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se dal reato commesso scaturisce la nullità del provvedimento di aggiudicazione...

Pubblicato il 07/07/2010
Pubblicato in: Sentenze

se dal reato commesso scaturisce la nullità del provvedimento di aggiudicazione, va rilevato che ai sensi del combina-to disposto di cui agli artt. 27 septies L. n. 241/1990 e 6, comma 1, L. n. 205/2000 (poi sostituito dall’art. 244, comma 1, D.Lg.vo n. 163/2006) il Giudice Amministrativo può pronunciare la nullità del provvedimento amministrativo (cfr. TAR Basilicata Sent. n. 687 del 28.11.2007);

il contratto di appalto, stipulato dalla Pub-blica Amministrazione in seguito alla commissione di un reato, deve ritenersi nullo ai sensi dell’art. 1418, coma 1, C.C. (sul punto cfr. Cass. Sez. I Sent. n. 11031 del 5.5.2008);

ai sensi e per gli effetti della seconda frase dell’art. 244, comma 1, D.L.gvo n. 163/2006 (aggiunto dall’art. 7 D.L.g.vo n. 53/2010, il quale ha re-cepito la Direttiva Comunitaria n. 66/2007 tardivamente, in quanto l’art. 3 di tale Direttiva aveva stabilito il termine di recepimento del 20.12.2009) la giurisdizione esclusiva del Giudice Ammini-strativo “si estende alla dichiarazione di inefficacia del contratto a seguito di annullamento dell'aggiudicazione e alle sanzioni alter-native” (al riguardo va pure evidenziato che recentemente con Or-dinanza n. 2906 del 10.2.2010 le Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione avevano già statuito che dopo il 20.12.2009, cioè dopo la scadenza del termine di recepimento della citata Direttiva Comunitaria n. 66/2007, spetta al Giudice Amministrativo dichia-rare privo di effetti il contratto di appalto, conseguente ad un’illegittima aggiudicazione);

poichè il predetto art. 244, com-ma 1, seconda frase, D.L.gvo n. 163/2006 è una norma di diritto processuale, trova immediata applicazione, attesocchè per tutte le norme di diritto processuale vige il principio del “tempus regit actum”, secondo il quale le nuove norme si applicano anche ai giu-dizi pendenti e perciò anche con riferimento alle controversie relative all’impugnazione di provvedimenti amministrativi già emana-ti prima dell’entrata in vigore di tali norme.
Tenuto conto del contenuto delle intercettazioni telefoniche, depositate in giudizio, e della fondatezza del primo motivo di impugnazione del ricorso principale, sussistono giusti motivi per di-sporre tra le parti la compensazione delle spese di giudizio.

a cura di Sonia Lazzini
riportiamo qui di seguito la sentenza numero 453 del 28 giugno  2010 pronunciata dal Tar Basilicata, Potenza

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