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Se nel bando non vengono indicati anche gli oneri relativi alla sicurezza, l’impresa ha l’onere di immediata impugnazione

Pubblicato il 05/03/2010
Pubblicato in: Sentenze
La consolidazione del bando per omessa impugnazione nei termini, sotto il profilo in questione, esclude d’altra parte una contestazione tardiva e strumentale, finalizzata all’annullamento dell’intera procedura di gara.

Se nel bando non vengono indicati anche gli oneri relativi alla sicurezza, l’impresa ha l’onere di immediata impugnazione

Il bando di gara deve infatti ritenersi immediatamente lesivo – ed impugnabile, pertanto, nei prescritti termini decadenziali – non solo quanto contenga prescrizioni preclusive per la partecipazione di alcune imprese interessate, ma anche ove risulti privo di contenuti, ritenuti necessari per la corretta predisposizione delle offerte: nella situazione in esame

Viceversa, non solo la società appellante (come, del resto, le altre imprese partecipanti) non ha ravvisato problemi in ordine a quanto sopra, ma ha anche presentato l’offerta ritenuta più conveniente, con anche successiva assenza di lesione del proprio interesse, riconducibile alla carenza segnalata.

Ricorso per violazione dell’art. 86, commi 3 bis e 3 ter del D.Lgs. n. 163/2006, essendo stato indicato l’importo a base d’asta, nel disciplinare di gara, senza precisazione del costo per la sicurezza, non soggetto a ribasso, e non dovendo tale censura essere proposta entro termini decadenziali, decorrenti dalla data di pubblicazione del bando stesso, in quanto avrebbero dovuto ritenersi soggetti ad immediata impugnazione solo i vizi, riguardanti i requisiti soggettivi di partecipazione alla gara; l’interesse dell’attuale appellante alla riproposizione della censura, infine, sarebbe stato identificabile con quello – di carattere residuale – all’annullamento dell’intera procedura di gara, in vista della relativa rinnovazione e della possibile nuova aggiudicazione all’appellante stessa.
Qual è il parere dell’adito giudice amministrativo di appello del Consiglio di Stato?

Quanto al terzo motivo di gravame, riferito a omessa esplicitazione, nel bando di gara, del costo per la sicurezza, il Collegio concorda con le conclusioni, al riguardo raggiunte nella sentenza appellata, che ne ha rilevato l’irricevibilità. Il bando di gara deve infatti ritenersi immediatamente lesivo – ed impugnabile, pertanto, nei prescritti termini decadenziali – non solo quanto contenga prescrizioni preclusive per la partecipazione di alcune imprese interessate, ma anche ove risulti privo di contenuti, ritenuti necessari per la corretta predisposizione delle offerte: nella situazione in esame, viceversa, non solo la società appellante (come, del resto, le altre imprese partecipanti) non ha ravvisato problemi in ordine a quanto sopra, ma ha anche presentato l’offerta ritenuta più conveniente, con anche successiva assenza di lesione del proprio interesse, riconducibile alla carenza segnalata.
La consolidazione del bando per omessa impugnazione nei termini, sotto il profilo in questione, esclude d’altra parte una contestazione tardiva e strumentale, finalizzata all’annullamento dell’intera procedura di gara.
Per le reagioni esposte, in conclusione, il Collegio ritiene che l’appello debba essere respinto; quanto alle spese giudiziali, tuttavia, il Collegio ravvisa giusti motivi per disporne la compensazione fra tutte le parti, tenuto conto della complessità della disciplina normativa di riferimento e della non chiarissima formulazione del bando di gara, in ordine alle questioni dedotte in giudizio.

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 1140 del 26 febbraio 2010 emessa dal Consiglio di Stato
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