Alto Contrasto Reimposta
Iscriviti Area Riservata
Menu
Menu
Stemma

Reiezione della domanda di risarcimento del danno

Pubblicato il 15/02/2010
Pubblicato in: Sentenze
Al rigetto della domanda di annullamento degli atti impugnati consegue la reiezione della domanda di risarcimento del danno

le questioni concernenti l’esecuzione del servizio (e le eventuali responsabilità penali dei trasportatori) sono estranee alle valutazioni che il seggio di gara è chiamato ad effettuare, conformemente alla lex specialis, in ordine alla sussistenza dei requisiti di partecipazione alla gara (pacificamente posseduti dalla aggiudicataria)

In diritto la sezione premette che il giudizio che conclude il sub procedimento di verifica delle offerte anomale, costituisce espressione di un potere tecnico discrezionale dell’amministrazione, di per sé insindacabile, salva l’ipotesi in cui le valutazioni ad esso sottese non siano abnormi o manifestamente illogiche o affette da errori di fatto; il giudizio conclusivo ha natura globale e sintetica sulla serietà o meno dell’offerta nel suo insieme; conseguentemente la relativa motivazione deve essere rigorosa in caso di esito negativo; invece la positiva valutazione di congruità della presunta offerta anomala è sufficientemente espressa anche con motivazione per relationem alle giustificazioni rese dall’impresa offerente (cfr. ex plurimis e da ultimo Cons. St., sez. V, 10 febbraio 2009, n. 748; sez. V, 20 maggio 2008, n. 2348)

Con il primo motivo dell’originario ricorso di primo grado – pagine da 8 a 15 - sono state dedotte le seguenti censure:
1.1. illegittimità dell’aggiudicazione dell’appalto per avere la società Controinteressata dichiarato, in sede di gara, di voler affidare l’esecuzione del servizio a due cooperative sue socie (nella specie la cooperativa Ravviva e la cooperativa Facchini), prive del necessario requisito della iscrizione all’Albo nazionale gestori ambientali (in prosieguo l’Albo); si lamenta che la Controinteressata avrebbe posto in essere uno stratagemma per favorire imprese non abilitate allo svolgimento del servizio posto a base di gara e che la mancanza in capo al trasportatore di rifiuti genera responsabilità penale di tutti i soggetti coinvolti;
1.2. la Controinteressata non sarebbe una vera società cooperativa ma una cooperativa di secondo grado, ovvero un consorzio di cooperative che ha partecipato alla gara al solo scopo di favorire le vere imprese interessate alla gestione del servizio;
1.3. assodata la reale natura della Controinteressata emerge che quest’ultima ha violato le prescrizioni sancite dall’art. 37, co. 4, d.lgs. n. 163 del 2006 non avendo dichiarato nella propria offerta né i soggetti ai quali avrebbe assegnato il servizio né le partizioni del servizio a questi assegnate.
2.6. violazione degli artt. 86 e 87 del d.lgs. n. 163 del 2006, incompletezza delle giustificazioni fornite dall’aggiudicataria
Qual è il parere dell’adito giudice di appello del Consiglio di Stato?

Le censure sono tutte infondate.
Le doglianze sub 1.1., 1.2. e 1.3. sono connesse e possono essere congiuntamente esaminate e disattese.
La sezione rileva che da tutta la documentazione versata in atti emerge univocamente che:
a) la Controinteressata è una società cooperativa che esercita attività di impresa in proprio e non è stata costituita fittiziamente, ovvero al solo scopo di consentire alle socie di partecipare alla gara in contestazione (cfr. in particolare art. 6, lett. a) – j) dello statuto);
b) conseguentemente è inconferente il richiamo all’art. 37, d.lgs. n. 163 del 2006 che trova applicazione esclusivamente nei confronti dei raggruppamenti temporanei e dei consorzi;
c) le questioni concernenti l’esecuzione del servizio (e le eventuali responsabilità penali dei trasportatori) sono estranee alle valutazioni che il seggio di gara è chiamato ad effettuare, conformemente alla lex specialis, in ordine alla sussistenza dei requisiti di partecipazione alla gara (pacificamente posseduti dalla aggiudicataria);
d) le invocate circolari del Comitato nazionale dell’Albo (n. 5130 del 1999 come modificata dalla circolare n. 5727 del 2001), sono inapplicabili al caso di specie in quanto: I) non hanno ad oggetto la partecipazione delle imprese di smaltimento dei rifiuti a gare di appalto ma la valutazione dei requisiti di iscrizione all’Albo; II) la lett. f) della circolare n. 5131 ha come destinatari i consorzi e le cooperative costituite allo scopo di assumere appalti in nome proprio ma esclusivamente per conto di soggetti terzi associati o consorziati, ma tale circostanza di fatto, come evidenziato in precedenza, non rileva nel caso di specie.
Le censure sub 2.5. e 2.6., sottoponendo, in pari misura, al sindacato del giudice amministrativo gli esiti dello scrutinio di non anomalia dell’offerta aggiudicataria, sono connesse e possono essere esaminate e disattese congiuntamente.
In diritto la sezione premette che il giudizio che conclude il sub procedimento di verifica delle offerte anomale, costituisce espressione di un potere tecnico discrezionale dell’amministrazione, di per sé insindacabile, salva l’ipotesi in cui le valutazioni ad esso sottese non siano abnormi o manifestamente illogiche o affette da errori di fatto; il giudizio conclusivo ha natura globale e sintetica sulla serietà o meno dell’offerta nel suo insieme; conseguentemente la relativa motivazione deve essere rigorosa in caso di esito negativo; invece la positiva valutazione di congruità della presunta offerta anomala è sufficientemente espressa anche con motivazione per relationem alle giustificazioni rese dall’impresa offerente (cfr. ex plurimis e da ultimo Cons. St., sez. V, 10 febbraio 2009, n. 748; sez. V, 20 maggio 2008, n. 2348).
Facendo applicazione dei su esposti principi al caso di specie ne discende che le lamentate censure sono inammissibili, nella parte in cui impingono il merito delle valutazioni tecniche riservate alla stazione appaltante, e comunque infondate perché:
a) il calcolo del costo del lavoro effettuato utilizzando il criterio del c.d. quoziente teorico è corretto sulla scorta dell’incontestabile presenza, fra il personale impiegato, di ben undici lavoratori svantaggiati, su un totale di trentasei, per i quali l’impresa fruisce di sgravi fiscali;
b) le giustificazioni sono state ritenute complete dalla stazione appaltante senza che la ricorrente abbia dettagliato le carenze che avrebbero inficiato il giudizio di non anomalia.

Riportiamo qui di seguito la decisione numero 741 del 12 febbraio 2010 emessa dal Consiglio di Stato

Si legga anche

In tema di procedimento di verifica delle offerte anomale

il sub procedimento volto alla verifica dell’anomalia dell’offerta costituisce espressione di un potere tecnico-discrezionale e la motivazione della valutazione effettuata circa l’anomalia dell’offerta costituisce elemento decisivo ai fini della verifica della correttezza della valutazione effettuata, tuttavia la necessità di una puntuale ed analitica valutazione è generalmente richiesta dalla giurisprudenza solo nel caso di giudizio negativo, mentre nel caso di valutazione positiva è sufficiente un riferimento alla giustificazioni offerte dall’impresa sottoposta a verifica

il Consiglio di Stato con la decisione numero 2348 del 20 maggio 2008 ci insegna che:

<il giudizio di verifica della congruità di un'offerta anomala ha natura globale e sintetica sulla serietà  o meno dell’offerta nel suo insieme ed esso  costituisce espressione di un potere tecnico-discrezionale dell'amministrazione, di per sé insindacabile in sede di legittimità, salva l'ipotesi in cui le valutazioni siano manifestamente illogiche o fondate su insufficiente motivazione o affette da errori di fatto >

ma non solo

< Inoltre, per quanto riguarda la sufficienza o meno della motivazione sul giudizio di anomalia dell’offerta, il Collegio condivide l’orientamento secondo cui la motivazione viene richiesta rigorosa ed analitica nel caso di giudizio negativo sull’anomalia; in caso, invece, di giudizio positivo, ovvero di valutazione di congruità dell’offerta anomala, non occorre che la relativa determinazione sia fondata su un'articolata motivazione ripetitiva delle medesime giustificazioni ritenute accettabili o espressiva di ulteriori apprezzamenti. Pertanto, il giudizio favorevole di non anomalia dell' offerta in una gara d'appalto non richiede una motivazione puntuale ed analitica, essendo sufficiente anche una motivazione espressa "per relationem" alle giustificazioni rese dall'impresa vincitrice, sempre che queste siano a loro volta congrue ed adeguate >
A cura di Sonia LAzzini
 Allegati
Scarica

Utilità