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Tutte le imprese partecipanti erano pertanto edotte della eventualità che un giudizio negativo...

Pubblicato il 01/02/2010
Pubblicato in: Sentenze

Tutte le imprese partecipanti erano pertanto edotte della eventualità che un giudizio negativo ( e cioè di carenza o insufficienza) da parte della Commissione avrebbe avuto come conseguenza l’attribuzione del cd punteggio zero, id est la esclusione dalla gara.

Poiché  i documenti di gara sanzionavano con la esclusione quelle offerte in relazione alle quali la relazione sul servizio offerto fosse stata valutata carente o insufficiente dalla sottocommissione tecnica, appare legittimo il comportamento della sottocommissione che ha attribuito alla relazione tecnica della appellante il punteggio di zero in ordine al profilo del monte-ore indicato, in quanto ritenuto assolutamente insufficiente per il corretto svolgimento del servizio da parte della impresa esecutrice

Né è ravvisabile la pur prospettata violazione dell’art. 83 d.lgs. cit. e dei principi ricavabili dalle direttive comunitarie e dalla sentenze della Corte di giustizia in materia di appalto di servizi, posto che, come già detto, il procedimento di gara non si è illegittimamente arricchito nel suo svolgersi di un nuovo criterio valutativo ( ciò che sarebbe stato senz’altro contrastante con gli indicati parametri normativi), né è sostenibile che i concorrenti avrebbero potuto diversamente modulare le loro offerte se avessero conosciuto fin dall’inizio le modalità della loro valutazione; tutti i concorrenti infatti erano edotti fin dall’inizio che la presentazione di una relazione tecnica carente o insufficiente in rapporto all’oggetto dell’appalto da aggiudicare avrebbe comportato, in base alle richiamate previsioni contenute nei documenti di gara, la esclusione della offerta dalla competizione

Il Tar ha ritenuto la legittimità degli atti impugnati, muovendo dal presupposto che l’esclusione per insufficienza dell’offerta tecnica risultante dalla relazione predisposta dalla odierna impresa appellante ha rappresentato legittima causa di esclusione, vuoi perchè espressamente contemplata dagli atti generali di gara vuoi perchè in ogni caso coerente con la natura del servizio da affidare, integrante un’obbligazione di risultato.
In particolare, alla società appellante è stato attribuito il punteggio zero in considerazione del fatto che il monte ore offerto per l’espletamento del servizio è stato ritenuto insufficiente per la esecuzione dello stesso a perfetta regola d’arte.
Assume la società appellante la erroneità della gravata sentenza e ne chiede la integrale riforma, riproponendo anche in questo grado i motivi già sottoposti all’attenzione del primo giudicante.
Qual è il parere dell’adito giudice di appello del Consiglio di Stato?

L’infondatezza nel merito dei motivi di appello consente al Collegio di prescindere dall’esame dell’eccezione di inammissibilità per difetto di interesse al ricorso sollevata da R.F.I. s.p.a, sotto il profilo della mancata dimostrazione, da parte della odierna appellante, di aver titolo a restare aggiudicataria dei lotti d’appalto n. 2 e n. 3.
Come già anticipato, il Tar ha ritenuto la legittimità degli atti in primo grado impugnati, muovendo dal presupposto che <l’esclusione per insufficienza dell’offerta tecnica, risultante dalla relazione predisposta dall’impresa ed oggetto di valutazione, costituirebbe causa legittima di esclusione anche se non fosse espressamente prevista né dal bando né dal disciplinare, costituendo essa conseguenza logica ed ineludibile del tipo di contratto che la stazione appaltante si riprometteva di stipulare con l’aggiudicatario> I primi giudici hanno in particolare rilevato che < si tratta, con evidenza, di un contratto di risultato, come comprovato dal fatto che sia nel bando che nel disciplinare di gara la stazione appaltante indica ai partecipanti alla gara il servizio che vuole sia svolto e che si propone di affidare in appalto – nella specie quello …(omissis) ... - e chiede agli stessi di precisare nella relazione tecnica, che esse sono tenute a presentare e che costituisce l’elemento di valutazione dell’offerta tecnica, “il monte ore offerto, che dovrà essere coerente con l’insieme delle prestazioni richieste”, nonché “i tempi … per le diverse tipologie in relazione con le prestazioni richieste”, cioè i mezzi, gli strumenti e le modalità che ritengono indispensabili per il raggiungimento del risultato ottimale da essa preteso>. Continua il primo giudice osservando che < se, secondo l’insindacabile giudizio della commissione di gara, l’offerta tecnica presenta insufficienze o carenze tali da non garantire in modo assoluto il risultato voluto dalla stazione appaltante – id est l’ottimale servizio di pulizia e il mantenimento del decoro dei locali, sollecitati dall’utenza a fronte di un servizio finora svolto dall’odierna ricorrente in modo assolutamente carente, più volte sanzionato e da tempo denunciato con proteste che hanno trovato ampio spazio anche nella stampa quotidiana – è evidente che la conseguenza non può essere che l’esclusione dell’impresa che detta offerta ha presentato, in quanto significativa del mancato possesso delle potenzialità tecniche e degli strumenti operativi necessari per assicurare un regolare e soddisfacente servizio>. Né a parere del Tar <la ricorrente può essere seguita allorché contesta alla commissione di gara di non aver esaminato anche l’offerta economica, a suo avviso estremamente vantaggiosa, prima di escluderla dalla gara. E’ infatti normale che ad una offerta tecnica del tutto inadeguata faccia riscontro la richiesta di un corrispettivo ad essa proporzionata, ma anche alla luce del comune buon senso è irragionevole anche il solo supporre che, in una procedura indetta per l’affidamento di un servizio, il ridotto prezzo richiesto per la sua esecuzione possa fungere da elemento di sanatoria della accertata sua inadeguatezza sotto il profilo tecnico>.
Il Collegio ritiene che il ragionamento svolto dal Tar sia da condividere e che lo stesso ben resiste ai motivi di censura di questa sede.
E’ anzitutto dirimente osservare che era la stessa lettera di invito a prevedere ( pag.11 lett. s)) che nel caso in cui la relazione sul servizio offerto fosse stata giudicata carente e/o insufficiente, con conseguente mancata attribuzione di punteggio, la impresa offerente sarebbe rimasta esclusa dalla gara. Tale clausola della lettera di invito richiamava peraltro espressamente, quale fonte regolatrice della disposizione, il punto 2.1 del disciplinare di gara ed in particolare l’Avvertenza ivi contenuta a proposito delle metodologie tecnico-operative, in cui era testualmente ribadito che una relazione tecnica carente o insufficiente avrebbe determinato la esclusione dalla gara del concorrente.
L’appellante sostiene sul punto che le incompletezze ovvero le insufficienze della relazione tecnica non potevano giammai consistere in una incongrua indicazione del monte-ore offerto per disimpegnare il servizio di pulizia, ma dovevano riferirsi casomai a macroscopiche carenze documentali o ad omissioni inemendabili .
Ma già questa è una prima affermazione che non può essere condivisa in quanto non solo non suffragata ma decisamente smentita dalla lettera e dalla ratio delle prescrizioni di gara già richiamate.
Ma anche in relazione a tale ultimo profilo, che investe il tema della congruità oggettiva della valutazione operata dalla commissione sulla relazione tecnica della appellante, i motivi di appello non meritano di essere accolti.
Premesso che, come già anticipato, ogni concorrente doveva ritenersi ben edotto, avendo preso visione dei luoghi e della consistenza del servizio da espletare ( inerente le pulizie ed il mantenimento del decoro), della necessità ( al fine di non restare escluso dalla gara) di approntare una offerta tecnicamente coerente con la natura e l’oggetto dell’appalto, non appare irragionevole la valutazione negativa espressa dall’organo tecnico a proposito della relazione prodotta dalla odierna appellante, sotto il profilo della rilevata incongruità del monte ore offerto in rapporto al servizio da espletare.
A tal proposito, il Collegio deve rilevare la incensurabilità sotto i dedotti motivi della valutazione tecnica della commissione di gara secondo cui i dati relativi al monte-ore di lavoro contenuto nella offerta della odierna società appellante risultano effettivamente incongrui e non coerenti con la efficiente esecuzione del servizio.
Infine, quanto al preteso obbligo per la commissione di gara (previsto dalla lettera di invito, v. pag.12 ) di convocare l’offerente per un’audizione prima di disporne l’esclusione, anche in tal caso il Collegio non può che condividere i rilievi dei primi giudici, secondo cui tale obbligo si riferisce chiaramente alla fase successiva alla apertura delle buste contenenti l’offerta economica e riguarda in particolare le offerte ammesse ma sospettate di anomalia, e non quelle - come appunto è avvenuto nel caso all’esame - immediatamente escluse per assoluta inadeguatezza dell’offerta tecnica.

A cura di Sonia LAzzini
Riportiamo qui di seguito la decisione numero 251 del 25 gennaio 2010 emessa dal Consiglio di Stato

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