dell’anomalia - improntato alla massima collaborazione tra stazione appaltante e offerente e avulso da ogni formalismo - mira alla verifica dell’affidabilità dell’offerta nel suo complesso al momento dell’aggiudicazione.
Ritiene il Collegio che, in applicazione di tali principi, l’operato della Commissione sia immune dai vizi censurati in primo grado e rilevati dal TAR.
In sede di verifica dell’anomalia, infatti, la Commissione ha correttamente ritenuto che le giustificazioni della ditta, poi risultata aggiudicataria, fossero sufficienti a garantire che, nel suo complesso, l’offerta rimanesse affidabile, non avendo rilevato alcuna modifica dei suoi elementi costitutivi, relazionati nel loro insieme (e, in particolare, del costo complessivo mensile per il servizio).
La sentenza del TAR della Calabria deve, quindi, essere riformata sul punto, non avendo rilevato il Collegio alcun vizio a carico degli atti oggetto della primaria impugnazione da parte del Consorzio Italian ALFA.
L’accoglimento del primo motivo di appello consente di ritenere assorbiti gli ulteriori motivi di gravame.
La particolarità della vicenda consente di disporre la compensazione integrale fra le parti delle spese di entrambi i gradi di giudizio.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 415 del 2 febbraio 2010, emessa dal Consiglio di Stato
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